_Band_Brocantage (Italia)


Concerti
Una band, giovane, di Cremona che affronta la musica di De André con progetti nuovi nel rispetto dell'esecuzione "deandreiana" dei brani. Sono i Brocantage che hanno in cantiere sempre interessanti novità per l'allestimento dei loro spettacoli.

Come nasce il vostro gruppo?
Per un incrocio fortuito dei nostri destini. L’idea nasce nell’Aprile 2010 dalla voglia di fare musica;  I componenti provenienti da esperienze musicali differenti, dal Metal alla musica Classica; attraverso una fase “embrionale” durata alcuni mesi fino all’Agosto dello stesso anno, hanno dato spazio alle loro influenze musicali, sviluppando l’identità dei Brocantage. L’idea di realizzare le canzoni di Faber è nata dal cantante del gruppo ascoltando “Sally”, il meraviglioso pezzo successivamente colpì anche gli altri componenti del gruppo.  Nelle settimane successive la band approfondì il discorso musicale del cantautore genovese e, in un crescendo di entusiasmo, progressivamente si passò ad eseguire un intero repertorio focalizzato sulle sue canzoni. Fu così che nacque il Progetto Brocantage la cui formazione attuale è la seguente:

Lorenzo: Voce, chitarra acustica
Matteo: Chitarre, cori
Alessandro: Basso elettrico
Loris: Tastiere, cori
Andrea: Clarinetto
Andrea: Batteria

De Andrè è fonte di ispirazione per produrre qualcosa di proprio: avete questa prospettiva? Specificare le motivazioni di un sì o di un no.

Sicuramente i temi trattati da De André suscitano riflessioni difficilmente ignorabili; il gruppo sta lavorando a un proprio repertorio. Ciò che per noi è stato fondamentale è il suo approccio alla realtà che lo circondava, i carrugi di Genova, le campagne della Gallura piuttosto che il disagio del ’68, il suo rapporto con gli emarginati e le minoranze. Il suo modo di filtrare le situazioni con uno sguardo non banale e convenzionale, il suo perenne occhio indipendente e libero, per forza di cose ha influenzato soprattutto il nostro modo di scrivere i testi e le atmosfere delle nostre canzoni, portandoci non a ripetere pedissequamente la sua ricerca,  ma a proseguire un suo discorso calato nei nostri giorni.  Lo stesso discorso vale per la parte musicale: riteniamo le armonie e le sonorità ricercate del Progressive italiano un supporto adeguato ai testi, per creare un tutt’uno che trasmetta al meglio le nostre idee.

Quanto dà il messaggio di De André alle nuove generazioni?
Non è nostra intenzione ergerci a “giudici”, parleremo soltanto delle nostre personali esperienze di vita. A nostro avviso poco delle sue riflessioni viene colto dai giovani, è interessante notare l’antitesi tra il “ De André pensiero”, libero, anarchico, indipendente e contro corrente, e i messaggi indotti omologati e standardizzati a cui vogliono costringerci; per questi motivi è molto difficile che il suo pensiero venga colto in tutte le sue sfaccettature dalle nuove generazioni, sempre più spensierate (senza pensiero) e meno vogliose di scoprire e ragionare con la propria testa.  Ovviamente non si può fare di tutta l’erba un fascio e come disse Faber :”Ho sempre avuto due chiodi fissi: l'ansia di giustizia e la convinzione presuntuosa di poter cambiare il mondo. Oggi quest'ultima è caduta.”

Cosa offre di "nuovo" il vostro spettacolo?
Il gruppo propone una fusione tra le immagini evocate dal testo della canzone e lo stile musicale, enfatizzando gli accenti emotivi con sonorità coerenti con le sensazioni che ci suscita il pezzo. Un esempio esplicativo è la nostra versione della canzone “nella mia ora di libertà”, dove le tematiche trattate ci hanno ispirato l’uso di sonorità dure e crude tipiche del rock, contrapposte alla versione che abbiamo elaborato di “ Verrano a chiederti del nostro amore” dove l’intimità del brano è stata espressa da pianoforte e voce.

Siete "fedeli" o "innovatori" nell'interpretare De André?
In ogni nostra esibizione cerchiamo di dare un’impronta personale ai pezzi di Fabrizio, facendo emergere la nostra personalità musicale unendo le influenze artistiche da cui proveniamo, ma al contempo non vogliamo discostarci dallo spirito dei brani.

Chiudere con una frase di Faber  che sentiamo più vicina?
Per poco che la felicità ritorni è molto raro che ci si ricordi degli episodi del cammino.Ma se la vita smette di aiutarti è più difficile dimenticarsi di quelle felicità intraviste, dei baci che non si è osato dare, delle occasioni lasciate ad aspettare degli occhi mai più rivisti.