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Anime Salve

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Intervista al gruppo "Anime Salve"

Siamo in terra emiliana, laddove il parmigiano primeggia in tavola... E proprio di tavola si può parlare visto che questo gruppo si esibisce principalmente nel locale gestito dal suo leader, Gianquinto Vicari, a Torrechiara. Ma guai a pensare che ci sia un legame tra l'esibizione e luoghi con "gestione privata". Le Anime Salve preferiscono suonare in teatri o, ancora meglio nelle piazze. Questo probabilmente li ha spinti ad essere interpreti principali delle canzoni di De Andrè all'edizione 2005 del Reggio Film Festival... e anche qui con il sapore "principe" del reggiano...

Anime Salve: gli "Spiriti solitari" in terra emiliana. Dove si esibisce principalmente il vostro gruppo?

Le Anime Salve si esibiscono nei teatri e nelle piazze. Per mia scelta personale evitiamo i "locali pubblici con gestori privati", mi ricordano troppo la mia attività e preferisco cambiare aria almeno ogni tanto! Nei cinque anni di vita del Gruppo, abbiamo toccato località anche abbastanza lontane da noi: Teatro Subasio di Spello in Umbria, Estate Ronchese a Ronchi dei Legionari in Friuli, teatro di San Vito di Cadore nel bellunese, palazzetto di Misano Gero d'Adda e Fiorano al Serio (Bg), piazza di Sarzana e, all'inizio di Luglio, andremo a Rio Maggiore, alle Cinque Terre. Sicuramente più numerosi i Concerti effettuati in Emilia, nell'ordine di circa una quindicina all'anno. A chiamarci sono principalmente gli Enti Comunali, le Associazioni Artistiche e di Volontariato e i Teatri stessi.

Passione e Professione: due lati della stessa medaglia probabilmente. Ma dove finisce la passione e inizia la professionalità in questa vostra attività "artistica"? 

Per quanto mi riguarda, la professionalità la considero un "modo"di agire, mentre la Professione è quell' inquadramento lavorativo che ci diamo per non definirci "disoccupati". Dentro di me ho ben chiaro il confine fra questi due concetti, e, gestendo il Gruppo delle Anime, cerco di metterlo in pratica. Nelle nostre intenzioni, fin dall' inizio si è cercato di dare un carattere "passionale" più che "lucroso" alla gestione del tutto.
Ovviamente i costi gestionali fissi, che non sto qui ad elencare, ci hanno indotto ad avere un "prezzo", ma mai ci ha sfiorato l'idea di farne una Professione con un "prodotto" da vendere. D'altronde il mio lavoro, come è noto, è un altro e mi accontento di quello. Altra cosa è la "professionalità" con cui si cerca di affrontare gli impegni artistici. Nei cinque anni di vita, nelle file delle Anime, si sono avvicendati diversi musicisti: si entra, si prova, si rimane o si decide di uscire, il tutto senza che si creino dei problemi, perchè le cose sono già chiare dal principio: si suona per un'emozione in più, per noi e per il Pubblico. Per proporre Fabrizio De Andrè devi innanzitutto averlo dentro tu. Tutto il suo repertorio ti deve appartenere, anche nei particolari, anche in quei pezzi difficili che non farai mai. Anche se sei un "turnista" (musicista a ore che suona di tutto e bene) ma non hai dentro di te l'anima e l'essenza della Poesia di Fabrizio, sicuramente non riuscirai a rimanere a lungo nelle file delle Anime Salve, dove "spesso si sbaglia ma mai si sbadiglia", come diciamo qui da noi.

A voi è attribuito uno degli omaggi più sentiti a "Non al denaro non  all'amore nè al cielo": una scelta mossa su quest'album sulla base di quale considerazione? 

