_Band_Controritmo (Italia)


Concerti
"Anche se voi vi credete assolti...": nelle loro locandine questa frase ricorre sempre. Questo gruppo, i Controritmo, uno dei pochi, se non il primo, originario della Calabria, porta la musica di De Andrè anche al Sud Italia, con uno spettacolo in cui si cercar di dare una visione quanto più completa possibile dell'opera del cantautore genovese.

Composizione del gruppo

Il gruppo è costituito da nove elementi, così assortiti :
tre voci, due maschili ed una femminile, quest’ultima artista presta la sua opera anche come chitarrista;
una chitarra, che alterna, la classica, l’acustica, l’elettrica e il bouzuki,
un basso e contrabasso elettrico;
una batteria e percussioni;
una fisarmonica;
un violino;
A questi artisti occorre aggiungere una voce narrante, autore dei testi, che completa il progetto, per come in seguito descritto.

Lo spettacolo

Lo spettacolo dei Controritmo ha durata solitamente superiore alle due ore, con un repertorio variabile che, pur conservando sempre le canzoni più note di De Andrè, comprende pezzi diversi in relazione alle diverse esigenze e circostanze. Infatti la Band esegue un numero assai maggiore di pezzi musicali rispetto a quelli che sono solitamente compresi in un singolo spettacolo. La scelta sempre difficile e dolorosa spazia dagli album degli anni sessanta, fino alle canzoni della seconda metà degli anni novanta, le ultime purtroppo del grande cantautore genovese. Lo spettacolo dei Controritmo è fatto di canto, musica, parole ed immagini, nel contesto di un vero e proprio progetto musicale ed artistico più  in generale.

Il Progetto

L’idea alla base della nascita del gruppo musicale era quella di interpretare Fabrizio De Andrè, rifuggendo naturalmente ogni tendenza imitativa del cantautore e cercando nel contempo nuove strade musicali per ripercorrere le sue canzoni, in modo nuovo, moderno, in una parola creativo. Tutto ciò stando bene attenti, sarebbe quasi sacrilego, a non snaturarne la musicalità, così ben integrata alla poetica dei testi. Era inevitabile e proficuo riagganciarsi per molti versi alla grande esperienza musicale del cantautore assieme alla PFM, che, ad un certo punto del percorso artistico di De Andrè, ne rivitalizzò i contenuti, con nuove riproposizioni musicali che furono assai bene accette alle nuove generazioni, riuscendo nel contempo a non scontentare (anzi!) gli appassionati della prima ora. I Controritmo, muovendosi in questa ottica musicale, percorrono, assieme a De Andrè, nuove strade melodiche, con la ricerca costante e la proposizione di nuovi arrangiamenti. Ma il progetto non si limita a questo perché, come i Controritmo amano costantemente ricordare, la Band non vuole solo cantare De Andrè, ma vuole raccontarlo; e per far questo hanno scelto una strada particolare, forse di non semplice ed immediata lettura, ma assai stimolante. Fabrizio De Andrè ha attraversato nella sua vicenda umana ed artistica più di tre decenni, incontrando contesti sociali assai diversi, influenzandoli e venendone inevitabilmente influenzato. Come ogni uomo ha vissuto il proprio tempo, anzi i propri tempi, con sensibilità diverse, sempre coerente alla sua etica umana ed artistica. Ed allora perché non partire proprio dal racconto di quei tempi, di quegli anni, di quei decenni, in cui la vicenda umana ed artistica si svolse ?
Per far questo sono state scritte delle brevi didascalie, della durata di 30/40 secondi nelle quali viene raccontato l’anno in cui sono state scritte da De Andrè le canzoni che subito dopo i Controritmo interpretano, Nella didascalia è anche compreso un brevissimo commento, quasi un dialogo a distanza con il grande cantautore, su una possibile chiave di lettura dell’artista sugli eventi e sulla società appena raccontata. Per rendere più agevole la lettura vengono proiettate  le immagini degli eventi narrati; ciò costituisce un completamento del racconto, con un maggior coinvolgimento emotivo del pubblico.

Tutto ciò evidentemente esula dai classici e certamente non disprezzabili racconti di De Andrè, dell’uomo e della poetica delle sue canzoni. Vuole essere piuttosto una lettura in chiave sociale del grande poeta genovese, inserito nel suo tempo, anzi interprete e protagonista dello stesso. Anche in questo in ultima analisi si ripropone l’originalità del gruppo che, con grande piacere e, occorre confessarlo, con un po’ di sorpresa, ha raccolto nell’ultima stagione grandi consensi, da parte di un pubblico colto ed attento, come è quello, di ogni età,  che ama De Andrè.
Forse l’esempio più esplicativo in questo senso è stato il concerto del 30 dicembre 2009, tenuto presso la prestigiosissima sede del Teatro Rendano di Cosenza. L’evento, sponsorizzato dalla Provincia cosentina e al quale il Comune ha offerto ospitalità gratuita e che era finalizzato ad uno scopo benefico, per come più oltre esplicato, è stato un momento particolarmente suggestivo, nella splendida cornice di un Teatro pressoché  esaurito in ogni ordine di posti. La band è riuscita a coinvolgere il pubblico, attento ed entusiasta, nello spettacolo, quasi in una sorta di comune e condiviso dialogo con il grande cantautore genovese. Certamente riuscire ad esplicare la poetica di De Andrè, i contenuti per molti versi rivoluzionari della sua opera, la riuscita sintesi tra parole e musica, anche attraverso passaggi melodici innovativi, come è stata tutta l’opera di Fabrizio, in un contesto solidale è al contempo merito e costante aspirazione dei Controritmo. A tal proposito occorre sottolineare che i  Controritmo sono testimonial di una grande campagna umanitaria, che nell’ambito di un progetto di solidarietà internazionale, ha consentito la realizzazione di un centro per Emodialisi ad Asmara, il primo del Paese. Il progetto umanitario si chiama “Un rene per la vita” e vede in modo diretto impegnati due componenti del gruppo, un medico ed un tecnico, e attivamente coinvolti tutti gli altri. Infatti la Band si è esibita in questi anni in una serie di concerti benefici per la raccolta dei fondi necessari all’iniziativa e naturalmente continuerà a farlo con entusiasmo.