_Band_FaberNoster (Italia)


Concerti | Sito Web | Discografia
Intervista con i "FaberNoster"

"FABER.. era chiamato dagli amici DE ANDRE'. Ma in latino significa "fabbro". Ed è così che noi ci sentiamo, fabbri, quando cerchiamo di suonare ed interpretare una sua canzone. La parola NOSTER in latino significa "nostro", così come in dialetto reggiano. Il nome del gruppo racchiude quindi lo spirito della nostra musica e della nostra passione nel riproporla". Artigiani della musica, così, sostanzialmente si definiscono i FaberNoster, gruppo emiliano, dedito a tributare De André.

Cantare Fabrizio De André è…?
… un modo per esprimersi e far conoscere al mondo la profondità e la bellezza di un particolare tipo di musica italiana. Cantare De André è difficile ma molto appagante, bisogna entrare in sintonia con la realtà musicale da lui creata e con una poetica ricca e squisita. Cantare Fabrizio De André è lasciarsi catturare, entrare ed interagire con le sue parole. Cantare Fabrizio De André è prendere per mano la sua meravigliosa opera e cercare di trasmetterla al pubblico e a noi stessi per una volta ancora, al bambino che ti chiede “La Guerra di Piero”, al ragazzo che balla “Volta la carta”, alla signora che medita su “La ballata dell’amore cieco”... Cantare Fabrizio De André è far conoscere le parole e la vita del più grande cantautore italiano.

FaberNoster… un latinismo che suscita una riflessione: quanto è “nostro” il repertorio di De André, le sue canzoni? Quanto è “parte” della tradizione popolare, in altre parole?
Siamo un gruppo giovane, direi forse il gruppo più giovane che suona De André. Di questo ne siamo consapevoli ed in parte anche molto orgogliosi.  I giovani al giorno d’oggi non apprezzano e spesso non si cimentano che con il banale; noi vorremmo dare un segnale, invitare anche i giovani ad aprirsi a ciò che è pura poesia e musica. Il nostro utilizzo della lingua latina deriva dal fatto che De André ha coinvolto nella sua opera passato, presente e futuro. il latino riguarda il tempo che fu, ciò che ha in passato cantato Fabrizio in modo molto impegnato ed espressivo a parer mio; il presente è dato da questa grande varietà di gruppi musicali ed iniziative che nascono attorno alla figura di faber data l’importante eredità e bellezza della sua canzone, ed il futuro? Il futuro dobbiamo gestirlo, curarlo e forgiarlo come dei FABBRI in maniera soggettiva e mai banale se in parte vogliamo portare avanti il “filo” deandreiano. Penso che le cover/tribute/omaggio band nate in questi anni siano la testimonianza del grande valore della musica di De André, sentita propria e rappresentativa quindi da molte persone.

Quale è l’ambiente ideale per suonare De Andrè
A mio parere uno specifico ambiente ideale per suonare De André non esiste; nel senso che ogni ambiente può mutare e rendersi un possibile luogo ove cantare le canzoni di Fabrizio. L’importante è fondersi con l’ambiente, creare un tutt’ uno con lo spazio che ti circonda e porsi in un’atmosfera giusta. Il genere che eseguiamo noi, questo predilige, un ambiente caldo, complice, fraterno. L’amante di Fabrizio De André si specchia nelle sue strofe, le immagina e questa concentrazione che notiamo negli sguardi delle persone mentre suoniamo ci fa capire quanto sia importante la scelta del luogo per la nostra esibizione. Il concerto a seconda che si svolga in un teatro, in una piazza, in una stretta via del centro storico, in una birreria, in una manifestazione o in un cinema cambia lievemente di significato, e le aspettative degli interpreti e degli spettatori saranno un poco differenti ma non per questo meno emozionanti. De André offre un ampio repertorio musicale, e grazie a questa varietà anche la scaletta può essere modificata e cambiata a seconda del tipo di esibizione e dell’ambiente in cui si svolge.

Cosa significa oggi viaggiare “in direzione ostinata e contraria” così come Faber ci ha indicato?
Nel mondo ci sono le minoranze e dove c’è una minoranza esiste anche una corrispondente e antitetica maggioranza. E la storia, la vita, ci insegnano che in genere la maggioranza ha la meglio sulla minoranza – è più forte - , mentre la minoranza è più vera della sua controparte. La maggioranza e la minoranza non sono altro che le due facce della stessa medaglia, due punti di vista sullo stesso orizzonte, due squadre che si scontrano nello stesso campo da gioco, si confrontano nello stesso sport. I casi concreti possono essere infiniti. Prendiamo ad esempio la politica: ci sono il governo e l’opposizione (maggioranza e minoranza….a volte…), si confrontano nella democrazia italiana (stesso campo) con le regole della politica (stesso sport). La religione, la cultura, l’arte, in tutte le cose della vita si ritrovano questi equilibri instabili tra un pensiero e il suo opposto, un tira e molla in cui l’uno cerca di avere la meglio sull’altro, sopravvivendo, andando nella propria direzione, sopravvivendo. Cosa vuol dire oggi viaggiare in direzione ostinata e contraria? Vuol semplicemente dire che si fa parte, in un qualsiasi “campo” e “sport”, di una minoranza: vuol dire che si è nella squadra più debole. La direzione, la vita in fin dei conti, delle minoranze è per forza di cose ostinata e contraria. Ostinata perché ci vuole coraggio e ostinazione per poter credere fino in fondo nelle proprie idee, nei propri desideri e metterli a fondamenta della propria vita, quando tutti gli altri ti sono contro, ti ostacolano. Contraria perché non sarà mai, e non dovrà mai esserlo, compatibile con la direzione delle maggioranze. Questa immagine potrebbe servire a capire un po’ meglio la situazione: è come essere l’unico che in un palazzo in fiamme, mantenendo il controllo, si dirige verso l’uscita di sicurezza, mentre tutti gli altri presi dal panico si riversano contro di te cercando la salvezza da un’altra parte. Già, più o meno così. Questo vuol dire anche che in genere la scelta, il pensiero delle maggioranze è quello più istintivo, più facile, meno studiato e meno intimo. Cosa vuol dire oggi viaggiare in direzione ostinata e contraria? Significa che si è in minoranza perché si è fatta una scelta non istintiva ma ragionata, non facile ma difficile, intima e per niente infrangibile. Significa che si è deciso di seguire i propri interessi, coltivati dentro se stessi, e rispettare la propria persona, il proprio “io” prima di tutto il resto anche se tutto il resto esige da te qualcos’altro. De André ci fa capire una cosa in merito, ci dà un consiglio, da amico, da padre, da umanista. Dice che si fa fatica a percorrere la propria strada quando si è ostacolati dalle maggioranze, ma non per questo bisogna arrendersi. Molti non ce la faranno e saranno respinti, si, ma non devi dubitare mai, nemmeno per un istante che non stai facendo la cosa giusta solo perché gli altri ne sono convinti.