| Ricordi
per l'anno 2009
domenica 11 gennaio 2009, ore 00.07
le tue parole i tuoi versi meriterebbero un mondo che non ti merita.
di alito chinabini
domenica 11 gennaio 2009, ore 00.09
immenso
di patriziopt
domenica 11 gennaio 2009, ore 00.12
fabrizio una vita x gli emarginati tutta l'italia ti ricorda x il tuo credere nelle tue azioni....
di pippo
domenica 11 gennaio 2009, ore 00.13
ciao faber
di matteo
domenica 11 gennaio 2009, ore 00.14
GRAZIE!
di pas
domenica 11 gennaio 2009, ore 00.16
Ciao Fabrizio, ti voglio bene.
di Alessio
domenica 11 gennaio 2009, ore 00.24
è stato un grande cantautore-poeta e la canzone di Marinella è forse la più bella canzone della musica italiana (e subito dopo per me viene però la "impudica" Bocca di Rosa) tanto da proporlo per un accostamento al realismo magico del grande scrittore brasiliano Jorge Amado, su cui sarebbe bello verificare delle somiglianze, soprattutto per alcuni temi trattati con una leggerezza e con una prosa indimenticabile. La Canzone di Marinella una storia truce, di cronaca nera, raccontata come una fiaba sognante e con una delicatezza da far piangere e da far immaginare che questo modo in cui esistono storie reali orribili e stragi di innocenti (vedi anche di questi giorni il genocidio contro il popolo palestinese di Gaza, soprattutto donne e bambini) possa anzi debba anche in futuro riservarci speranza, pace, tranquillità e felicità a tutti. Principalmente un uomo che ci ha resi migliori tutti noi e da cui trarre insegnamenti per un mondo migliore per tutti, partendo dai più deboli, dagli afflitti, dai derelitti della vita. E se non erro 2000 anni fa un altra persona predicava tutto ciò ma a tuttoggi non sembra essere stato ascoltato neanche lui, soprattutto dai potenti. E forse dovrebbe farci riflettere che più che comandare, sproloquiare, distruggere, insegnare senza spirito critico, bisogna forse imparare prima di tutto ad ascoltare per cambiare noi stessi e il mondo. Penso che lui nelle sue canzoni abbia tentato di fare ciò, senza paura di sbagliare (almeno nelle canzoni) perchè soprattutto era un uomo libero, anzi uno spirito libero come pochi ne esistono anche oggi in questo paese amato nonostante tutto che si chiama Italia. Come diceva Alce Nero del grande capo Lakota Cavallo Pazzo (assassinato dai soldati americani) oggi ".....non è importante dov'è il suo corpo perchè ormai è erba ma dov'è il suo spirito sarebbe bello stare......" Lunga vita a Fabrizio de Andrè e alle sue canzoni e lunga vita a tutte le bocche di rosa del mondo
di Perla
domenica 11 gennaio 2009, ore 00.25
Sono molto giovane,ho 20 anni,ma sono cresciuta con la tua voce e i tuoi pensieri in note.Mia mamma mi cantava La canzone di Marinella per farmi addormentare perchè non conosceva ninnananne.Crescendo mi sono resa conto che di uomini come te ne nascono davvero molto pochi.Il resto dell'umanità si perde dietro falsi dei,pregiudizi,si nasconde...tu hai avuto il coraggio di andare sempre e comunque in direzione ostinata e contraria...non avrai fatto la rivoluzione,ma se anche avessi cambiato una sola persona,se anche avessi spinto verso la decisione giusta un solo cuore, se avessi portato a pensare una sola mente...saresti un grande uomo lo stesso... perchè sei stato prima di tutto un uomo,un uomo libero,e di questo ti ringrazierò per sempre. Sei la colonna sonora della mia vita...e vorrei tanto poterti vedere.Ci ritroveremo un giorno,e potrò salutarti stringendoti la mano,amico fragile.Se sarò una donna migliore,sarà merito tuo.Grazie.
di Aspasia
domenica 11 gennaio 2009, ore 00.31
Non è un pensiero,è un ricordo. Il 12 aprile 99 nella sala parto dove veniva alla luce mia figlia Lucrezia, una radio privata commerciale che mai aveva trasmesso musica italiana ha diffuso IL PESCATORE proprio nel momento in cui la piccola nasceva....
di LAURIXX
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