Qui sotto sono elencati tutti i pensieri lasciati in ricordo di Fabrizio De André tra il 7 e l'11 gennaio 2005. Un caloroso ringraziamento va a tutti coloro hanno voluto partecipare.
Ho incontrato poche persone nella mia vita che riesco a non dimenticare, tu sei uno di quelli. Ciao Faber
     
           
Ricordi per l'anno 2005

martedì 11 gennaio 2005, ore 13.07
Ti ricordo... il cuore rallenta, la testa cammina
di Giuliana

martedì 11 gennaio 2005, ore 13.34
Non posso dire altro che ti voglio bene e so che sei anche con me. Amo la tua opera più d'ogni altra cosa al mondo. Spero tu possa cullare i miei sogni di bambina. Sei la mia vita Faber,sei tanto bello. Un bacio Con tanto affetto RosaDiRame "...finchè l'aria azzurra diventi casa..."
di RosaDiRame

martedì 11 gennaio 2005, ore 14.21
La tua musica e le tue parole saranno sempre nella mia vita...
di Roberto '79

martedì 11 gennaio 2005, ore 14.58
...te ne sei andato il giorno del mio compleanno e per me sarà impossibile dimenticarti...
di giatata

martedì 11 gennaio 2005, ore 16.12
non c'è parola n'è pensiero n'è conforto per il dispiacere di averti perso
di walter(pi)

martedì 11 gennaio 2005, ore 17.54
Se tutte avessero un senso probabilmente non esisterebbero gli artisti e nemmeno i bambini.
di antonella

martedì 11 gennaio 2005, ore 20.10
Ogni anno c'è un giorno in cui scendo a patti con la sua assenza. Di mezza sera, stavolta; il 28 dicembre 2004 il mio dolore è venuto a ricordarmi che gennaio sarebbe arrivato a rivendicare la sua vocazione al trionfo, ed al pianto. E' surreale quello che mi succede da 6 anni, perchè non ho mai riconosciuto questa modalità tutta italiana di darsi un tempo definito per commemorare i morti. Il 2 novembre, gli anniversari, le messe celebrative non mi sono mai appartenuti, non ho mai scelto questa modalità. Per Faber è stata questa modalità che ha scelto me. E' gennaio che chiede alla mia memoria di piangere Faber dagli occhi, e non solo dall'anima come nel resto del tempo passato da quando lui ci ha privati della sua carne e delle sue parole. Faber era carne. E a gennaio l'assenza di Faber diventa corporea, come lo è stata la sua morte. Non solo la dissoluzione di tutta la Bellezza che ancora pulsava nella testa, ma la deriva di un corpo che non ha saputo sostenere quella Bellezza. Da sei anni mi manca la Bellezza che non ci ha detto, a gennaio mi manca la sua carne e maledico la sua morte di sangue fermo, di occhi zitti e labbra chiuse. La sua morte di carne. Piango il corpo di Fabrizio che ha gelato le sue parole come quelle di Piero, e per piangere un corpo servono lacrime vere, bagnate e acide, lacrime di carne e non solo di parole.
di faberfrench

martedì 11 gennaio 2005, ore 20.35
Il suo silenzio non sarà mai perituro: evidenzia sempre più l'imperfezione del mondo.
di Admeto

martedì 11 gennaio 2005, ore 21.07
E' due ore che mi rimbomba nelle orecchie "la città vecchia". Ci ricordavi la vita delle persone semplici. Me la ricordi ancora. Ciao Faber
di co

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