E' stato grazie all'interessamento del Gruppo bibbliotecario del Comune di Lesignano e, successivamente, del Centro Culturale del Comune di Langhirano, che sono nati gli incontri col Pubblico sulla lettura di Spoon River, commentato da esperti in Letteratura e proposto musicalmente, nei brani dell'Album "Non al denaro...", dalle Anime Salve. Devo dire che non mi aspettavo un consenso e una voglia di capire De Andrè cosi profondi. Questa cosa mi ha fatto meditare: mi piacerebbe molto di più fare i concerti proponendo di volta in volta tutto un intero concept-album più qualche chicca solitaria scritta da Fabrizio all'inizio della carriera, piuttosto che fare la solita scaletta a "pioggia", pescando un po' qua e un po' là, solo per accontentare anche quelli che altrimenti "è troppo cupo". Comunque va bene lo stesso: per fortuna devo scegliere solo fra capolavori, e ogni volta che, per motivi di tempo, devo tagliare dei pezzi, mi dispiace sempre e vorrei farli tutti. Forse nelle Anime Salve c'è un po' di quello spirito del Suonatore Jones, che suona e vive nella sua dimensione. In questo anche lui è sicuramente "professionale", perchè la Gente vuole che suoni, e lui è bravo in questo. Di certo però, della sua Musica non ne ha fatto una "Professione", tant'è che finisce come più o meno finiremmo noi se tentassimo di farlo: "...con i campi alle ortiche"! 

La vostra compagine è, variabilmente, composta da.... 

Oltre al sottoscritto, Gianquinto Vicari, voce e chitarra classica, ho l'onore di padre di avere vicino mio figlio, Emilio Vicari, al quale sono affidati i suoni "canonici" delle canzoni di Fabrizio. Si avvale di chitarra elettrica, acustica, mandolino, pianoforte e fisarmonica, oltre a fare coro con la voce. Mentre da una parte Tommaso Dradi alla Fisarmonica e Luca Gombi alla Tastiera addolciscono con le loro armonie le parole talvolta taglienti del Faber, dall'altra, la grazia del flauto traverso di Ilaria Savi e la voce calda ma decisa di Sara Chiussi danno ai brani quel tocco di freschezza che li fa rinascere ogni volta come nuovi nel cuore di chi ascolta. Imponenente, dietro di noi, la sezione ritmica, con Marco Ronchini alla batteria, Fiorenzo Fuscaldi e Luigi Nicolini alle percussioni e "rumori" mediterranei, Antonio Menozzi e Leonardo Barbarini che si alternano al basso e al contrabbasso. Non meno importanti sono le figure dei nostri Fonici che ci seguono ovunque e sanno tutto di noi e dei brani che eseguiamo. Fonico di palco è Alessandro Pezzi, al quale basta guardarti in faccia mentre suoni o canti per sapere cosa ti manca in cuffia. Fonico di Sala e Responsabile audio generale è Roberto Zana, già in passato Fonico di fiducia di importanti "Professionisti", ed ora Insegnante di Elettronica. 
Ma la cosa più bella è che sul palco come dietro le quinte c'è amicizia e collaborazione. Non di rado, se qualcuno ha un problema, trova subito con chi parlarne, e questo è importante.

Quali sono gli obiettivi che chi decide di eseguire cover ha, nell'esibirsi e nell'organizzazione che c'è dietro ogni esibizione? 

