| Ricordi
per l'anno 2004
giovedì 8 gennaio 2004, ore 12.09
Un ricordo...mille ricordi. Le sue canzoni, la sua voce, i suoi concerti. Tutto splendido. La felicità che mi pervadeva prima dell'uscita di un disco e soprattutto prima di un concerto. Le emozioni. La soddisfazione di averlo sentito. E poi quel maledetto 11 gennaio, il funerale, le lacrime. La consolazione di saperlo comunque in mezzo a noi. Anche se naturalmente tutto non è più come prima.
di volta la carta
giovedì 8 gennaio 2004, ore 13.25
l'attesa, soprattutto l'attesa di sentire il nuovo album, con la sicurezza che sarebbe stato più bello di tutti i precedenti, che mi avrebbe emozionato ancora una volta, che sarebbe riuscito a mettere in musica un modo di vedere il mondo che è proprio solo dei grandissimi... mi viene in mente il signor Hood che "scaricò le sue pistole in aria e regalò le sue parole ai sordi", e poi il groppo in gola quando ho saputo, i giorni di apatia, il casello di Genova e la macchina con la sua bara ferma a lato della strada, con Cristiano e Dori in piedi, con gli occhiali scuri, e quell'istinto di fermarmi... e poi, non ce l'ho fatta, non so se per pudore o per paura, ma so che è stato meglio così... Che solitudine, ora!
di mario
giovedì 8 gennaio 2004, ore 14.13
Ciao Faber, amico fragile, voce degli ultimi, musica del mare, ciao, cinque anni dopo il dolore è immutato. Fa male, fa molto male. I tuoi versi vivono ancora, Faber, e con loro vivi tu. La tua voce. Il tuo volto. Ora rischio di cadere nel banale, ma è ciò che riesco a scrivere, che riesco a dire. Il resto è tutto in una lacrima.
di creuza
giovedì 8 gennaio 2004, ore 20.43
C'era una volta un uomo, semplicemente un uomo, che con una chitarra e una voce che fa venire i brividi, mi ha insegnato che è necessario guardare e non solo vedere, ascoltare e non solo sentire, non solo pretendere che chi sa suonare suoni per divertire le serate estive, che c'è chi viaggia in direzione ostinata e contraria, che spesso quelli che le maggioranze tacciano di vittimismo sono davvero e solamente delle vittime. Lui ha insegnato a tutti e continua ancora senza la pretesa di farlo, e dopo tutto, anno dopo anno, il cuore rallenta la testa cammina...ancora, e sempre. Fabrizio nel cuore e la voglia di continuare a viaggiarti insieme, con le parole e la musica, in quella direzione, che esiste da sempre ma che tu solo sei riuscito a illuminare.
di Eli
giovedì 8 gennaio 2004, ore 20.47
posso dirti, Fabrizio, solo questo: dicono che il tempo lenisca il dolore e che i ricordi si fanno meno grevi. Per me, nei tuoi riguardi non è così.Più il tempo passa più ti ricordo , più ti penso e ti capisco ...e ho tanta voglia di capirti ancora.Aiutami a farlo. Ciao, Faber.
di giuliana
giovedì 8 gennaio 2004, ore 22.09
Ciao Faber,quello che mi dispiace è di non averti amato quando eri ancora fra noi...ho scoperto solo dopo la tua morte la tua grandezza,ho iniziato ad amare le tue straordinarie poesie...avrei voluto farlo prima.
di mario
venerdì 9 gennaio 2004, ore 01.35
Ti respiriamo sempre di più mentre ce ne andiamo a consegnare alla morte quella goccia di splendore per ritrovarti sul ponte senza dolore. E che ci sia il mare a dipanare questa illusione di vita perchè dove finiscono le due dita debba in qualche modo incominciare una chitarra. E che siano le onde a disegnare i tuoi lineamenti perchè nelle acque più scure sbocciavano in fiore i tuoi tormenti. E che siano gli alberi dove sempre andavi a seminare per far anche ai muti cantare i segreti da gridare. Ti respiriamo sempre di più oltre la schiuma oltre il tempo che si dilata e e si sfuma per nuotare dopo litri e litri di corallo al chiaro di luna nel tuo paradiso. Sei dentro noi. Ciao Fabrizio.
di miscel
venerdì 9 gennaio 2004, ore 10.33
Penso che nessuno sia più vivo di Fabrizio. Questa lo renderebbe orgoglioso, anche se vissuto con discrezione. Mi accorgo che ho proprio bisogno di lui, è questione di sopravvivenza, aria che deve entrare a ossigenare. Ecco ora l'emozione mi blocca i pensieri e le parole, non riesco ad andare avanti. Servirebbe un pensiero, una canzone che mi aiuti. E' meglio cantare...
di FULVIO
venerdì 9 gennaio 2004, ore 15.32
Se chiudo gli occhi...ricordo. Negli stadi, nei palasport gente, tanta gente, ad aspettarlo. E poi le luci che si spengono, il brusio di sottofondo che di colpo tace. L'attacco strumentale e quella voce cosi' limpida, penetrante, romantica e lacerante; cosi' profondamente diversa. Poi quel volto, il suo volto, sul quale tutte le durezze e le dolcezze del mondo si sono date appuntamento. Riapro gli occhi ma il ricordo rimane. Indelebile nella mia vita.
di NAUFRAGIO
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