_Band_Dimaco (Italia)


Concerti
Intervista con i "Dimaco"

Contaminazioni musicali dalla musica punk e rock... il fascino per un personaggio poco "sviluppato" nei Vangeli Apocrifi come ne "La buona novella: Dimaco, uno dei due ladroni crocefissi insieme a Cristo, colui che "Tito ammonisce Dimaco per aver mancato di rispetto a Gesù..."... la voglia e il risultato di emozionare attraverso la poesia di De André e la sua reinterpretazione... Sono tra gli aspetti che emergono maggiormente dall'intervista al gruppo dei "Dimaco", alias Mattia Dallara, Michele Barbagli, Mirko Abbondanza, Diego Sapignoli e Dario Giovannini.

Dimaco era uno dei due ladroni, quello citato una sola volta da De André, quello che De André non fa parlare. Perché questa scelta?
Dimaco o gesta, menzionato cosi poco da De André, parla poco anche nel vangelo di Nicodemo:"Se tu sei il cristo salva te e noi";questo lo rende un personaggio che ci affascina.

Presentatevi: dal punto di vista musicale...
Siamo tutti musicisti che vengono da esperienze diverse. Mattia Dallara è un fonico professionista con trascorsi chitarristici sicuramente eterogenei cosi come anche l'altro chitarrista Michele Barbagli artefice della Band Autobeat. Io, Mirko Abbondanza (voce e basso), Diego Sapignoli (batteria) e Dario Giovannini (fisarmonica e tastiere) apparteniamo al gruppo Aidoru progetto rock o punk o di musica contemporanea come alcuni dicono .

Lasciatemi proporre una domanda un po' insolita: scegliere Dimaco significa porsi in dicotomia con Tito, l'altro ladrone, quello che sembra avere una coscienza. Ma esiste una qualche contrarietà di questo tipo nei personaggi di De André come accade ad esempio nel sacro e profano di Bocca di Rosa?

Quando ho scelto il nome Dimaco forse mi attraeva proprio questo: Tito ammonisce Dimaco per aver mancato di rispetto a Gesù che, nella sua infinita bontà anche in agonia gli assicura un posto in paradiso....A Dimaco no. Si parla di dicotomia in botanica quando l'apice vegetativo dà origine a due rami che si biforcano,anche qui la radice è la stessa solo che uno viene redento l'altro no,Dimaco viene potato dal vangelo. De Andre non lo pota te lo pone cosi com'è e ti fa provare amore e fascino,non pietà  e penso che il rapporto sia simile con bocca di rosa,il carcerato della mia ora di libertà ecc...

In due anni di esperienza avete potuto incontrare un pubblico sicuramente esigente: questa "esigenza" la subite o vi è di stimolo?
Il pubblico che viene a vedere il nostro tributo ha solo l'esigenza di emozionarsi e divertirsi,quando si crea questo rapporto tra noi e loro c'è più stimolo e più trascendenza.

L'Emilia Romagna è terra fertile per i musicisti: scegliere De André è più "difficile" qui che in altri luoghi più "consoni" d'Italia, secondo voi?
Nessuno di noi si è mai posto la domanda, credo.La scelta deriva da un Amore verso De Andre piuttosto gienuino. Noto che la Romagna,per quanto ci si possa-da buoni musicisti- lamentare,ha il suo spazio per tutti;sicuramente occorre cercarselo ed evitare di lamentarsi come la maggior parte delle persone.

Potreste citare una frase del repertorio deandreiano o una canzone che identifica al meglio la vostra compagine?
Questa è la domanda più difficile e soggettiva : per quanto il progetto sia comune credo che ognuno abbia la sua. Per me la frase che più brucia e ci porta a continuare è : "PER QUANTO VOI VI CREDIATE ASSOLTI SIETE LO STESSO COINVOLTI".