_Band_Dasikhané (archivio) (Italia)


Concerti | Discografia
I Dasikhané sono una band che ha visto la luce a Settembre 2007, grazie all’incontro di Emilio Margheriti (già solista ai vari tributi a De André) con due giovani dello stesso paese. Provengono da Cantù (Como) e propongono, oltre alla rilettura di brani meno conosciuti ai più del repertorio deandreiano, brani di loro composizione che affrontano temi sociali e si accostano molto alla produzione dei grandi cantautori italiani.

Presentatevi...

I Dasikhané nascono artisticamente nel Settembre 2007. I componenti prima di questa esperienza hanno avuto un percorso personale in formazioni differenti:

Emilio Margheriti ha suonato per anni ai tributi di De André da solista o accompagnato da Edoardo Colico alle tastiere. Precedentemente entrambi hanno lavorato a un progetto di ricerca sulla musica popolare dell’800.

Simone Baragiola ha fondato nel 2004, insieme a Marco Avanzini, un gruppo che proponeva musica acustica a carattere sperimentale dal nome “The Dreamers”.

Come nasce il desiderio di tributare, di omaggiare grandi artisti della tradizione canora d'autore italiana?
Perché loro sono la nostra storia e noi siamo la loro.

Vi cimentate anche in "cose" vostre: qual è l'approccio che si deve avere nello scrivere proprie canzoni quando si ha come modello "mostri sacri" del cantautorato italiano?
Sì, scriviamo canzoni nostre, con il desiderio di trasmettere le nostre emozioni; non abbiamo come modelli “mostri sacri”, ma persone con cui ci confrontiamo. Non abbiamo nemmeno un approccio ideologico. Al contrario, ci riconosciamo nelle idee. In sintesi, il nostro è una sorta di orientamento “utopistico ottocentesco” , che consiste nel vivere il sentimento in senso ampio.

Come il pubblico percepisce le vostre canzoni inserite negli spettacoli?
Il pubblico ha avuto modo di ascoltare una delle nostre canzoni, dedicata al tema della disabilità. La critica è stata positiva: fortunatamente c’è ancora gente attenta e sensibile che riesce a coniugare la canzone (e l’arte in genere) con il vivere sociale.

Cosa manca oggi del modo di fare canzone di Fabrizio De André nella musica italiana e nel modo di approcciarsi alla realtà?
Manca il senso critico del vivere quotidiano e il coraggio di mettersi in discussione. Manca la capacità di uscire dagli schemi e dai luoghi comuni.

Una frase del repertorio di De André che vi accomuni nella vostra esperienza di gruppo.

“Mi innamoravo di tutto”.
Simone: rappresenta il mio forte attaccamento alle persone, alle cose, ai ricordi vicini e i rumori lontani.
Edoardo: perché sono un “filosofo” dell’innamoramento.
Emilio: riesco a far le cose solo se mi innamoro.
Mi sono innamorato dei libri, delle canzoni, degli amici, delle persone... Non mi sono innamorato delle armi, delle divise, degli abusi…
Io sono tutto ciò per cui mi sono innamorato.
Io non sono tutto ciò per cui non mi sono innamorato.