_Band_Mille Papaveri Rossi (Italia)


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Intervista con i "Mille Papaveri Rossi"

"Un viaggio in direzone ostinata e contraria"

Mille papaveri rossi è un progetto che nasce da un'idea di Elvio Rocchi, cantante della band, una sera dell'estate 2003, e propone un tributo a Fabrizio De Andrè. Questa prima data, in realtà, rappresenta solo l'ufficializzazione di qualcosa che esisteva già da tempo: la volontà di far sì che la musica e il pensiero del grande cantautore genovese non andasse perduta, in un'epoca in cui reality, gossip e qualunquismo rischiano di mettere a tacere ogni possibilità di analisi critica del mondo in cui viviamo... ma tornando alla musica... Mille papaveri rossi è un progetto acustico, pianoforte, violoncello e voce (Elvio Rocchi), chitarra acustica (Filippo Poderini), violino (Silvia Cervellera) gli strumenti che caratterizzano il sound della band.

Il repertorio di Fabrizio De Andrè viene riproposto in versione riarrangiata, ogni brano del grande cantautore viene proposto dai Mille papaveri come una reinterpretazione dello stesso e mai come la riproposizione dell'originale. Nei concerti, inoltre, la musica si affianca spesso alla lettura di testi di e su le opere e il pensiero del grande maestro genovese.  Da un paio d'anni a questa parte, inoltre, iniziano a far capolino durante i live i primi brani originali dei Mille papaveri: si tratta di canzoni di stampo prettamente cantautorale che, rifacendosi allo stile del grande Faber, trovano nel sound acustico, nel folk, nelle influenze della musica popolare la loro via d'espressione. Dalla fondazione ad oggi, l'attività live ha portato i "Mille" a girare per tutta Italia, con un’intensa attività concertistica che ha toccato soprattutto i teatri, le piazze e i locali del centro-nord, ma anche l'Abruzzo e Puglia.

Nel Dicembre 2005 presentano il loro primo progetto musical-teatrale: partecipano infatti con uno spettacolo di musica e testo, parti originali scritte da Elvio Rocchi, dal titolo "La buona novella", ispirato all'omonimo lavoro di Fabrizio De Andrè, al festival SONARìA,(Crispiano - Ta);  invitati dalla compagnia teatrale C.R.E.S.T (vincitori del premio Scenario 2005) lo stesso spettacolo verrà poi rappresentato, tra le altre occasioni, nel Giugno 2006 al festival "Saper leggere il libro del mondo" (Civitella Marittima - Grosseto) cui prende parte anche il cantautore Massimo Bubola.

Dal dicembre 2006 collabora coi Mille Paolo Mari già chitarrista del duo deandreiano degli "Ostinati e contrari". Da settembre 2007, inoltre, alla classica formazione di trio diventano quintetto grazie all'ingresso nella band di Sara Pick, bassista e cantante (direttrice del dipartimento di canto moderno alla "Music Academy" di Bologna) e del batterista Filippo Brandimarte (allievo di Bruno Farinelli, batterista di C.Cremonini, Elisa, A.Mingardi).

Da Ottobre 2007 I Mille papaveri rossi stanno lavorando all’incisione del loro primo EP, che conterrà anche brani originali, l’uscita è prevista per i primi mesi del 2008.

Risponde alle domande Elvio Rocchi:

"Mille papaveri rossi" fa riferimento a uno dei temi cardine dell'opera di De André: il pacifismo. Quanto è forte il messaggio pacifista oggi?

Se ci guardiamo intorno, verrebbe tristemente da rispondersi che non lo sia abbastanza; è vero, però, che il movimento per la pace rappresenta negli ultimi anni una interessante novità, in cui dovremo credere e investire maggiori energie. Pensiamo che questo movimento possegga una discreta serie di caratteristiche positive: è popolare, transnazionale e tendenzialmente apartitico, anche se, purtroppo, risulta fin troppo evidente la brama di alcuni politici di strumentalizzarlo a fini personali. Crediamo che quando si parla di "pacifismo", sia bene pensare non solo a un movimento di opposizione alla guerra tradizionalmente intesa; esso va inteso, invece, come qualcosa di più ampio, che comprenda una resistenza culturale e materiale a tutti quegli elementi di disgregazione sociale e di protezionismo di classe che risultano poi essere i motori della guerra vera e propria. I conflitti combattuti da eserciti in divisa, forse, non esisterebbero affatto se venissero meno tutta una serie di elementi che li supportano: pensiamo, ad esempio, alla disinformazione o alla controinformazione mediatica.
Fa paura, accendendo la televisione, rendersi conto della misura in cui, quotidianamente, e in modo meticoloso e diligente, ci viene spiegato che è giusto avere paura di un nemico spesso ipotetico e che, conseguentemente, è altrettanto giusto utilizzare tutti i metodi a nostra disposizione (leciti o illeciti) per poterci "difendere" da esso. Tale difesa, purtroppo, significa spesso l'imposizione del nostro sistema di valori anche a culture che si fondano su principi diametralmente opposti. Quando a tutto ciò poi si aggiungono l'ipocrisia e la menzogna, viene voglia di gridare di rabbia: i feretri dei militari americani caduti in Iraq rientrano in patria di notte e alle telecamere è vietato riprenderli: non dimentichiamolo!

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Siamo nati ufficialmente il primo d'agosto del 2003, sul palco di una rassegna estiva a Marina di Carrara, in Toscana. Da anni cantavamo De André in maniera "informale", spontaneamente, per la strada, nelle occasioni di festa, in spiaggia, in qualsiasi occasione, insomma, in cui vi fosse almeno una chitarra e qualcuno disposto ad ascoltare e pronto, magari, a partecipare. Piano piano, ci è nata l'idea di trasformare questa passione estemporanea e occasionale in qualcosa di più concreto. E' così, dunque, che sono nati i "Mille papaveri rossi", duo musicale che esegue i pezzi del grande Fabrizio in versione acustica.  Elvio Rocchi, al pianoforte, voce e violoncello, Giuliano Pratesi alla chitarra, percussioni e voce. La scelta degli strumenti varia secondo i diversi brani che vengono eseguiti; in più, ogni qualvolta è possibile, ci avvaliamo della collaborazione di altri amici musicisti: in tante canzoni si aggiungono felicemente sul palco con noi le fisarmoniche di Gian Maria e di Davide, il mandolino e il buzuki di Luca, la chitarra di Piero e le percussioni di Dario. In ogni nostra esibizione ci piace sempre unire l'elemento di racconto all'esecuzione dei brani musicali. Cerchiamo di introdurre le canzoni, di spiegare le emozioni e le situazioni in cui sono nate……ci piacerebbe molto che il pensiero e gli "insegnamenti" di Faber non andassero perduti; così, quando suoniamo Bocca di Rosa, spieghiamo, ad esempio, che "Sant'Ilario" diventò un improbabile "San Vicario", oppure che "Marinella", la dolce storia della ragazza che incontra il suo principe azzurro, altro non fu che una prostituta brutalemente uccisa e gettata nel Tanaro, a cui De André cercò, attraverso questa canzone, di addolcire la morte.
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