_Band_Gruppo di Continuità (Italia)


Concerti
Intervista al "Gruppo di continuità"

"Si deve far propria la musica e le parole di De Andrè, per restituirle al pubblico con qualcosa di personale..." ma senza strafare. In queste parole risulta chiaro il tipo di approccio che questo gruppo ha, ma non solo, con la musica di De Andrè. Un approccio che vuole essere originale nell'arrangiamento acustico ma con l'umiltà propria di chi si vuole scoprire "band" a poco a poco attraverso la passione comune per la musica e in particolare per quella di Fabrizio De Andrè, in connubio tra suono e poesia.

Vorrei questa volta fare una intervista un po' atipica. Iniziamo con una domanda generica per conoscervi un po': chi siete, come mai avete deciso di buttarvi in un campo, quanto meno già battuto da altri con il rischio di sentirvi un po' "di troppo"? La concorrenza in questo senso può essere nociva?

beh, innanzitutto: CIAO!
Prima di tutto siamo noi stessi:

Marco Melandri - voce
Massimo Buldrini - chitarra acustica, voce
Gian Luca Babini - percussioni a tamburo e a cornice
Andrea Cavina - chitarra acustica, voce
Daniele Maretti - basso, voce

Siamo un gruppo acustico e proponiamo musica italiana e brani della tradizione popolare con chitarre, mandolino, violino, voce, percussioni, strumenti africani e australiani, basso. Facciamo musica per hobby, ma con una passione da professionisti! Suoniamo quello che ci piace e ovviamente la musica di Fabrizio De Andrè non può non piacerci, ti pare? Non ci siamo buttati da nessuna parte: ci siamo trovati, per caso, suonando balli per una festa di matrimonio in un bel parco d'estate. Abbiamo trovato emozionanti le sonorità che scaturivano e le abbiamo portate con noi fino ad oggi e chissà per quanto ancora! Abbiamo pian piano dato vita ad uno spettacolo acustico di poesie, letture e musica italiana dove i brani musicali dei grandi cantautori italiani sono intervallati da poesie e letture prese qua e là al fine di disegnare un percorso letterario e musicale in bilico fra serietà, sogno e pazzia. Saper cantare o suonare uno strumento a qualsiasi livello, non è un "dippiù", ma un grande dono. Niente e nessuno è quindi "di troppo" in nessun campo. Conosciamo bene i nostri limiti e infatti non abbiamo mai pensato, e mai lo faremo, di registrare i nostri brani su un cd. Amiamo la performance live in qualsiasi angolo, anche nel giardino di casa, invitando gli amici a bersi un buon bicchiere di vino, sotto le stelle, e quindi come si può essere di troppo? La concorrenza poi, non può essere nociva, perchè la musica è espressione del singolo, anche nell'interpretazione. Ci piace molto, anzi, trovare situazioni in cui incontrarsi e suonare con altri musicisti, al fine di arricchire la nostra esperienza musicale per rilanciarla, più viva che mai, al piccolo mondo che ci vuole ascoltare...

Quali sono le prospettive oggi per chi fa musica scegliendo principalmente cover?
Beh, dipende molto dalle aspirazioni musicali del singolo musicista e/o cantante. Chi spera in un successo e in un'orizzonte di professionalità, ovvero chi spera di vivere e mangiare suonando e cantando, certamente non può dedicarsi solo ai brani cover: è impensabile! Chi sceglierebbe infatti la copia avendo a disposizione l'originale? Dall'altro lato non ci si improvvisa parolieri e compositori dall'oggi al domani e quindi in ogni caso la strada è assai dura. Per quanto ci riguarda, il nostro come abbiamo detto, è una cosa bella che ci piace condividere con gli altri, ma non è e non sarà mai il nostro lavoro, quindi concerti sì, e se non si suona, si suonerà, va bene lo stesso!

Ora vorrei vi faceste almeno tre domande, magari che nessuno vi ha ancora fatto, e vorrei vi rispondeste da soli.

