In viaggio con Fabrizio Genova-Sardegna andata e ritorno
Il nuovo spettacolo prodotto da: Le officine del suono con Paola Rossi (La Piccionaia - I Carrara)
Per ricordare Fabrizio De Andrè dieci anni dopo
domenica 11 gennaio 2009 teatro ASTRA vicenza ore 21.00
Lo spettacolo In viaggio con Fabrizio Genova -Sardegna andata e ritorno
Inquadra il percorso artistico di Fabrizio dai punti di vista poetico, musicale, letterario, alternando ai brani suonati quelli recitati, riportando frammenti di interviste o divagazioni in libertà . Si tratta di un viaggio immaginario fra Genova e la Sardegna ed altri luoghi della vita di Fabrizio. De Andrè, come un novello Noè porta con sè esemplari di uomini e donne per molti aspetti unici, perchè diversi, ai margini, rifiutati, incompresi e proprio per questo meritevoli di salvezza e redenzione. Accompagnano Fabrizio, come equipaggio, amici e musicisti che con lui hanno vissuto o collaborato. Anche loro hanno storie da raccontare. Vengono toccati molti porti, vissute situazioni diverse, conosciuti nuovi personaggi. Qualcuno saluta e lascia la nave, altri intraprendono il viaggio. I toni sono talvolta accesi, caldi, appassionati, talvolta sfumati, come i colori di un acquerello che tenta di descrivere ambienti, situazioni, personaggi, emozioni. La scaletta tocca i diversi momenti della vita artistica di Fabrizio. Sono del primo periodo, Il fannullone, Il gorilla,La guerra di Piero, La canzone di Marinella, Bocca di rosa, La città vecchia. De Andrè si schiera dalla parte dei diseredati, delle prostitute, dei diversi e li tratteggia con dolcezza. nei carruggi, i vicoli della Genova vecchia, che si possono trovare veri momenti di umanità . Anche Il giudice, preso in prestito dall'antologia di Spoon River e la zingarella Sally, sono quadretti di una società dolente che talvolta si abbandona, tal'altra reagisce al fato e alle avversità . In Storia di un impiegato sono i detenuti, i frustrati,, i manifestanti del Maggio Francese o del '68 in Italia, a raccontare il loro punto di vista. Anche la tragica morte di Pierpaolo Pasolini, le storie sbagliate, le cattive strade, la diversità e l'ambiguità di Andrea meritano di essere raccontate. C'è tempo per riflettere sulle minoranze, sulle culture annientate, confinate o dimenticate: i pellerossa massacrati a Sand Creek e i sardi del Supramonte per alcuni aspetti tanto simili. Uno spazio particolare viene riservato alla canzone popolare. Con Creuza de ma, Monti di Mola, Don Raffaè. Fabrizio affida al dialetto genovese, sardo, napoletano e a strumenti tradizionali il ruolo di comunicare con naturalezza e genuinità , vicende, luoghi, personaggi reali o leggendari, facce diverse della realtà , anche crude o violente, cercando sempre di capire, considerare, mai giudicare o condannare a priori. Il pescatore di acciughe, conclude il percorso. La sua rete fruga idealmente nel mare delle idee, alla ricerca di nuovi pesci, portatori di progetti per il futuro. fonte: fra.pan@libero.it |