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I diari segreti di De André. Dal 5 aprile in libreria.
data di inserimento: lunedì 4 aprile 2016 ore 14:48 | letta 1218 volte

Quando dalla pagina stampata, con le parole e i pensieri, si avvertono anche la voce profonda, l’intonazione venata dalla cadenza genovese, perfino il sorriso e lo sguardo curioso, allora l’incontro è completo. Eccolo Fabrizio De André, addormentato ma non spento dal tumore nel 1999 a 58 anni e ora qui a svelarsi in Sotto le ciglia chissà, un «diario» senza cronologia, raccolta di appunti fulminanti e riflessioni, aforismi e versi inediti, ricordi e dialoghi con se stesso, battute e nostalgie, fissati al volo su una busta o meditati su una pagina di quaderno, in comune a tutti il suo respiro poetico espresso scolpendo le parole.

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E gli argomenti sono giorni vissuti e osservati. Quando annota «mi comperai la vita con i canti e i sorrisi» avvia un sorprendente viaggio nel comporre, entra nella creazione del cantautore («Perché scrivo? Per paura che si perda il ricordo delle persone di cui scrivo») ma ammonisce la nostra curiosità: «Non chiedete a uno scrittore di canzoni che cosa ha pensato, che cosa ha sentito prima dell’opera: è proprio per non volervelo dire che si è messo a scrivere. La risposta è nell’opera». Brevi o più distesi nella riflessione e nell’introspezione, coriandoli di diario ripercorrono lo spettacolo sanguinante dell’emarginazione (che «ti sottrae al potere» e «ti avvicina al punto di vista di Dio»), scavano nelle guerre, si muovono tra la politica e il calcio, la sociologia della violenza e il rapporto tra i sessi.

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Fonte: il secolo xix