| Ricordi
per l'anno 2002
venerdì 11 gennaio 2002, ore 18.05
... ogni volta le tue parole odorano di primavera. gazie per farci nacere ogni volta
di alberto
venerdì 11 gennaio 2002, ore 18.49
"Che la sua anima riposi in Supramonte,in Spoon river,nel letto del Sand Kreek o dovunque una sua canzone ha restituito bellezza e dignità agli uomini" Ciao amico, grazie di tutto.
di rospol
venerdì 11 gennaio 2002, ore 19.06
Tu hai lasciato molta eredità d'affetto...e non sarai mai dimenticato da chi ti ha voluto bene. Nuvola
di nuvola
venerdì 11 gennaio 2002, ore 20.12
Cadrà altra pioggia, cadrà altra neve si alterneranno autunni e primavere, si alterneranno volti ai nostri occhi per nuovi connotati a un solo amore
Cadrà alrta pioggia, cadrà altra neve si alterneranno inverni e estati, e ancora nuovi inganni a smascherare gli inganni smascherati.
Cadrà altra pioggia,Cadrà altra neve, si alterneranno il logico e l'assurdo e mensogne giunte a maturare per subentrare a verità di turno.
Però al di là del cielo ladri, balordi, puttane, ultimi e disobbedienti che primi non saranno mai
Lì si sono appropriati di quei raggi di sole che all'altra sponda dell'universo,
Li ha lasciati al buio e gelo in nome di un dio fatto a "immagine e somiglianza" dell'ipocrisia
Cadrà altra pioggia, cadrà altra neve si alterneranno vittime e mostri avremo altri innocenti da traviare avremo altri caini da dannare per dare ragion d'essere e legittimare il bene e il controesempio che lo dimostri.
Però al di là del cielo ladri, balordi, puttane, ultimi e disobbedienti, che primi non saranno mai,
Libertà hanno sentito liberarsi nel cuore dall,altra sponda dell'universo
da una voce cantare per ridare a Dio il volto fatto a"immagine e somiglianza" della libertà.
P.S.Chiamarla poesia sarebbe irriverente; più che altro un ritratto di Fabrizio, dipinto con le sue stesse immagini.
di filipponigro
venerdì 11 gennaio 2002, ore 21.19
Quando faber è morto ricordo di essere srimasto un po' stipito, non addolorato, mi sembrava impossibile, lo ascoltavo da tanto tanto tempo e credevo che non sarebbe morto mai. Attendevo con ansia i suoi nuovi dischi che sapevo, per esperienza, non sarebbe mai stati uguali ai precedenti. I silenzi che passavano tra un opera e un altra non mi preoccupavano, sarebbe arrivato qualcosa di nuovo. Oggi, due anni dopo è come allora ma la distanza questa volta non sarà colmata. Buonanotte suonatore faber
di emanuele
venerdì 11 gennaio 2002, ore 21.24
... fin quando anche solo un bambino riuscirà a scorgere in una nuvola il volto di Faber e a recepire il suo messaggio di pace e di speranza, l'umanità dovrà ringraziare chi ci ha omaggiato di un dono così grande. Ciao Faber
di piero
venerdì 11 gennaio 2002, ore 21.35
Ciao Fabrizio. "Questo albero di quercia vicino a me è il rifugio preferito delle azzurre ghiandaie che chiacchierano tutto il giorno. E perchè no? Poichè la mia stessa polvere ride al pensiero della cosa umoristica che è la vita".
(tratto dall' Antologia di Spoon River)
di billa
venerdì 11 gennaio 2002, ore 21.44
...ho regalato copie dei suoi dischi ai miei amori giovanili..ho contaminato della sua musica chiunque entrasse nella mia automobile..ho annoiato mio padre con il "giudice", " michè", "piero"...ho superato momenti terribili ascoltando"amico fragile", "verranno a chiederti", "l'amore perduto"....ho disegnato per ore ascoltando e riascoltando "storia di un impiegato".....ho conquistato qualche ragazza facendo il furbo con i suoi versi...ho desiderato essere suo figlio....mi manca..mai dimenticherò il momento che ho stretto la sua mano nel camerino saturo di fumo dell'augusteo di Napoli......…
di Poldo
venerdì 11 gennaio 2002, ore 22.51
Ormai sono passati tre anni dalla scomparsa di Fabrizio De Andrè, ma vivrà sempre nella mente di tutti coloro che hanno conosciuto l’operato di Fabrizio, perché ha saputo regalarci mille emozioni. E’ stato un grande musicista, un grande poeta e un grandissimo uomo; ma per me soprattutto un grande maestro: mi ha insegnato una visone del mondo sempre coerente con se stessi e anche se spesso opposta “alla maggioranza”, quella maggioranza spessa vittima di se stessa.. Ciao Faber
di Maicol
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