Pensieri in libertà
Superiorità "Arcoriana"

MM | Numero di risposte 0 dal 16/06/2015

Siamo a questo punto!
All'invocazione della superiorità del mondo Occidentale, il più civile, quello destinato alla supremazia! Il Presidente del Consiglio Dorian Gray (come lo chiama Grillo) ha invocato tutto questo! Non me lo sto inventando!
Il mondo islamico (badate bene: il mondo islamico) sarebbe un guazzabuglio di barbari che osano sottomettere la superiorità di Roma! E a nulla serve pensare (sempre che il signor Gray pensi) che proprio il mondo occidentale deve la salvaguardia della sua tradizione classica proprio all'Islam, che salvò quei testi che l'Universalismo Cattolico gettava al rogo in quel buco della Storia "Occidentale" che è il Medioevo. Ma chissà come mai il Medioevo non si ricorda mai?!? Anche Mussolini lo saltava a piedi pari andando a recuperare la classicità e la sfarzosità greco-romana.
Ma ora c'è una nuova "crociata" (e sono parole dei capi di stato europei) si deve abbattere contro l'Islam. E poi si stupiscono che a Kabul tutti osano dire di no agli americani che pur da parte loro, dovrebbero essere gli unici ad essere veramente incazzati! Eppure la superiorità ariana è invocata qui, in Europa, da un capo di Governo italiano (o italico!); una superiorità molto vicina a quella ariana (o arcoriana!).
E poi temono che i terroristi possano colpire ancora!
Ma se ti spara con una automatica un proiettile su una gamba, il tuo vicino, che ha sentito lo sparo, ti viene vicino e accusa chi ha sparato di essere un BASTARDO SENZA STORIA, che cosa pensate che possa accadere?
:(
Crimini al quadrato

MM | Numero di risposte 0 dal 16/06/2015

Ho letto l'intervento, ennesimo, di Oriana Fallaci che non vi starò a sintetizzare tanto è facilmente rintracciabile in rete (corriere della sera, panorama, ecc...): e un sentimento di ripudio accompagnato da tristi constatazioni mi assalgono. Ripudio verso le forme di violenza verbale che si accompagnano alla criminalità reale di questi giorni di Palestina; constatazione che, nonostante il discutibile intervento della signora giornalista, la politica è senza dubbio cieca e bieca, anche laddove sembra si muova verso ragioni da appoggiare. Nel suo intervento la Fallaci fa intendere a chiare lettere che le forze di opposizione italiane, la sinistra in parole povere, sembra abbiano dimenticato la loro vocazione antifascista, non facendo nulla per riconoscere il ruolo degli ebrei durante contro il regime mussoliniano, ma anzi, nella attualità del momento, facendo una scelta di campo in opposizione israeliana. Con ciò mi sembra comunque eccessivo attribuire una tendenza antisemita a chi veda nel palestinese kamikaze l'unica possibilità di ribellione nei confronti del ricco e potente esercito di Sharon; in primo luogo perché si associa, come già ho detto, violenza a violenza, senza dare una chiara nè tantomento propositiva, visione delle cose; in secondo luogo perché si prende una chiara posizione di appoggio alla politica, altrettanto se non maggiormente violenta, di un governo autorevole e sovrano (cosa mai accettabile, perché ricorda proprio gli atteggiamenti fascisti di chi, a ragione della storia, è stato antifascista. O forse lo è stato perché direttamente coinvolto?).

Nonostante questo non posso non pensare che la sinistra si muova con ragioni non del tutto attinenti al desiderio, vero, di pace (o quanto meno non del tutto) e che magari voglia anche cavalcare la contingenza per scopi grossomodo di politica interna. E' quasi più di un dubbio. E mi dispiace che sia stata la Fallaci a farmici pensare!
Era inconcepibile!

MM | Numero di risposte 0 dal 16/06/2015

Era inconcepibile che personaggi così biechi, anelli mancanti dell'evoluzione umana (ominide, uomo di neandertal, homo sapiens, 'homo televisivus'), esseri ingiusti e immondi come Biagi, Santoro e Luttazzi stessero ancora in tv! Ed era ora che una personalità di spicco come il signor presidente del consiglio muovesse gli animi dormienti del Bel Paese affinché venissero resi noti i partenti, i nuovi disoccupati, gli inservibili uomini della parola.

Era inconcepibile che proprio ieri, quando il presidente del consiglio pronunciava importanti e conclusive verità/sentenze un pazzo, sicuramente sicario della sinistra, decidesse di muovere le attenzioni della cittadinanza verso Milano, verso la Stazione centrale, facendo pensare a tutti all'ennesimo raid talebano.

