_Band_I suonatori Jones (archivio) (Italia)


Concerti
Intervista con il grupp "I suonatori Jones"

Giovane gruppo di Torino che prende spunto dall’album “Non al denaro non all’amore né al cielo” per girovagare attorno all’universo musicale di Fabrizio De André. Recita il loro spettacolo: “Cantano De André da Spoon River a Sand Creek” – un fluido passaggio usato a pretesto per viaggiare lungo le note del cantautore genovese.

Presentate la vostra compagine. Di dove siete? In quanti siete? Che esperienza avete?
I suonatori Jones di Torino:

Voce e tamburello: Guido Bongiorni in arte Guido Bong (G dolce) Maradona Bongiorni
Flauto traverso: Simona Papè in arte La Simo
Chitarra acustica e futura armonica: Eugenio Giannetta in arte Lo Schiavo
Basso, chitarra classica e bandoneon: Riccardo Giannetta in arte Bassista ragioniere zitto e muto
Chitarra elettrica e djambè: Edoardo Casetta in arte Pecora nera

Un anno di prove, quattro concerti e una demo.

La "gonna di jenny": il suonatore Jones cantava ispirato anche dal lato femminile delle cose... Dove si trova nell'opera di De André questo "discorso sul femminile" e in che modo è stato da lui approfondito?
 
De Andrè è affascinato dall’universo femminile in tutte le declinazioni. Visioni eteree, femmine carnose, apologie di sante, passanti. A volte questi universi si incontrano, altre volte si alternano convivendo in armonia. A noi piace anche per questo.

Parlare di De André oggi è un qualcosa di "arcaico"? Motivate la risposta
Passato, presente e futuro sono collegati da un filo invisibile di musica, suoni e parole senza tempo.

Qual'è l'ambiente ideale per suonare De André?
La schitarrata in spiaggia, il teatro, il pub, qualsiasi luogo in cui ci sia qualcuno che abbia voglia di cantarlo e ascoltarlo.

Quali canzoni preferite fare? Anche per la risposta che il pubblico dà alle vostre esibizioni...
Non è possibile trascurare i suoi cavalli di battaglia,  ma nel contempo ci piace mostrare al pubblico il lato meno noto del suo repertorio, cosicchè alterniamo Bocca di Rosa a Un malato di cuore,  per farlo cantare e incuriosirlo verso le perle più rare.
 
Perché i giovani che non lo hanno conosciuto oggi si avvicinano a De André?
De Andrè offre sempre un punto di vista differente sulle cose che accadono, siano straordinarie o meno. La libertà, l’amore, la morte, grandi temi eterni sono sempre da lui visitati con curiosità, rispetto e ironia. L’immortalità, il coraggio, la tradizione musicale, sono giunti fino a noi e andranno più lontano.

Un verso del suo repertorio che vi accomuni come cover band
“Suonare ci tocca per tutta la vita e ci piace lasciarci ascoltare”