_Band_I maltesi, tributo a Fabrizio De André (Italia)


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...E poi se la gente sa e la gente lo sa che sai suonare,
Suonare ti tocca per tutta la vita, e ti piace lasciarti ascoltare..."


Fabrizio De Andrè ci ha messo anni per convincersi finalmente a salire su un palco e, come dicono tutti i suoi collaboratori e amici più stretti, naturalmente una volta messoci piede, non voleva più scenderci. Ecco perchè, quando la sua storia su questo pianeta si è interrotta, il vuoto che ha lasciato su quella sedia e il freddo che ha toccato le corde della sua chitarra sono diventati il vuoto e il freddo in ognuno di noi e la solitudine che ognuno si noi si crea è mutata ed è diventata " un bisogno di attenzione e d'amore" purtroppo ormai non più colmabile dalla sua presenza.

I Maltesi nascono a Bari nel 2010, nel sottoscala di una Taverna (Taverna Vecchia del Maltese per l'appunto) e cercano da allora di portare sui palchi dei più piccoli club di provincia così come nelle grandi manifestazioni di piazza lo spirito di Faber, non solo eseguendo le sue canzoni in modo più rispettoso possibile, ma anche esponendo a viva voce i suoi ideali, i suoi "chiodi fissi" perchè, mai come adesso, ci sarebbe stato bisogno delle sue parole, sempre così chiare e sempre così coerenti.

L'Anarchia quindi, ma anche la pietà, l'amore per gli ultimi, per la terra e per il mare, il totale rifiuto dell'ipocrisia e del perbenismo e la critica asciutta e allo stesso tempo poetica al potere. Tecnicamente parlando i Maltesi sono 8 musicisti il cui perno sono la voce, incredibilmente quanto spontaneamente somigliante a quella di Faber, di Dario Di Stefano e la chitarra di Francesco Corallo. Uniti dalla passione quasi maniacale per quelle canzoni, i due sono riusciti a creare un gruppo dove il minimo comune denominatore fosse l'amore per De Andrè e la voglia di rendere omaggio nel più giusto dei modi alla sua arte. Niente musicisti che lo fanno per fare quindi, ma appassionati che sanno quello che stanno suonando e che quindi, portano il dovuto rispetto agli spartiti originali anche quando ci si trova a cambiare un accento, una pausa o un finale. I già citati Dario Di Stefano e Francesco Corallo con Giuseppe Bruni (Batteria e Loops), Angelo Verbena (Basso e Armonica a bocca), Lorenzo Freccia D'Urso (Tastiere, Bouzouki, Chitarre e Cori) Roberto Antonacci (Chitarre), Marika Zingaro (Voce e Percussioni) e Antonia Volpone (violino, cori) girano il Sud Italia eseguendo scalette ampie e sempre varie che vanno da "La Città Vecchia" a "La Domenica delle Salme", da "Anime Salve" a "Il Testamento di Tito", dall'esecuzione integrale di "Non Al Denaro, Non All'Amore Nè Al Cielo" a "Creuza de Ma", passando per "Amico Fragile" e "Fiume Sand Creek" , senza tralasciare i brani più famosi ("Bocca di Rosa", "Guerra di Piero", "Volta la Carta", "Il Pescatore") ma amando sempre proporre le chicche per i veri appassionati ("Jamin-a", "Rimini", "Nella mia ora di Libertà", "Coda di Lupo", "Quello che non ho", "La Ballata del Michè"). Un vasto repertorio quindi che viene scremato la sera stessa del concerto per cercare di entrare il più in sintonia possibile con il pubblico della serata.

La strumentazione è organizzata in modo da poter riproporre i suoni e le atmosfere del Live al Teatro Brancaccio del 1998, perchè, secondo noi, quel concerto rappresenta appieno la maturità artistica di Fabrizio, ogni cosa è al suo posto e le performance sono impeccabili senza risultare fredde (es. "Via del Campo" e "Geordie"). L'approccio verso i brani più vecchi e dei quali magari non si conosce al momento una versione dal vivo è quello di cambiare il meno possibile cercando naturalmente di attualizzare i suoni senza mai allontanarsi dall'originale.

L'integrità e la passione dei musicisti quindi, insieme alla voce così simile a quella di Faber di Dario, ci ha dato la possibilità di ricevere svariati e accorati complimenti ovunque si andasse a suonare, da Roma a Foggia passando per il Salernitano e la Basilicata fino ad arrivare in Sardegna, e chi dopo il concerto ha scambiato una chiacchiera con noi è diventato nostro amico e ci segue nella nostra avventura con amore ricambiato. Perchè niente è più bello di conoscere gente nuova ai concerti e parlare di De Andrè davanti a un bicchiere o due di vino, scambiandosi aneddoti, opinioni, consigli e ricordi e magari imbracciare una chitarra per dei bis corali per pochi intimi.

E' per noi un onore entrare a far parte della comunità di FaberDeAndre.com assieme a chi condivide la stessa passione per l'opera di questo immenso uomo, prima che cantautore. Il resto lo lasciamo alla musica: seguiteci in giro per l'Italia o ascoltate estratti dei nostri concerti sul nostro sito. Sempre e solo ringraziando Fabrizio De Andrè perchè ci ha cambiato la vita e continua ad essere con noi ogni volta che suoniamo "per un fruscìo di ragazze a un ballo, per un compagno ubriaco".