_Band_CantandoDeAndrè (Italia)


Concerti
Intervista ai "CantandoDeAndrè"

Il nome vièn da sé: cantare De Andrè sa di magico, di naturale per questo gruppo, originariamente un duo che si cimenta nel suo repertorio mettendo un po' del proprio e rovistando tra gli arrangiamenti, ormai classici, dei concerti con la PFM. Un gruppo che, tra pochi, porta De André davvero per tutta Italia, da nord a sud tentando in tal modo di dare una risposta anche alle numerose richieste provenienti da quelle zone della Penisola poco "curate" persino dalle cover band. Risponde alle domande Alfonso Romeo.

Cantare De André, da come si evince dalle spiegazioni contenute nel vostro sito, è una "riproduzione" fedele: ma è meglio la fedeltà o l'originalità?
Questo è oggetto di discussione anche tra di noi, spesso. Ho sfruttato il fatto che Fortunato, pur non avendo un timbro esattamente uguale a quello di Faber ha una buona profondità e calore nella voce e lo canta praticamente da sempre,consentendomi di mantenere le tonalità originali e facendo sì che insieme agli arrangiamenti originali (vedi PFM e non solo) si potesse ottenere un risultato che ha appagato prima di tutto noi e poi (ne abbiamo avuto prova sul campo) le persone che sono venute a sentirci, compatibilmente col fatto che abbiamo iniziato in duo. Ho passato nottate insonni per preparare le basi o semplicemente per fare i sottofondi di chitarre e tastiere. Qualsiasi musicista avrebbe messo del suo ed è proprio quello che ho fatto arrangiando in maniera personale ma,credo, azzeccata molti altri pezzi nati in maniera semplice, musicalmente parlando. Questi hanno nella forza delle parole e dei concetti espressi nel testo un valore centrale rispetto a tutto il resto. Non a caso sempre più spesso ci impegniamo affinché ci sia una voce narrante nelle nostre serate che nello spazio di 2-3 righe dia la genesi e il senso del pezzo che suoneremo di lì a poco. Non tutti sono Faberiani militanti ed è straordinario vedere gli occhi delle persone che finalmente associano un motivo che li ha rapiti al tema trattato nel pezzo che spesso (sempre…) è di interesse via via morale, umano, sociale, storico,etc. Alla fine dei concerti,oltre, non è immodestia, a qualche complimento per la parte musicale e cantata ci hanno ringraziato appunto per questo. Noi vorremmo avere una band al completo ma le difficoltà logistiche sono molto grandi..Ma se qualche musicista, leggendo l’intervista e visitando il nostro sito si fa avanti…beh..saremo felici di accoglierlo!

Presentate la vostra compagine. Da quali esperienze arrivate?
Suono il piano da quando avevo otto anni e da autodidatta ho imparato la chitarra grazie alle canzoni dei cantautori (Faber, De Gregori, Branduardi in primis). Varie band in giro per locali e piazze che mi hanno dato tanto in termini di divertimento e esperienza e poi il duo con Fortunato. Lui è stato attore teatrale, ha scritto decine di commedie in vernacolo calabrese e non, ha curato la regìa delle stesse e girato alcuni cortometraggi. Ci nutriamo entrambi di Nutella e de Andrè praticamente dall’età della ragione…

Tutto nacque così: prima di trasferirci un po’ più a nord (siamo infatti di Reggio Calabria) le nostre dita finivano in qualche modo su una chitarra a suonare la canzoni di Faber,allora in versione”trio da camera” (la mia..) insieme al nostro amico Vincenzo alla chitarra. Poi il mio trasferimento a Bologna che seguiva quello di Fortunato. L’incontro fortuito con un ragazzo simpaticissimo di Genova che sentendoci per caso cantare Bocca di rosa nel locale che gestisce a Bologna ci ha voluti per tre serate tributo a Faber… Dapprima in duo, poi con l’arrivo di Maurizio (il maestro, violinista) in trio. E da allora ci impegniamo sempre di più e, soprattutto, ci divertiamo!

Come è giunta l'idea di suonare proprio De André?

Forse prima era un idea. Adesso è una vera e propria necessità!La sua musica ha cambiato le nostre vite. Le frasi delle sue canzoni sono nel nostro lessico quotidiano ma più ancora nelle nostre anime. La solidarietà, l’umanità e l’attenzione verso chiunque sia un emarginato per qualsivoglia motivo ha (credo di parlare anche a nome degli altri) un fascino a cui non potevamo resistere. Ed è (dico cosa forse scontata) impegnativo ma bellissimo da suonare!

Noto con piacere che i vostri concerti si spingono anche a sud Italia: come mai latita un po' la presenza di band che suonino De André nel meridione?
Noi abbiamo fatto in modo, non appena ne abbiamo avuto la possibilità, di esibirci anche nella nostra città (Reggio Calabria, ndr). E’ stato fantastico. So di un gruppo che nel cosentino suona De Andrè; qui a Bologna in estate abbiamo ascoltato dei ragazzi romani esibirsi con un cantante della provincia di Catanzaro. E so dell’esistenza di altre realtà. Non siamo gli unici quindi…

Qual è la maggiore difficoltà nell'interpretare De André? Mi spiego meglio: scandire un testo così importante, renderne la suggestione, o la tecnica musicale, cercare di non tradire l'impegno e la precisione del cantautore genovese nella composizione come nella interpretazione?

Per quanto riguarda la parte musicale ho sicuramente cercato allo spasimo di mantenere la centralità della chitarra, strumento principe di Faber, relativamente alle mie capacità chitarristiche. Abbiamo spesso suonato molti brani solo chitarra e voce accettando il rischio che questo comporta. Una cosa che ha caratterizzato molti nostri concerti e stata la partecipazione al canto del pubblico sia all’aperto che al chiuso di un locale o sala. Gente matura ma anche adolescenti, mi piace aggiungere..Abbiamo cercato di essere morbidi e precisi il più possibile. Con Maurizio al violino si va sul velluto. E Fortunato, che canta, ha cercato di rendere il canto partecipato e preciso dando un tocco di sé.  Tutto con l’umiltà e la gioia che l’operazione CantandoDeAndrè comporta. Quello che vogliamo traspaia più di tutto è il nostro amore per la musica e il messaggio umano di De Andrè. Tutto il resto viene sempre da sé…

Quale canzone sintetizza meglio De André secondo voi e quale può risultare essere emblematica per la vostra esperienza?
Sia io che Fortunato abbiamo i nostri momenti catartici con la Buona Novella e Non al denaro non all’amore né al cielo…Aneddoto:Fortunato ha fatto testamento dicendo che vuole “Il suonatore Jones” al suo funerale... Per quanto mi riguarda ho i brividi (tra gli altri) quando ascolto il “Sogno di Maria”. E poi se fossi un grande cantautore sarei morto felice pensando di aver scritto come ultimo album “Anime Salve”..Un opera letteraria e musicale di valore impensabile per noi “umani”.