Era inconcepibile pensare che mentre esistono uomini che esercitano correttamente la loro mansione, che fanno veramente giornalismo, come il conduttore di Porta a Porta, Bruno Vespa, che 'attento come non mai', quasi più del guardiano FEDEle , ci raccontava del nuovo attentato dichiarato ma non accaduto , del falso allarme, si mantenessero in vita persone che si occupano solo della bieca attualità politica, senza ragione, e potessero ingiustamente porsi al fianco del buon Vespa, nell'esercitare un servizio pubblico che usurpavano.

Era inconcepibile! Ma tranquilli perché ora non accadrà più: è iniziato un nuovo corso che avrà come unico obiettivo "la pace sociale", e finalmente un duraturo ordine civico dove il consenso dominerà il dissenso e dove il silenzio sarà la più alta e nobile voce.

E sfido qualunque becero sinistroide a contestare questa grande VERITA'!
Realtà e illusione

MM | Numero di risposte 0 dal 16/06/2015

In realtà è un titolo preso a pretesto.

La cosa mi balena in testa da quanto ho letto uno degli ultimi interventi di Giuliana e le ho risposto parlando di illusione, come tentativo di uscire da una realtà che non piace. Non che sia l'unica soluzione... e se poi la realtà piace per quale motivo fuggirvi? Ma mi chiedo se sia illusione o se sia idealismo. O se addirittura c'è chi non riesca proprio ad essere idealista e chi non realista. E in questo caso sono due scelte intraprese volutamente o piovute addosso per propensione naturale?

Il pretesto del titolo sta in realtà nella contrapposizione. Avrei potuto scrivere dissenso o consenso, indicando in tal modo il dubbio su quale dei due sia più utile. De Andrè avrebbe probabilmente risposto dissenso: il dire sempre no porta a farsi domande e il farsi domande a cercare risposte che dovrebbero accrescere azione e sapere. Ma viviamo in un periodo di consenso, dopo tutto, nella direzione giusta o sbagliata che sia.

La mia domanda, un po' confusa ammetto, tende al bivio, a dare una risposta al chiaroscuro della vita: bianco o nero? Don Chisciotte o Sancho Panza? Illusione o Realtà? Idealismo o Realismo. Eppure può essere che vi sia una strada di mezzo... ma anche qui: sceglierla o non sceglierla?
Ringrazio Giuliana per la riflessione indotta.
"La storia"... FIAT

MM | Numero di risposte 0 dal 16/06/2015

Buongiorno a tutti,lo ammetto, di solito il sabato sera ho cose migliori da fare. Ma questa, settimana, eccezionalmente di domenica, o forse perché proprio di domenica, mi è capitato di guardare qualche sequenza dello spettacolo annuale abbinato alla Lotteria Italia, quello con Morandi per intenderci. Per carità, uno show con il solito canovaccio, nulla di totalmente ripugnante. Ma, fatalità, le poche sequenze guardate, mi hanno stupito un po': c'era il buon Morandi, accompagnato da quel viso patetico, da buon italiano, tipico del nazional-popolare, in mezzo a lucenti macchine del cinquantennio Fiat a scusarsi già in anticipo, perché quella non era necessità mal celata di fare pubblicità - e gli concedo il beneficio del dubbio - ma un obbligo morale di essere solidali, di sensibilizzare il pubblico. Tutte opere lodevoli, e non lo dico ironicamente. E' un disastro quello che accade ai lavoratori della Fiat, soprattutto a loro e spero in una soluzione. Ma quello che mi ha stupito non è l'atto eclatante fatto davanti a più di una decina di milioni di telespettatori, che, parliamoci chiaro, comprano il biglietto e sperano di essere sorteggiati per vincere qualche briciola di Euro (spero che tra loro ci sia qualche lavoratore proprio della Fiat), più che altro il corollario finale. Non per fare i pignoli, i precisini, ma era proprio necessario associare i problemi Fiat, problemi concreti, continuativi, e di difficile soluzione se non transitoria, alla retorica di una canzone come La storia, bella per intensità poetica e per contenuto, ma scritta per ben altri motivi? I valori della Resistenza, chiaramente espressi dal testo di De Gregori, erano proprio del tutto adatti ad essere associati alla questione Fiat? Non so, mi è sembrata una scelta di enfasi piuttosto che di coerenza. La storia è una canzone che deve spingere alla riflessione, magari con un pizzico di compartecipazione, ma non è solo un viatico alla maliconia. Questo mi è parso: una scelta fuori luogo. E chissà come deve averla presa De Gregori?