_Band_Compagnia delle Vigne - Xantaria (Italia)


Concerti
Quando musica e danza si fondono nasce uno spettacolo "nuovo": ed è questo il caso della Compagnia delle Vigne e degli Xantaria che portano sul palco uno spettacolo su De André secondo schemi insoliti.

Il vostro spettacolo su De André risulta molto interessante. Potreste presentarlo nel dettaglio e soffermarvi sulle peculiarità?
Il lavoro nasce da una esigenza di rendere appieno il senso dell’opera di Fabrizio de Andrè.  Di fatto, la collocazione dell’autore genovese è certamente multiculturale ed artistica. Scrittore, poeta, musicista, filosofo, sociologo.. fondamentalmente un artista. Nondimeno le sue opere possono essere lette, ascoltate, sceneggiate, recitate o cantate. La nostra attenzione si è incentrata proprio sulle molteplici modalità di lettura. Da qui la scelta di utilizzare un attore come cantante e due ballerini che esprimessero, con la loro gestualità, le emozioni dei brani scelti. Altra condizione è stata quella di evitare l’operazione ‘cover’ ma partecipare alla dimensione artistica elaborando arrangiamenti che attingessero indiscutibilmente alla cultura musicale mediterranea. Da qui, dopo oltre un anno di lavoro intenso è nato il lavoro Labbra Color Rugiada.

Come nasce l'incontro tra Compagnia delle Vigne e Xantaria?
La Compagnia delle Vigne ha sempre utilizzato la musica come binario principale dei suoi lavori, collaborando con decine di musicisti di tutta Italia. Nel 1995, in fase di lavorazione dello spettacolo Sole Bruciato, c’è stato l’incontro con Davide Cervellino. Da qui la sperimentazione di fondare un gruppo musicale in seno alla Compagnia stessa finalizzata alla creazione di ‘colonne sonore’, portando la musica sullo stesso piano della recitazione e della gestualità. L’anno successivo si definì il gruppo Xantaria il cui nome deriva dalla fusione di italiano e greco e che significa: aria gialla.

Presentate distintamente le compagnie che compongono lo spettacolo dedicato a De André...
La Compagnia delle Vigne - Xantaria,nasce nella primavera del 1991 a Genova, nel cuore della città antica, nel chiostro secolare di Santa Maria delle Vigne .
Attualmente, la compagnia, vive e lavora in terra di Puglia.
Nascono qui le produzioni, che la Compagnia fa circuitare a livello nazionale.
Il nostro lavoro consiste nella ricerca continua di un equilibrio tra la cultura, l'arte e il territorio.

Gli Xantària sono un gruppo musicale fondato nel 1995, in occasione dell’allestimento dello spettacolo SOLE BRUCIATO dal musicista Davide Cervellino e dal regista Antonio Minelli. La loro musica è il risultato di una profonda ricerca etnica, sulla linea ideale che congiunge il cuore della Spagna al Monte Olimpo in Grecia, visualizzata nel Salento. Sud della Puglia, Sud dell’Italia, Sud dell’Europa. Il canto flamenco e le melodie meridionali, con evidenti influenze arabe, si fondono in una dimensione musicale contemporanea che trova le sue radici nella musica popolare mediterranea, fino a diventarne una naturale e ricercata evoluzione. Il gruppo si è esibito (al seguito della Compagnia delle Vigne), nell’ambito di festival e rassegne di ricerca e non, in diverse località italiane e ha tenuto concerti anche come sola formazione musicale.

Il gruppo edita, nel 1998, il loro cd "Sole Bruciato". Gli Xantaria, sotto la guida di Davide Cervellino, hanno scritto arrangiato ed eseguito dal vivo, in tournèe con la Compagnia delle Vigne, la colonna sonora dello spettacolo ‘Gesù Gitano’ e ‘Don Chisciotte – il primo’. Di quest’ultimo spettacolo è edito il cd ‘Quijoterìa’ (2001). Nel 2003 produce LABBRA COLOR RUGIADA, omaggio a Fabrizio De Andrè, col patrocinio della Fondazione de Andrè, Amnesty International e Nessuno Tocchi Caino. Dopo la ‘prima’ a Palermo, lo spettacolo è stato rappresentato in diverse località nazionali. L’anno 2004, vede impegnato il gruppo in una profonda ricerca etnica sui Monti Dauni, dalla quale scaturisce un cd: CANTI DEI MONTI DAUNI  MERIDIONALI e un concerto omonimo. Attualmente circuita in formazione di trio con musiche originali di ispirazione gitana.

