L'ALBUM IN BREVE
di Marcello Motta

"Anime Salve", titolo nato dall'analisi dell'etimologia dei due termini, da cui "Spiriti Solitari", è l'ultimo album in studio in ordine di tempo di Fabrizio De André.

La collaborazione con Ivano Fossati, coautore dell'album, pone le sue radici nell'album precedente, "Le nuvole", là dove nel brano "A çimma" i due cantautori genovesi avevano già manifestato la loro capacità collaborativa attraverso il loro comune sentimento di appartenenza ad una terra, la Liguria, e ai suoi rituali. Una collaborazione talmente profonda che, negli intendimenti originari, quest'ultimo album avrebbe dovuto avere la firma "De André e Fossati", con l'idea, perfino, di aprire una successiva turné in coppia.

Per varie vicissitudini, di carattere prettamente artistico, si è poi deciso di lasciare solo il nome di Fabrizio De André in copertina anche se di fatto l'album è firmato da entrambi: "... Io mi sono occupato prettamente dei testi, Ivano della musica ...", diceva Faber presentanto questo lavoro discografico.

L'intero album risulta, musicalmente sia per la scelta dei musicisti sia per la cura del suono, uno dei lavori più "alti" del cantautore genovese, e sicuramente uno degli album più importanti dell'intera discografica italiana. Il tema centrale è quello della solitudine: una solitudine scelta, quella che potremmo banalmente definire "necessaria per ritrovare se stessi", la solitudine di un popolo, quello rom nella fattispecie, quello delle minoranze in senso lato.

I temi portanti vibrano in tutte le canzoni, dalla vicenda di "Prinçesa" che si trova intrappolata in un corpo non suo e cerca la sua vera forma, al racconto, perfezione di sintesi, dell'intera Storia di un popolo, quello rom in "Khorakhané" (letteralmente "a forza di essere vento").

Poi c'è "Dolcenera" che racconta una vicenda di amore non consumato nello svolgersi dell'alluvione di Genova dei primi anni '70; la solitudine del pescatore (un nuovo pescatore) che cerca la ricchezza dietro a tre ami e a una stella marina, una ricchezza che solo lui conosce e che gli permetterà di realizzare i suoi sogni.

C'è un lavoro da mosaicista splendido dietro a "Smisurata Preghiera" dove De André raccoglie e seleziona parole non sue ma di Alvar Mutis e le unisce fra loro per ri-dipingere un nuovo quadro mettendo a confronto maggioranze e minoranze. C'è uno sguardo al passato, ai primi anni di vita, tra i prati dell'astigiano, dove si formò la vocazione di De André per la natura, una vocazione mai dimenticata in "Ho visto Nina volare". E, naturalmente, non manca il genovese in "A cumba", il dialogo tra un padre e il pretendente di sua figlia là dove le metafore fanno da padrone nello svolgersi del brano.

"Anime Salve" è un lavoro corposo, rotondo, ricco di suoni caldi, dove, probabilmente per la prima volta, si ritrova la voce di De André nella sua pienezza grazie al grande lavoro di Piero Milesi, arrangiatore dell'album e ai musicisti, praticamente tutti quelli che hanno collaborato con Faber nel corso del tempo. Un lavoro maturo, il più maturo oserei dire che dimostra come la linea di crescita nella creatività dell'artista risultasse continuamente in salita e come il picco si sia raggiunto qui, solo per colpa di un "destino ridicolo".