_Band_Khorakhané (Italia)


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Intervista con il gruppo "Khorakhane"

Un viaggio "fedele" alla scoperta di De André: dico "fedele" perché all'ascolto dei "Khorakhané", i cui componenti avranno ampiamente modo di presentarsi in questa intervista, sembra proprio che ci sia la ricerca della riproduzione quanto più vicina possibile all'originale; come nella canzone "un ottico", che neppure De André ripropose mai in concerto (almeno in quelli conosciuti perché immortalati nelle incisioni rivolte alla vendita) forse perché decisamente una composizione "da studio"; o nella scelta di proporre "Giugno '73" nella veste di "Volume VIII" piuttosto che nel rimpasto proposto dalla Premiata Forneria Marconi nel 1979, scelta sulla quale si è ritrovata la maggior parte delle cover band. Ma dietro a tutto ciò c'è un lavoro curato, preciso, fatto con passione e coinvolgimento come risulta dalle risposte fornite gentilmente dai componenti del gruppo.

Questo è il periodo sicuramente delle cover band. Ognuna ricerca la sua identità "scovando"  tra il repertorio di De André, il nome più congeniale a rappresentarli.  Come altri anche voi avete seguito questa strada. Ma perché la scelta ricade su Khorakhané?

Il nome è stato scelto semplicemente per come suona. Avendo scelto di proporre musica del grande cantautore-poeta, la prima idea è stata di trovare un nome che richiamasse in qualche modo il suo mondo, senza essere banale o scontato. Ci è sembrato naturale cercare tra i suoi testi un'idea, e la parola KHORAKHANE' ci è piaciuta per la sua musicalità, ancora prima che per il suo significato.

Khorakhané è sicuramente una canzone emblematica nella maniera di affrontare il tema dei vinti,  degli umili, degli emarginati della società tanto caro al cantautore genovese. E' anche questo uno dei motivi della vostra scelta?
Dopo aver scelto il nome per la musicalità della parola, ci siamo accorti che il significato del testo era una sintesi dei mondi spesso descritti da Fabrizio de André nelle sue canzoni dove gli emarginati e gli sconfitti vengono descritti con la delicatezza che è propria di questo poeta. Ecco un motivo in più per adottare questo nome per rappresentarci.

Da quale tradizione musicale proviene ognuno di voi?
I componenti del gruppo provengono dalle più svariate esperienze musicali e ciò contribuisce molto ad arricchirne il suono: Io (chitarra classica-acustica- elettrica) nasco come chitarrista hard rock/heavy metal, convertito poi nel corso degli anni a tutti i generi possibili (sono inoltre quasi diplomato in chitarra classica), Igor (violino 5 corde) è diplomato e suona in orchestra, si è ultimamente avvicinato al jazz e  alla musica Yddish seguendo svariati corsi di perfezionamento (è comunque un violinista atipico, che mal sopporta la formalità propria del repertorio e dell'ambiente classico), Stefano (basso e freetless) è essenzialmente un bassista jazz/fusion, con una tecnica ed una musicalità che ritengo fuori dal comune, Luca (tastiere/piano/fisarmonica) è diplomato in pianoforte ma ha sempre affiancato gli studi classici alla musica moderna. E' lui che cura maggiormente gli arrangiamenti. Davide (batteria) viene dalla musica funky. Bicio (voce) è sempre stato un interprete di cantautori (de Andrè, Guccini...). Tutti abbiamo comunque raggiunto il giusto equilibrio nella musica che proponiamo. De Andrè si è sempre avvalso di grandissimi musicisti, ed i suoi pezzi ben si adattano ad un organico come il nostro, dove ognuno cerca di portare il proprio bagaglio musicale cercando di fonderlo con quello degli altri componenti. Bisogna però ammettere che molti arrangiamenti originali li consideriamo quasi "intoccabili" per la loro perfezione, lo dimostrano i live con la PFM, quindi alcuni brani li riproponiamo modificandoli il meno possibile.

La storia soprattutto delle prime cover band dimostra che, al di là delle intenzioni, riproporre il repertorio di un artista, anche in chiave più o meno originale, è servito da trampolino di lancio per presentarsi con proprie produzioni. Questo aspetto è stato da voi preso in considerazione a monte di tutto un lavoro di equipe?
Effettivamente anche noi stiamo lavorando all'uscita di un album autoprodotto.  Quando vediamo il riscontro positivo che abbiamo ai nostri concerti ci chiediamo sempre cosa sarebbe successo se i pezzi proposti fossero stati nostri. Di sicuro abbiamo scelto l'artista con cui qualsiasi paragone è impossibile, sia come testi che come musica e arrangiamenti. Chi in Italia più di lui? Ci piacerebbe inserire all'interno dei nostri concerti una breve parentesi in cui suonare qualcosa scritto da noi, ma prima di farlo abbiamo deciso di lavorarci parecchio, per proporre qualcosa che rispecchi al meglio le nostre idee musicali e non sia solo un tentativo di riciclare la musica di un artista inarrivabile quale Fabrizio de Andrè. I pezzi cominciano ad arrivare e le idee ci sembrano buone, vedremo di farle fruttare al meglio.

"Per la sola ragione del viaggio, viaggiare": è un viaggio all'interno o all'esterno dell'esistenza umana quello proposto da De André?
Direi entrambi. Penso che ci fosse un'attenta analisi di tutto quello che è dentro l'uomo e di ciò che lo circonda. Il tutto veniva poi riproposto nei suoi testi, filtrato ed elaborato con la sensibilità che è propria solo dei grandi artisti.

Chi ha dato l'impulso, all'interno del gruppo, per proporvi nella veste di cover band, di un autore tra l'altro così impegnativo che vanta al suo seguito un numero considerevole di ammiratori, tra l'altro abbastanza esigenti?
L'idea è nata Bicio, amante da sempre di Fabrizio de Andrè (pensa che ha assistito al concerto con la PFM a Bologna...nella pancia di sua mamma) e da Luca, amante di tutto ciò che è musica. Loro hanno reclutato gli altri musicisti pescando tra le varie conoscenze (Forlì ha una realtà musicale abbastanza piccola e ci si conosce un po' tutti, questo ha permesso di andare a colpo sicuro sulle persone adatte al tipo di proposta musicale). Fortunatamente siamo anche persone che stanno molto bene insieme, è raro che ci siano attriti tra di noi, e se capitano è esclusivamente per ragioni di tipo musicale.