Come nasce la passione per De André?
Probabilmente fin dal tempo in cui canzoni come ‘la guerra di Piero’ venivano cantate in coro a scuola il 25 aprile. O quando incontravi per i caruggi di Genova, quei personaggi così ben descritti nella ‘città vecchia’ che ti sembrava di conoscerli. La dolcezza poetica di Fabrizio De Andrè ha fotografato immagini e sensazioni con un obiettivo particolare. È strano che ancora oggi non rientri nella grande letteratura italiana, nelle nostre scuole al pari di Pasolini o Quasimodo o altri. Forse non si tratta nemmeno di passione se, di fatto, la cultura è quell’insieme di conoscenze che definiscono la personalità dell’individuo. Crediamo che De Andrè, a differenza di altri, non abbia ‘allietato’ il nostro quotidiano, ma lo abbia aiutato a comprenderlo. E la sua scomparsa è stata come perdere un punto di vista e non avere più un punto di riferimento. Chissà come avrebbe cantato questo momento storico e sociale. O forse, non lo avrebbe più fatto. Realizzare Labbra Color Rugiada è stato, forse, un bisogno di contribuire a mantenere un faro virtuale nell’oceano del quotidiano.

Quali forme di espressione si adattano secondo voi al repertorio deandreiano, visto che proprio voi presentate uno spettacolo sui generis che raccoglie in sé più modalità espressive?
Crediamo fermamente a quanto già affermato. De Andrè fa parte del repertorio musicale. Ma anche la poesia, gli appartiene. Quindi la recitazione. La danza è utile a sottolineare le parabole che si definiscono fra parole e musica. Senza tralasciare che ogni brano ha in sé una base di sceneggiatura letteraria. Forse il cinema potrebbe darne la completezza. Illustrare i testi per immagini, attraverso la musicalità e interpretando i molteplici personaggi rappresentati nella sua intera opera. Ma anche il teatro, potendo affermarne la forza espressiva che ne caratterizza la completezza artistica. Ed è proprio in questo senso che si svilupperà il nuovo lavoro del gruppo che circuiterà dalla prossima estate.

Quali difficoltà si incontrano nell'elaborare una esibizione come la vostra? Intendo difficoltà sia dal punto di vista strettamente organizzativo e realizzativo sia da quello dell'ottenimento di spazi per poterlo eseguire.
Le vere difficoltà, dando per scontato che l’affiatamento del gruppo permette di superare la complessità temporale di prove e sperimentazioni, stanno nella distribuzione del lavoro svolto. Anche se possiamo dire che Labbra Color Rugiada non ha avuto grosse difficoltà di rappresentazione. Di fatto la prima è stata realizzata a Palermo (teatro Lelio) con notevole successo, in seguito è stato inserito nel cartellone del Teatro Pubblico Pugliese e , citandone solo alcune, è stato rappresentato nell’ambito dell’OperaFestival di Vicenza, oltre che al Festival di Arezzo, poi Calabria, Basilicata, Puglia ecc . Il problema non è nella mancanza di attenzione da parte di critica e pubblico o gestori teatrali, ma dalla mancanza di strutture pubbliche o private in grado di veicolare la cultura in generale. È ormai quasi banale affermare che, in questi tempi, è molto più semplice veicolare spettacoli della massima superficialità (proprio in questi giorni ho ascoltato un’intervista fatta a un gruppo musicale che faceva vanto della scelta di aver messo al bando dai loro brani qualsiasi messaggio sociale o educativo o critico) che opere di valore culturale o comunque di un valore puramente artistico.