Crimini al quadrato

MM | Inserito il 16/06/2015

Ho letto l'intervento, ennesimo, di Oriana Fallaci che non vi starò a sintetizzare tanto è facilmente rintracciabile in rete (corriere della sera, panorama, ecc...): e un sentimento di ripudio accompagnato da tristi constatazioni mi assalgono. Ripudio verso le forme di violenza verbale che si accompagnano alla criminalità reale di questi giorni di Palestina; constatazione che, nonostante il discutibile intervento della signora giornalista, la politica è senza dubbio cieca e bieca, anche laddove sembra si muova verso ragioni da appoggiare. Nel suo intervento la Fallaci fa intendere a chiare lettere che le forze di opposizione italiane, la sinistra in parole povere, sembra abbiano dimenticato la loro vocazione antifascista, non facendo nulla per riconoscere il ruolo degli ebrei durante contro il regime mussoliniano, ma anzi, nella attualità del momento, facendo una scelta di campo in opposizione israeliana. Con ciò mi sembra comunque eccessivo attribuire una tendenza antisemita a chi veda nel palestinese kamikaze l'unica possibilità di ribellione nei confronti del ricco e potente esercito di Sharon; in primo luogo perché si associa, come già ho detto, violenza a violenza, senza dare una chiara nè tantomento propositiva, visione delle cose; in secondo luogo perché si prende una chiara posizione di appoggio alla politica, altrettanto se non maggiormente violenta, di un governo autorevole e sovrano (cosa mai accettabile, perché ricorda proprio gli atteggiamenti fascisti di chi, a ragione della storia, è stato antifascista. O forse lo è stato perché direttamente coinvolto?).

Nonostante questo non posso non pensare che la sinistra si muova con ragioni non del tutto attinenti al desiderio, vero, di pace (o quanto meno non del tutto) e che magari voglia anche cavalcare la contingenza per scopi grossomodo di politica interna. E' quasi più di un dubbio. E mi dispiace che sia stata la Fallaci a farmici pensare!


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