I materiali musicali: come affrontate le questioni "pratiche"?
Noi abitiamo a Faenza (Ra) e fino ad ora abbiamo utilizzato come sala prove la casa di alcuni dei nostri musicisti, fortunatamente in campagna, con la possibilità di suonare nel giardino d'estate! Quanto alla strumentazone abbiamo comprato a rate un vecchio impianto che però riteniamo essere ancora il migliore per quanto riguarda il suono acustico dei nostri strumenti. Ogni musicista provvede poi singolarmente al mantenimento dei propri strumenti, mentre con quel pochissimo che guadagnamo dai concerti, facciamo cassa, acquistando materiale di consumo, o migliorie per l'impianto audio, oltre che sostentamento fisiologico, in quanto spesso e volentieri suoniamo in cambio di una bella cena!

Nel vostro repertorio è molto presente Fabrizio De Andrè. Quali brani proponete e che cosa avete in programma per il futuro al riguardo del grande Faber?
Alcuni brani che il concerto-spettacolo presenta sono:

- Un giudice
- Un matto
- Un chimico
- Volta la carta
- La canzone dell’amore perduto
- Bocca di rosa
- Fiume Sand Creek
- Geordie
- La guerra di Piero
- Monti di Mola
- Sinan Capudan Pascià
- Creuza de ma
- Don Raffaè
- La ballata dell’amore cieco
- Avventura a Durango
- Da a me riva
- Quello che non ho
- Andrea
- Il pescatore
- Via del campo

ma non escludiamo l'inserimento di altri brani a breve...

dal 14 luglio 2004 e per tutto il prossimo inverno e forse oltre, porteremo in giro per la Romagna lo spettacolo
NON AL DENARO, NON ALL'AMORE, NE' AL CIELO
FRA POESIA E MUSICA: OMAGGIO A DE ANDRE'
LA POETICA DI DE ANDRE' E L'ANTOLOGIA DI SPOON RIVER (a cura della poetessa Rosarita Berardi)
SUGGESTIONI MUSICALI SUI BRANI DI FABRIZIO DE ANDRE' ( a cura del Gruppo di Continuità)

Nel vostro sito, www.gruppodicontinuita.it, si legge che "riarrangiate i brani", ma cosa vuol dire?
Ah, bella domanda! Dunque, prendiamo spunto dal giro armonico del brano originale, poi lo suoniamo diverse volte, inserendo le idee musicali che di volta in volta ci vengono in mente, fino alla definizione di una architettura del brano che giudichiamo completa. Ci piace molto inserire novità anche in brani che eseguiamo da molto tempo, quindi spesso improvvisiamo e rivisitiamo diversamente i nostri stessi pezzi, oppure inseriamo fraseggi e motivetti famosi all'interno dei brani fantasticando con chitarre e mandolino sui giri armonici.

Concerti nei teatri, nei parchi, sulle colline, per strada, buskers, ed ospiti di grandi eventi nazionali. Come conciliate le diverse situazioni? Lo spettacolo che proponete è sempre strutturato nello stesso modo?
Ecco, il nostro spettacolo è proprio creato per essere diverso ogni volta, modificando le letture e le poesie, cambiandole spesso, e adattandole al luogo del concerto. I brani sono spesso improvvisati negli assoli e nei passaggi strumentali, mentre a volte ci mettiamo a tavolino per preparare concerti o partecipazioni ad eventi più "nel circuito" come si suol dire. Quando invece suoniamo buskers, per strada, abbiamo ricreato quel magnifico oggetto che è il juke-box, con tanto di elenco dei brani eseguibili, fessura per le monetine e tante luci colorate!
inserisci la monetina e...lasciati coinvolgere dal suono entropico del Gruppo di Continuità!

Cosa si deve assolutamente fare e cosa assolutamente non fare quando si decide di impegnarsi con un cantautore così difficile come De Andrè (sia per le aspettative che porta con sè sia per l'importanza del contenuto) ?
Cosa si deve fare:
Si deve far propria la musica e le parole di De Andrè, per restituirle al pubblico con qualcosa di personale.