_Band_Agnata (Italia)


Concerti
Il gruppo musicale ha un nome che é stato scelto su considerazioni personali di Biagio Sgangarella Valvano, voce della band. Biagio ha voluto chiamare L’AGNATA  il  gruppo per  un motivo molto importante e cioe’, il fatidico incontro con Fabrizio De Andre’, proprio li’, all’Agnata,che è il nome che Fabrizio diede alla sua splendida abitazione ,destinata anche a utilizzo turistico/alberghiero. Fu nell’ estate del 1995, quando, a seguito di una vacanza, Biagio prenotò, in quel paradiso immerso nei monti di Sardegna, un pranzo presso appunto L'agnata, con la speranza di incontrare il FABER.

Fu fortunato, lo incontrò dopo pranzo,in quanto ,abitualmente a quell'ora, Fabrizio era solito scendere, chiese con garbo di parlargli e con, modestia ,timidezza e approvazione, ebbe per circa un’ora,  la gioia di parlargli... poi… una foto, lui non avrebbe voluto... poi accettò, la quale viene conservata con molta cura ed è utilizzata come logo del gruppo.

Dopo un anno e un po’, la tragica… notizia, fu un grande colpo,  pezzi della  gioventu’ degli anni settanta che vanno via per sempre,  mancava così, qualcuno che aveva fatto vivere e sognare i giovani negli anni settanta, che attraverso una chitarra e le sue canzoni si passava dai falo' sulla spiaggia ai giorni marinati al liceo, si strimpellava sempre e solo, la sua musica, la piu’ sentita da tutti.

Immediatamente dopo la sua scomparsa Biagio decide di dare il suo modesto contributo di continuità, e, pensò già allora, di non poter essere l’unico, difatti, quanti da allora, si cimentano a portare in giro la sua opera. Biagio la chiama opera, in quanto, Fabrizio non è solo testo ma anche musica,  perche’ la sua musica,  che è la guaina dei suoi testi, è un tutt’uno che non si puo' spiegare,continua, affermando che "Interpretare Fabrizio e’ molto difficile, in quanto le sue parole cantate, sono lo schiudersi dei suoi pensieri attraverso un’armonia che solo lui puo’ determinare ,ondeggiando con la sua voce su basse frequenze", continua  dicendo: "Ai tanti come me, che  si accingono a cantare le sue canzoni ,dico solo di cantarle, per farle ascoltare alle nuove generazioni, e dire ai ragazzi del futuro: questi erano i miti."

Anche se penso che dire mito, sia  riduttivo, in quanto i suoi testi , sono insegnamento di vita, soprattutto quella odierna, che Fabrizio aveva gia’ intuito e anticipato, quindi l’importanza del debole , di colui il quale non e’ così fortunato da vivere una bella esistenza, del diverso ,della persona ai margini ,i margini che la societa’ vuole segnare. Un mondo migliore è il messaggio di Fabrizio, un mondo fatto di tutti e da tutti, questo è quanto noi nel nostro futuro spettacolo abbiamo interesse di mettere in evidenza perchè il grande Fabrizio De Andre’ sta’ alla musica come Dante Alighieri sta alla letteratura, e sicuramente…’’dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior’’.

Il nostro gruppo  L’AGNATA e compatto e fortemente preso nell’eseguire quanto più fedele agli originali i brani di Fabrizio, si è parlato molto, prima di iniziare il percorso di interpreti, ci siamo trovati d’accordo a riproporle come il pubblico è abituato ad ascoltarle.  

Lo spettacolo "DE ANDRE' SECONDO L'AGNATA"
é  eseguito da:

Al basso: Gianvincenzo Giudice
alla batteria: Vincenzo Fiorillo
al violino: Vincenzo Bilo
al sax: Tony Panico
alle tastiere: Giuseppe Rinaldi
alle percussioni: Mariano Caiano
alla chitarra e bouzuky: Roberto Trenca
cori: Simona La Porta
cori: Manuela Minasi
cori: Viviana Fatigante
voce:Biagio Sgangarella Valvano