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Qui sotto sono elencati tutti i pensieri lasciati in ricordo di Fabrizio De André tra il 7 e il 12 gennaio 2004. Un caloroso ringraziamento va a tutti coloro hanno voluto partecipare.
giovedì 8 gennaio 2004, 12.09
Un ricordo...mille ricordi. Le sue canzoni, la sua voce, i suoi concerti. Tutto splendido. La felicità che mi pervadeva prima dell'uscita di un disco e soprattutto prima di un concerto. Le emozioni. La soddisfazione di averlo sentito. E poi quel maledetto 11 gennaio, il funerale, le lacrime. La consolazione di saperlo comunque in mezzo a noi. Anche se naturalmente tutto non è più come prima.
volta la carta

giovedì 8 gennaio 2004, 13.25
l'attesa, soprattutto l'attesa di sentire il nuovo album, con la sicurezza che sarebbe stato più bello di tutti i precedenti, che mi avrebbe emozionato ancora una volta, che sarebbe riuscito a mettere in musica un modo di vedere il mondo che è proprio solo dei grandissimi... mi viene in mente il signor Hood che "scaricò le sue pistole in aria e regalò le sue parole ai sordi", e poi il groppo in gola quando ho saputo, i giorni di apatia, il casello di Genova e la macchina con la sua bara ferma a lato della strada, con Cristiano e Dori in piedi, con gli occhiali scuri, e quell'istinto di fermarmi... e poi, non ce l'ho fatta, non so se per pudore o per paura, ma so che è stato meglio così...
Che solitudine, ora!
mario

giovedì 8 gennaio 2004, 14.13
Ciao Faber, amico fragile, voce degli ultimi, musica del mare, ciao, cinque anni dopo il dolore è immutato.
Fa male, fa molto male.
I tuoi versi vivono ancora, Faber, e con loro vivi tu. La tua voce. Il tuo volto.
Ora rischio di cadere nel banale, ma è ciò che riesco a scrivere, che riesco a dire.
Il resto è tutto in una lacrima.
creuza

giovedì 8 gennaio 2004, 20.43
C'era una volta un uomo, semplicemente un uomo, che con una chitarra e una voce che fa venire i brividi, mi ha insegnato che è necessario guardare e non solo vedere, ascoltare e non solo sentire, non solo pretendere che chi sa suonare suoni per divertire le serate estive, che c'è chi viaggia in direzione ostinata e contraria, che spesso quelli che le maggioranze tacciano di vittimismo sono davvero e solamente delle vittime.
Lui ha insegnato a tutti e continua ancora senza la pretesa di farlo, e dopo tutto, anno dopo anno, il cuore rallenta la testa cammina...ancora, e sempre.
Fabrizio nel cuore e la voglia di continuare a viaggiarti insieme, con le parole e la musica, in quella direzione, che esiste da sempre ma che tu solo sei riuscito a illuminare.
Eli

giovedì 8 gennaio 2004, 20.47
posso dirti, Fabrizio, solo questo: dicono che il tempo lenisca il dolore e che i ricordi si fanno meno grevi. Per me, nei tuoi riguardi non è così.Più il tempo passa più ti ricordo , più ti penso e ti capisco ...e ho tanta voglia di capirti ancora.Aiutami a farlo.
Ciao, Faber.
giuliana

giovedì 8 gennaio 2004, 22.09
Ciao Faber,quello che mi dispiace è di non averti amato quando eri ancora fra noi...ho scoperto solo dopo la tua morte la tua grandezza,ho iniziato ad amare le tue straordinarie poesie...avrei voluto farlo prima.
mario

venerdì 9 gennaio 2004, 01.35
Ti respiriamo sempre di più
mentre ce ne andiamo
a consegnare alla morte
quella goccia di splendore
per ritrovarti sul ponte
senza dolore.
E che ci sia il mare
a dipanare
questa illusione di vita
perchè dove finiscono
le due dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra.
E che siano le onde
a disegnare i tuoi lineamenti
perchè nelle acque più scure
sbocciavano in fiore i tuoi tormenti.
E che siano gli alberi
dove sempre andavi a seminare
per far anche ai muti cantare
i segreti da gridare.
Ti respiriamo sempre di più
oltre la schiuma
oltre il tempo che si dilata e
e si sfuma
per nuotare dopo litri e litri di corallo
al chiaro di luna
nel tuo paradiso.
Sei dentro noi.
Ciao Fabrizio.
miscel

venerdì 9 gennaio 2004, 10.33
Penso che nessuno sia più vivo di Fabrizio.
Questa lo renderebbe orgoglioso, anche se vissuto con discrezione.
Mi accorgo che ho proprio bisogno di lui, è questione di sopravvivenza, aria che deve entrare a ossigenare.
Ecco ora l'emozione mi blocca i pensieri e le parole, non riesco ad andare avanti.
Servirebbe un pensiero, una canzone che mi aiuti.
E' meglio cantare...
FULVIO

venerdì 9 gennaio 2004, 15.32
Se chiudo gli occhi...ricordo.
Negli stadi, nei palasport gente, tanta gente, ad aspettarlo. E poi le luci che si spengono, il brusio di sottofondo che di colpo tace.
L'attacco strumentale e quella voce cosi' limpida, penetrante, romantica e lacerante; cosi' profondamente diversa.
Poi quel volto, il suo volto, sul quale tutte le durezze e le dolcezze del mondo si sono date appuntamento.
Riapro gli occhi ma il ricordo rimane.
Indelebile nella mia vita.
NAUFRAGIO

 

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