_Band_Apocrifi (Italia)


Concerti
Intervista con il gruppo "Apocrifi"

Coverband che omaggia la musica e la poetica di Fabrizio De Andrè riproponendola senza tralasciare il gusto di un'interpretazione personale. Dolcenera, La Domenica delle Salme, Khorakanè arrivando a Fiume Sand Creek e Bocca di Rosa, sono alcuni passi del concerto che i sette componenti del gruppo propongono trascinando il pubblico in un percorso ricco di significati e di storia. Formati nell'autunno del 2004, gli Apocrifi mirano a ricostruire minuziosamente le ambientazioni delle canzoni e fanno di un'intensa e penetrante interpretazione vocale il loro punto di forza.

Apocrifi: un nome che rieccheggia De Andrè, non foss'altro, per un riferimento indiretto: una scelta di contrarietà la vostra? Sappiamo bene infatti che il termine può traslare in un significato quasi "carbonaro", mi si passi il termine...
Non crediamo che il termine apocrifi abbia una valenza indiretta al panorama musicale e poetico di De Andrè, ne tanto meno che nasconda un significato “carbonaro”. Semmai l’apocrifo è qualcosa che agisce in parallelo a quanto portato avanti dall’istituzione, modificandola, compenetrandosi con essa cercando in questo modo di raggiungere una verità più “vera”. Questo d’altronde crediamo sia il significato più profondo della poetica di Faber.

Quanto è importante "La Buona Novella" per la vostra identità di gruppo?
Per noi è importante distinguere il significato del termine apocrifo non inteso come riferimento diretto alla “Buona Novella”, ma piuttosto ampliandone la sua valenza a tutta la produzione di De Andrè. Per questo la rilettura della storia del Nazareno è importante tanto quanto quella meno “celeste” di un brasiliano sbarcato al porto di Genova in cerca di una nuova vita.

Presentate la vostra compagine...
Un gruppo di sette elementi provenienti da diverse realtà musicali, per esempio il nostro fisarmonicista fa parte di un complesso hardcore, il bassista suona invece tuttora in una formazione country.

Quali sono i vostri obiettivi: in che modo pensate di trasmettere le emozioni che pervadono le canzoni di De André? Attraverso una ricerca stilistica musicale e/o interpretativa?
Cercando di trasmetterne il messaggio, che poi avvenga tramite una ricerca filologicamente corretta o attraverso un interpretazione dei brani poco importa… Certo è che parlare di De Andrè significa parlare di poesia, termine che non può essere banalmente circoscritto alle righe del pentagramma, al calore di una voce, ma piuttosto cercando di cogliere la figura dell’uomo e del suo messaggio.

A quasi 7 anni dalla morte De Andrè sempre vivere continuamente soprattutto tra i giovani se non giovanissimi, come lo spiegate questo fenomeno?
Perché la storia si ripete ma il messaggio di fondo rimane sempre lo stesso.

Dove risiede il messaggio "nascosto" di De Andrè, giusto per riprendere il concetto di "apocrifo" della mia precedente domanda?
Non parlerei di messaggio nascosto, ma piuttosto di una verità assoluta. Quella stessa “goccia di verità, di umanità” di cui De Andrè è stato testimone fino alla fine. Una “Smisurata Preghiera” capace di sopravvivere anche alla morte.

Vorrei citaste una frase del repertorio di De André che vi accomuna...
“Non per un Dio ma nemmeno per gioco”