_Band_Volume 8 (archivio) (Italia)


Concerti
Intervista con il gruppo "Volume 8"

Volume 8: la scelta di un titolo quasi metaforico; un gioco di parole, dettato da una difficile scelta, quella legata all'autobiografica "Amico Fragile". I Volume 8 è il nome di questo "giovane" gruppo di Valenza (Alessandria), terra fertile di band e in particolare di band dedicate a De André. I suoi membri si raccontano cercando di ritagliarsi uno spazio all'interno del variegato mondo delle tribute band: rispondono alle domande Andre Bonzano, Corrado Castobello, Luca Melis, Guido Bernardin, Alberto Gandin, Miriam Perri, Devis Vatalaro.

Volume 8 è un riferimento al disco probabilmente più ermetico di De André, legato anche al talento di De Gregori. A cosa è dovuta questa scelta?
Tutti:  Per la scelta del nome c’è stata una vera battaglia. Volume 8 ha avuto la meglio anche per la presenza, nell’album, del brano più autobiografico di De André, “Amico fragile”. L’abbiamo poi approvato all’unanimità perché “casualmente” indica anche la nostra estensione numerica.
 
Siete molto giovani. E molti giovani si avvicinano a De André proprio ora che non c’è più. Come mai il messaggio di De André riesce ad essere così “forte” proprio tra i giovani secondo voi?
Andrea: Fortunatamente l’eterogeneità anagrafica e le diverse estrazioni musicali ci consentono di mettere le singole esperienze a servizio del progetto comune. Ho notato, assistendo ai concerti di De André, che l’auditorio era composto da sessantenni, cioè persone che l’hanno visto crescere, artisticamente parlando, e da ventenni, cioè ragazzi che l’hanno conosciuto attraverso i dischi e i concerti.

Miriam: Il suo messaggio è così “forte” tra i giovani perché trasmette valori che non hanno tempo e soprattutto vanno oltre le apparenze, per descrivere ciò che non è sfacciatamente evidente. Penso che i giovani in genere abbiano bisogno di schiettezza ed è normale che la trovino nell’arte, considerando che ormai non esiste più da nessun’altra parte.
 
Potreste presentare la vostra compagine e illustrare i vostri intenti musicali?

Il nostro gruppo è formato da: ANDREA BONZANO: voce, chitarra acustica
CORRADO CASTOBELLO: basso
LUCA MELIS: chitarra acustica
GUIDO BERNARDIN: batteria
ALBERTO GANDIN: chitarra elettrica e acustica
MIRIAM PERRI: violino.
DEVIS VATALARO: pianoforte, tastiere.
 
Luca: Noi vorremmo far decollare questo progetto per contribuire a tenere in vita la musica e le parole di colui che pensiamo sia un vero e proprio maestro. Vorremmo altresì distinguerci dal mucchio, fare la differenza. Naturalmente non nascondiamo la volontà e la speranza che tutto ciò possa diventare per noi un impegno assiduo e lucrativo, quasi un lavoro insomma.   
 
Avete già esperienze musicali o è la vostra prima esperienza di gruppo? E in questo caso dove pensate possa arrivare questo vostro progetto su De André?
Devis: Singolarmente abbiamo diverse esperienze musicali alle spalle; alcuni, come me e Miriam, più classiche, altri come Alberto più rockeggianti. Come formazione, è la prima esperienza, ma confidiamo nella nostra preparazione, nella passione che ci spinge a credere in questo progetto, e all’umiltà con cui affrontiamo questo tipo di programma.In base a tutto ciò, noi vorremmo che tutto ciò arrivasse alle orecchie e al cuore di chi, come noi, crede che Fabrizio De André non sia morto l’11 gennaio 1999, ma sia ancora tra noi, per raccontarci ancora tante storie, parlarci degli emarginati e denunciare le ingiustizie, cercando di scuotere gli animi che serva, se non a cambiare il mondo, a ironizzare sulle sue storture.  
 
Quale brano di De André ritenete più attuale e quello meno consono ai tempi, diciamo più “datato”?
Guido: Il più attuale può essere “Bocca di Rosa”, il più datato forse “Spiritual”.
 
E la motivazione delle due scelte richieste nella domanda precedente?
Guido: “Bocca di Rosa” rappresenta un po’ la bandiera del repertorio del cantautore genovese (insieme ad “Amico fragile”) perché evidenzia le gesta di una ragazza che, pur essendo di passaggio in un paesino, riesce a far ingelosire le donne e far cadere gli uomini ai suoi piedi, carabinieri e parroco compresi. Un tema sempre di grande attualità, quindi.“Spiritual” rappresenta un riempitivo; era stato inserito nell’album “Volume 1” perché era scarso di minutaggio e serviva un brano per incrementare il “total time”. Come si evince dal titolo, è uno spiritual, che non è neanche un genere nostrano, è una sorta di preghiera, ma resta un po’ fine a se stesso.
 
Chi vi volesse contattare come potrebbe organizzare un vostro concerto nella sua città o località?
Tutti: I contatti si possono prendere attraverso il sito, dove si trovano tutte le informazioni che ci riguardano, per richiedere il nostro cd-demo e preventivi gratuiti. Vorremmo innanzitutto precisare che saremo lusingati di poter suonare in posti dove il pubblico voglia ascoltare le storie di De André. Per quanto riguarda l’organizzazione, non abbiamo esigenze specifiche, ma, considerato il tipo di programma, preferiremmo poter suonare in un teatro o in un ambiente con tali caratteristiche. Per quanto riguarda la parte tecnica, è da considerare in base al luogo.
 
Potreste indicare una frase del repertorio di De André che vi accomuna come gruppo?
Tutti: Indicare una frase forse ci sembra un po’ riduttivo. Prendendo spunto dal titolo dell’ultimo album, “Anime Salve”, noi ci sentiamo un po’ come suggerisce l’etimologia delle due parole, e cioè “Spiriti Solitari”.