Per noi "non professionisti" è principalmente una sfida interiore che intraprendiamo per mettere un po' di ordine dentro noi stessi. Poi sicuramente viene la ricerca di un consenso esterno, in una sorta di dialettica artistica che ci serve per tenerci vivi, per non asfissiare del tutto. Sul tema delle cover band ho una mia teoria che probabilmente incontrerà molti pareri discordanti. A mio avviso le cover-band sono quei gruppi che eseguono concerti proponendo brani di Artisti ancora vivi e "attivi", ma molto lontani da un approccio diretto col pubblico, sia per motivi di distanza che di costi per andare ai loro concerti. Oppure di Artisti che fanno solo dischi e nessun concerto dal vivo. Queste cover-band fanno spesso una scelta commerciale oltre che artistica, e spesso inseriscono brani propri con la certezza di avere un ascolto assicurato. I gruppi-tributo, come possono essere le "Anime Salve", nascono con un intento più evocatorio, quasi slegato dalla richiesta del mercato, non seguono la moda, si esibiscono più per passione interiore che per denaro. Gli Artisti celebrati dalle tribute band non ci sono più, al loro posto c'è questo infinito ricordo da tenere vivo nei cuori di chi vuole esserci.
Sembra un sofismo intellettuale ma, secondo me, c'è molta differenza e meno male che c'è! A volte si rischierebbe troppo di mescolare sacro e profano! Questo c'è dietro a ogni nostro Concerto, concentrazione e coinvolgimento sulla figura artistica di Fabrizio De Andrè e sui suoi messaggi da ritrasmettere al Pubblico.... e nulla più. (...è poco?...) 

Un omaggio a De Andrè è anche un tentativo di mantenere vivo un rapporto  con la poesia. Ma, soprattutto in De Andrè, il "dialogo" da musica è poesia è un tema appassionante, oltrechè ricorrente: dove questi due aspetti si equilibrano nell'arte e dove, al contrario, raggiungono un punto di distacco, o  addirittura di preponderanza di uno sull'altro? Chiaramente prendendo a pretesto l'opera di De André.

Ho pensato spesso ad una classificazione tutta mia di Fabrizio come Musicista e come Poeta. Francamente questo "bipolarismo" ho finito per giudicarlo una forzatura che, nel suo caso, non tiene conto della "terza forza" che in realtà era il motore e la chiave di lettura di tutto il discorso: e cioè la sua voce e il suo modo di cantare e di stare sul palco. Dici bene nella tua domanda evocando il "dialogo" fra musica e poesia: quello che chiamiamo "dialogo", altro non è che lo strumento che le unisce, cioè, nella caso del Faber , proprio la sua voce. Quindi io, dovendo pensare per maiuscole, scriverei: Poesia, Musica e Voce. Lungo tutta una vita, Fabrizio ha mantenuto in equilibrio la sua poetica musicale adattandola al suo strumento naturale, la Voce appunto, e studiandone meticolosamente le possibilità. Il risultato è stato perfetto, e sia la Poesia che la Musica hanno trovato il giusto equilibrio. Posso dire (ma per fortuna non è andata così) che se fosse stato un altro a cantarle, fino a "Creuza de ma" avrebbe prevalso il senso poetico, e, da lì in poi, quello musicale. Molto schematico e troppo sintetico, ma è per far capire bene il mio pensiero. Tralasciando per un attimo Fabrizio De Andrè, penso che più c'è profondità di pensiero artistico, più si cerca di scavare dentro l'animo umano, e più la poesia e la musica sono vicine. Forse sono anch'esse strumento di ricerca verso quell'Assoluto che molti hanno chiamato Dio, che io preferisco chiamare Amore, ma che in fondo altro non è che la vera Essenza dell'Uomo.

Nelle vostre esibizione cercate di rimanere il più possibile fedeli all'originale: una scelta o una necessità? 

