_Band_Progetto Khorakhané (archivio) (Italia)


Concerti | Discografia
Intervista con i "Khorahané" del "Progetto Khorakhané"

"Dire che è stata una scelta casuale potrebbe essere vero, dettata dalla semplice sonorità della parola e sarebbe la risposta più facile e sbrigativa... ma a distanza di tempo capisci che "Khorakhané.. A forza di essere vento" potrebbe assumere anche un altro significato ed essere l'immagine di chi fa musica, dei musicisti itineranti... che si spostano in continuazione diffondendo note e poesia...". Un viaggio in una dimensione "viaggiatrice" dell'opera di De André. Risponde alle domande, Erika, voce solista del gruppo.

"A forza di essere vento", "Khorakhanè": spettacoli e gruppi prendono spunto da questa canzone? Coinicidenza o scelta dovuta a una motivazione precisa?
Dire che è stata una scelta casuale potrebbe essere vero, dettata dalla semplice sonorità della parola e sarebbe la risposta più facile e sbrigativa... ma a distanza di tempo capisci che "Khorakhané.. A forza di essere vento" potrebbe assumere anche un altro significato ed essere l'immagine di chi fa musica, dei musicisti itineranti... che si spostano in continuazione diffondendo note e poesia. Questi siamo noi, questo è il nostro perchè. Il trovarci in più formazioni che portano questo nome potrebbe essere una coincidenza... o forse, riflettendoci... coincidenza non é..."

De André non ha probabilmente bisogno di "diffondere la sua musica" artisticamente parlando, eppure le iniziative di ogni genere che nascono attorno alla sua figura sono innumerevoli: è una necessità di omaggiare o una esigenza di sentirlo, ancora, vicino?
Personalmente è l'esigenza di far sì che la musica con la M maiuscola non vada persa in questo mondo pilotato dal consumismo e dalla superficialità ma ci si fermi ancora a riflettere. Il nostro è un bussare alle porte di chi, in un passato magari neanche troppo lontano, non ha voluto aprigli. Non parlerei di "omaggio" come mezzo per ricordarlo ma lo intenderei come regalo a chi ci ascolta. Il nostro umile obiettivo è regalare la sua musica e le sue parole ai pochi e tra l'altro giovanissimi che ancora non l'hanno conosciuto e a chi invece continua a ritrovarsi nelle sue opere; inoltre penso che un musicista si riconosca sempre in ciò che fa, qualunque essa sia, e in questo modo doni anche un po' di sè. Allo stesso modo non penso si debba parlare di distanze. Il suo "esserci", per noi che non lo conoscemmo da vicino, è sempre stata la sua musica... la musica è energia e l'energia non muore. La musica rimane e lui insieme ad essa. "Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma... "

In questo senso pensate ci sia un qualcosa di incompiuto nella sua opera?
Sicuramente se fosse vissuto anche fino a 100 anni avrebbe continuato a creare!!! ... sulla base di questo potremmo quindi dire che sicuramente qualcosa di incompiuto c'è... Io non credo alla casualità ma al cosiddetto "disegno del Tutto" e perciò per me questo era il suo compito e tutto è stato compiuto."

Potreste illustrare il background artistico del vostro gruppo?
Il nostro progetto è nato praticamente per gioco, da un'idea del bassista (tra l'altro il più giovane della combricola) che sotto le festività natalizie ebbe l'dea brillante di dedicare un concerto a Fabrizio De Andrè, cosa che dalle nostre parti (noi siamo della provincia di Torino e Cuneo) nessuno aveva ancora fatto e tutto doveva finire lì. La cosa stupefacente è che il divertimento fu tanto sia da parte del pubblico che per noi musicisti nonostante la band sia composta da ragazzi tutti sotto i 30 anni (chi 21 chi 23, 24 e giù di lì, può sembrare banale ma non scontato!), eccezion fatta per Zio Gualty, che ormai li ha già superati da mo', che fummo così invogliati a proseguire questo discorso. Paolo, batterista allievo di Roberto Testa, turnista di fama nazionale, proviene dall'ambiente funky, pop - rock e latin. Alberto, bassista allievo di Dino D'Autorio, ha frequentato in passato corsi di studio del jazz, latin jazz ed ora si dedica maggiormente alla musica etnica, blues, funky e pop nelle quali si ritrova maggiormente. Andrea, insegnante di musica in vari istituti, è invece un pianista classico di grande versatilità e, nel suo passato, anche se dirà sempre che ama la classica e J.S.Bach, c'è stato un trascorso pop - rock!!! Con noi Khorakhané si cimenta non solo al piano e tastiere, naturalmente, ma anche alle percussioni, ai cori e soprattutto alla fisarmonica. Graziano, chitarra elettrica e acustica, anche lui allievo di un noto chitarrista di fama nazionale, Luca Colombo, ha una grande esperienza musicale che lo ha portato ad esibirsi per lungo tempo in Inghilterra in formazioni blues, country e rock. Ora si dedica anche allo studio del jazz e possiamo definirlo un perfezionista del suo strumento. Gualtiero che come si è capito è il papà del gruppo, è quello con più esperienza sulle spalle naturalmente!!! Proviene dalla musica jazz, pop, country e, nonostante tutto, si cimenta tutt'ora nel genere rock come chitarrista elettrico ma con noi si dedica principalmente alla chiatrra acustica e soprattutto alla voce, decisamente adatta ad interpretare il repertorio di Faber. Erika, voce solista e non solo corista, elemento forse contraddistingue il gruppo che porta sul palco rivisitazioni al femminile di canzoni storiche. Con le sue particolarissime interpretazioni riesce a caratterizzare i brani con un'impronta personale e inconfondibile che trasmette un calore straordinario. Ha militato nella musica soul-rith'm & blues e nella musica italiana. Frequenta, così come Alberto e Graziano, il C.P.M. di Milano (scuola di F. Mussida, chitarrista della P.F.M.) ed ha avuto l'occasione di duettare con Ron, Dolcenera e altri artisti italiani. Per alcuni brani abbiamo tratto spunto dalla tournée con la P.F.M. ma è nostra prerogativa dare un'impronta personale alle canzoni, soprattutto a livello di interpretazione vocale, senza cadere nella deturpazione del pezzo!!! Per il resto venite ad ascoltarci!!!

Pensate ci sia ancora qualcosa di non detto sulla poesia di De André? Oppure siamo difronte alla saturazione?
Personalmente penso che nella poesia non si arrivi mai alla saturazione, ci sarà sempre qualcosa di diverso, di proprio... di personale a far la differenza. Da dire ce ne sarebbe tanto, ce ne sarà sempre tanto.... alle parole di critici e scrittori bisognerebbe aggiungere le emozioni della gente comune e sicuramente ci sarebbe ancora qualcosa di vero e profondo da scoprire e imparare ... ... per tutti."

Mi piacerebbe indicaste una frase del suo repertorio che sintetizzi il vostro desiderio di tributo.

Anche se comune ad altri, da buon musicista direi sicuramente...(sottolineando alcuni punti)...

"Libertà l'ho vista svegliarsi
ogni volta che ho suonato... ...
... E poi se la gente sa
e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare

Finì con i campi alle ortiche,
finì con un flauto spezzato
e un ridere rauco e ricordi tanti
e nemmeno un rimpianto