Qui sotto sono elencati tutti i pensieri lasciati in ricordo di Fabrizio De André tra il 7 e l'11 gennaio 2005. Un caloroso ringraziamento va a tutti coloro hanno voluto partecipare.
Forse solo la morte ha potuto liberare un uomo gia così libero.
     
           
Ricordi per l'anno 2005

lunedì 10 gennaio 2005, ore 16.57
Non per un Dio e neppure per gioco !
di Charlie

lunedì 10 gennaio 2005, ore 17.14
Forse solo la morte ha potuto liberare un uomo gia così libero.
di Stanley Kubrick

lunedì 10 gennaio 2005, ore 17.58
..e ....lo seguì...sulla sua cattiva strada...
di strada

lunedì 10 gennaio 2005, ore 18.11
musicalità,poesia,anima,voce profonda ,sofferenza propria e di altri popoli.....quanti poeti hanno racchiuso tutto ciò in una sola persona???grazie a F.de Andrè questo è successco.
di tatodimagreglio

lunedì 10 gennaio 2005, ore 18.31
E' ingiusto che io scriva qui..io pallido diciottenne deandreiano da troppo poco per considerarsi "di fabbrica"ma cosi intensamente da potersi dire "innamorato"...a differenza che per tanti altri l'11 gennaio '99 nn fu un giorno particolare,fu anzi una giornata uguale come tutte,con in più la secca notizia di un morto in più in quel mondo iniquo che si portava via gli uomini dopo una vacanza premio sul litorale Terra....niente di più o niente di meno.Cosi come per me non furono nulla(o non furono proprio,perchè non c'ero)i trepidati giorni di uscita di nuovi album,che si sperava fossero sempre migliori di quelli precedenti.... Una persona a me carissima,senza esagerare quella senza la quale non sarei qui,affatto appassionata di Faber,pochi giorno orsono,a commento di un mio presente diciamo multimediale(una piccola,risibilissima compilation deandreiana)mi disse: "Fai onore a De Andrè col tuo interesse".Ovviamente mi sentii lusingato,ma capii anche che questo non era nè vero nè giusto:paradossalmente uno come Faber non avrebbe mai avuto bisogno di fans che lo esaltassero o ne mitizzassero la figura...la sua statura di menestrello poetà è di per sè inarrivabile e incommensurabile...Faber fa giustizia a sè medesimo.. Non ha saputo raccontare l'Italia.Non ha saputo indagare l'uomo.Non ha saputo ricercare il Divino.Non ha saputo ritrarre il mondo. Ha saputo fare tutte queste cose insieme,in ogni singola poesia,in ogni singolo verso accompagnato dalle sue note,ora cosi discrete e leggiadre,ora cosi grevi e impegnative,ora cosi ricche e sostenute.Sia che camminasse su verdi pascoli inseguendo il canto di un servo pastore,sia che marciasse con una specie di sorriso in via del campo nella vecchia città acclamando Bocca di rosa occhi color di foglia,sia che si perdesse in verdi boschi pullulanti di occhi secchi,di zingare tamburine,di Ifigenie immolate con la bocca sporca di mirtilli,sia che narrasse di passanti distratte,giudici vendiconi,medici altruisti,si trattava sempre di lui,senza ammenicoli o aggiunte.E ci piace pensare che cercando cercando un giorno lo potremo scovare in Via della Povertà a stratracannare Pinot con un Fantasma corrotto e stramaledire le donne insieme a un Casanova disilluso,con Einstein a suonare il violino.
di Nettuno Mattacchione

lunedì 10 gennaio 2005, ore 18.42
"Sono sempre i migliori ad andare via" Banale ma vero!!!! Mi piace pensare che Fabrizio è lassù, in cielo, insieme a mio padre morto appena un mese prima di lui!! Ciao papà, ciao Fabrizio
di sandro71

lunedì 10 gennaio 2005, ore 19.29
I tuoi brani mi hanno spinto ad essere più comprensivo e tollerante verso me stesso e quindi verso gli altri, a capire che essere un individuo non vuol dire essere un individualista, ad amare la mia libertà e chi difende la propria. Grazie per la poesia che ci hai regalato, e per la compagnia che ci hai fatto e che ci farai.
di Un disordinato.

lunedì 10 gennaio 2005, ore 19.42
ciao fabrizio
di rossella

lunedì 10 gennaio 2005, ore 20.19
sei anni fa lui ci lasciava...per sempre.abbiamo dovuto dire addio al nostro amico fragile,fabrizio de andrè. la sua voce maliarda,incantatrice ha continuato a esistere solo attraverso i freddi strumenti della tecnologia.che,pure,se non ci fossero stati ci avrebbero tolto quel che ci resta di lui,quella musica splendida e quella poesia ora ermetica ora popolare,ma sempre magica. ora lui non c'è più,è vero,e questo ci fa sanguinare il cuore ma ci piace pensare che se una sola volta lui ha pensato di volere ke la sua vita fosse utile a qualcuno,ke anke quando fosse stato cenere il suo corpo sarebbe stato soffio vitale la sua Arte e la sua Anima,beh...il suo pensiero si è fatto realtà. Fabrizio rimarrà per sempre,deve rimanere per sempre,perkè l'unica cosa ke ci consola della sua mancanza fisica è la sua,grande,presenza spirituale. e,se è vero, come è vero,che è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati io mi dico anche ma dovevamo proprio lasciarci?ciao faber!
di princesa

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