....Mah!... con la voce bassa che mi ritrovo, è stata dapprima una necessità, poi via via ho capito che le canzoni di Fabrizio sono per voci basse, mai da urlare, piuttosto da scandire bene. Ci sono 1000 sottolineature da fare in un brano. Se non le fai tutto diventa qualcos'altro. Se Fabrizio le aveva studiate e fatte così, preferisco seguire il suo insegnamento tecnico-vocale che inventarne uno nuovo. Parlo soprattutto della divisione sillabica del cantato che trascende, a volte in modo "sfrontato" la divisione musicale del rigo. Insomma, Fabrizio sfidava le regole anche nel modo di cantare, e questa cosa, di lui, a me è piaciuta tantissimo. Una cosa mi sono però chiesto: in questo caso, l'interpretazione e l'imitazione sono due cose o una sola? E' un bel dilemma, che ti costringe sempre a sentire dentro quello che stai facendo, a viverlo ogni volta come se fosse la prima. Cantare De Andrè ipotizzando il suo stile vuol dire entrare in un "rischio artistico" notevole, che si risolve solo concentrandosi sul brano nella sua completezza. 
Anche se stai facendo una strofa dopo l'altra, come in una maratona di versi, il senso del "tutto" non ti deve mai sfuggire. Solo così il 3/4 non ti diventa un valzer da balera e il 2/4 una marcia da caserma! Mentre sotto la Band è schematica, va avanti e non ti perdona, tu con la voce devi tirati fuori e "galleggiare", uscire e poi rientrare in tempo per riprendere il verso successivo. E' paradossale: il problema non è più stonare o andare a tempo, il problema è stare fuori dal tempo senza perderlo e far risaltare quella note che, solo loro, trasportano il patrimonio emotivo del pezzo... Alla fine credo che "imitare" voglia dire un'altra cosa!

Mi piacerebbe citaste una frase del repertorio di De Andrè che vi accomuni

"...mai più dell'onor poté il digiuno...": con questa frase vorrei concludere ironicamente la presentazione delle "Anime Salve". Potevo scegliere frasi più impegnate, ma ci sarebbe stato troppo imbarazzo nella scelta. E poi non stona del tutto, visto che ci hanno definito più volte "Armata Brancaleone".

Milano,
15 maggio 2005
M.M.

Il progetto Faber

Il Duo "ProgettoFaber" di Emilio e Gianquinto Vicari è un'idea artistica che continua e completa il percorso musicale del gruppo "Anime Salve", noto ed affermato tributo a Fabrizio De André, del quale i due protagonisti sono stati i fondatori e ne rimangono, tuttora, gli elementi trainanti insieme alle coriste e ai musicisti, ben noti a tutti gli appassionati incontrati nei teatri e nelle piazze di tante località italiane.

Oltre a dedicarsi in lungo e in largo all'indimenticabile Fabrizio De André (che fu soprannominato per l'appunto "Faber" dagli amici di gioventù) il Duo "ProgettoFaber" sfiora brani di cantautori vicini, nel tempo e nello spazio, al nostro poeta-cantore.

Da qui il loro spettacolo, che, caratterizzato dalla voce calda di Gianquinto e dalle melodie di chitarra, fisarmonica e bouzouki del figlio Emilio, si snoda tra 40 anni di musica d'autore, tenendo sempre come punto di riferimento il grande De André, protagonista di buona parte del repertorio.

Il pubblico, durante i concerti di "ProgettoFaber", gioca un ruolo fondamentale: nel senso che la barriera fra chi è sul palco e chi ascolta viene abbattuta, affinchè il vero spirito di ogni loro concerto diventi la condivisione delle emozioni e dei ricordi che le canzoni, scelte insieme al pubblico, suscitano.

 

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19/07/2010
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4 feb 2012 : Caro De André, Macerata ore 21.15
4 feb 2012 : Mille Papaveri Rossi, Bologna (Candybar) ore n.d.
8 feb 2012 : Anime Salve, Parma ore 21.30
9 feb 2012 : Ostinati e contrari, Grossetto (DIP) ore n.d.
9 feb 2012 : Piccola Orchestra Apocrifa, Varese ore n.d.
10 feb 2012 : I compagni di Cella, Tivoli (Rm) ore 21:30
10 feb 2012 : Artenovecento, San Giovanni in Marignano (RN) ore 21
11 feb 2012 : Ottocento, Città Alta Bergamo ore 21
17 feb 2012 : Amico fragile 2012, Cesenatico (FC) ore n.d.
17 feb 2012 : Piccola Bottega Baltazar, Altavilla Vicentina ore 21.15

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