_Band_Amedeo Giuliani (Italia)


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Intervista con Amedeo Giuliani

Amedeo Giuliani, cantautore, nasce a Ortona (CH) il 23 dicembre del 1975. Trascorre parte della sua infanzia da prima a Pescara e dopo la separazione dei genitori a Villa di Briano (CE) dai nonni materni con la madre ed il fratello. Qui il giovane Amedeo dà inizio ai primi rudimenti di musica, inizialmente sul pianoforte per poi spostare il suo interesse allo studio della chitarra con il Maestro Tommaso Cavallo. Nel Dicembre del 1992, rientra, stabilmente nella città Abruzzese . Fortemente ispirato dalla musica e dai testi di Fabrizio De Andrè, e dalle canzoni di Francesco De Gregori, Leonard Choen, Bob Dylan, Giuliani inizia a scrivere le sue prime composizioni seguite dalle prime esibizioni. Nel settembre del 1995 partecipa come attore cantante al Musical “Forza Venite Gente” di M. Paulicelli, Castellacci, Palombo. Nell’ aprile del 2000 partecipa e vince il Festival “Musica la Vita live”, ricevendo una speciale segnalazione per la profondità dei testi e per L’impatto con il pubblico giovanile. Nel 2001 si Diploma presso la Hope Music School, dove ha avuto la fortuna di conoscere e farsi apprezzare da grandi autori e musicisti come Oscar Prudente, Sergio Bardotti, Vincenzo Incensi, Stefano Bacilli (V.Rossi, R.Zero), Massimo Varini (Nek, Antonacci), Aldo Fedele (L.Dalla, Stadio), ricevendo un diploma di merito come "migliore musica" per la canzone “Comunque Libero” (Guastella, Giuliani). Ha partecipato alle manifestazioni Estive Pescaresi “Pescara Live 2003” e “Pescara Music Village Live 2004”. Nel Dicembre del 2004 prende parte alle finali del VI Premio nazionale “Un giorno insieme - Augusto Daolio – Città di Sulmona”.

Ha seguito i corsi di musica leggera, blues e fingerpicking con l’amico e chitarrista di fama internazionale Paolo Giordano (Antonacci, Dalla). Dal 2004 presenta, nei concerti dal vivo, il “ Tributo a Fabrizio De Andrè” ,come omaggio al poeta della canzone d’autore, grande ispiratore delle sue composizioni. La rappresentazione Live ricrea l’immagine, datata 1979, della fortunata collaborazione tra De Andrè e la P.F.M. Amedeo Giuliani allo scopo si avvale di musicisti di notevole spessore che faticano non poco a ricreare, nell’essenzialità dei soli quattro elementi, le complesse e variegate armonizzazioni che il repertorio originale propone. La band è così composta da Saverio Petruzzellis, vero e proprio cesellatore e showman della batteria, delicato come un petalo di papavero rosso nonchè potente come nel coinvolgente drum–solo, affiancato alla sezione ritmica da Francesco Marranzino, colonna portante che svolge il compito di tappeto sicuro e armonioso, su cui Marco Brusa contribuisce a ricreare con le sue chitarre, “l’ambiente” tipico del poeta genovese, completando il quadro orchestrale, intessuto sapientemente, dalle tastiere di Fabio Demetrio.

De André: impegno e dedizione; o forse è meglio riformulare: impegno o dedizione?
Ascolto De Andrè dall’ età di 16 anni, lo conobbi grazie a mio cugino e subito fui colpito dal suo modo, direi unico, di rappresentare spaccati di società. Li, dove l’occhio comune, si volta per non guardare, dove la dignità è calpestata, troviamo la poesia di Faber. Il suo impegno nel messaggio di solidarietà, si fonde con la dedizione, intesa come passione, nel diffonderlo – alla stregua il mio impegno nel farlo perdurare con la passione di chi ne condivide la sostanza e le forme.

Cosa significa oggi fare un tributo, in senso generale sia bene inteso... ?
Rappresentare a proprio modo, l’opera di un artista, facendo proprie tutte quelle immagini, che le canzoni descrivono, scevro da ogni imitazione.

La canzone di impegno, la canzone sociale, quali prospettive ha e quali  sono i suoi interpreti principali, soprattutto dopo la scomparsa di De André?
La canzone sociale e d’impegno ha mantenuto le stesse prospettive di anni fa, il problema è che nel quadro attuale è difficile trovare qualcuno che rivesta lo stesso ruolo che ha avuto De Andrè, probabilmente perché gli autori contemporanei sono troppo attenti a rispondere alle esigenze commerciali e ai gusti di un pubblico più vasto. Rimangono gli sforzi di pochi, quali Guccini, Fossati, De Gregori, a cui, si aggiungono altri, meno famosi, ma sicuramente di talento, che sentono di non disperdere questa cultura e con tanti sacrifici ne continuano la divulgazione. Io nel mio modesto Borgo, lavoro per questo.

Spesso e volentieri la canzone d'autore, oggi, la si deve scovare nelle cantine, nei circuiti alternativi, nei circoli di zona, nelle manifestazioni folk... Perché i canali musicali sono così protesi al consumo fine a se  stesso e non all'arricchimento intellettuale?
Poiché in questo periodo politico-sociale si tende all’appiattimento e alla massificazione del pensiero umano di conseguenza le case discografiche non fanno altro che adeguarsi al sistema, dando in pasto alle fiere un prodotto di pronta divorazione e digestione. La conseguenza è un prodotto di scarso spessore, ma con congrui guadagni. E’ così vengono tutti accontentati: chi vuole il ricavo l’avrà, chi vuole l’ignoranza l’otterrà e chi vuole la canzone d’impegno, si nasconderà.

Che risposta hai dal pubblico?
Una risposta che mi incita a continuare al di là dei muri da scavalcare.

Una frase che ti qualifica il tuo tributo a De André tratta dal suo repertorio...
In direzione ostinata e contraria…