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La
Collina
è la canzone corale, e dal punto di
vista poetico, FDA opera una scelta del tutto aderente al
testo di masters, avanzando, come masters stesso, la figura
“sopra le righe” di Jones, che è disponibile alla vita,
che si risolve da solo i propri problemi esistenziali,
scegliendo il gioco, il rifiuto delle responsabilità, non
seppellendo la libertà, ma facendosi da essa trasportare. Nel
confronto emerge la valutazione dell’aborto per FDA, come
errore, valutazione che spoglia l’aborto delle valenze
prettamente negative e immorali proprie del senso comune.
Un
Matto
(Frank Drummer)
Emerge il contrasto del singolo non
capito, che decide di porsi un obiettivo, per lui, di
altissimo valore: imparare la enciclopedia a memoria, ma non
per cultura propria, o per piacere personale, bensì per
stupire. Obiettivo, questo che, al di là delle motivazioni
che lo hanno generato, risulta talmente fuori dalla realtà da
portarlo dall’accusa di pazzia, concretizzata
nell’internamento (eliminazione dell’indesiderato). Una
cosa importante, il gioco delle luci e delle ombre.
Un
Giudice
(Selah Liveley)
In questa canzone il De Andrè
contestatore si scatena, disegnando un personaggio che diventa
una carogna a causa della gente che è stata a sua volta
carogna nei suoi confronti. La canzone è molto più
irriverente, ai limiti del turpiloquio, non solo verbale. Si
pensa alla ragazza, al motivo per cui si avvicina al giudice
per un motivo sussurrato, pienamente comprensibile. De Andrè
aggiunge la genuflessione del giudice, prima di morire,
sottolineando la sua filosofia di vita: il giudice non è
certo di cosa ci sia al di là della vita, ma a buoni conti
una genuflessione non costa nulla. Il tema del villaggio, qui,
sconfina ancora più marcatamente in quello più generale di
“sistema”, come logica di interessi che coinvolgono le
sfere del potere (gli affaristi, gli uomini di legge, la
chiesa).
Un
Blasfemo
(Wendell P. Bloyd)
Viene sostituita la morte per mano dell’infermiere
cattolico con la morte, sempre violenta, per mano delle
guardie. L’accusa quindi si sposta verso le forze di polizia
che il sistema si dota per proteggersi. È ancora una volta il
Sistema, non dio, che costringe l’uomo alla libertà
relativa di un giardino incantato. Tema musicale ispirato ad
una ballata popolare inglese.
Un
Malato
di cuore (Francis
Turner)
L’esclusione da
parte degli altri, l’invidia che non arriva al culmine perché
viene neutralizzata dall’amore, che si completa nel gesto di
un bacio. Il senso poetico della canzone amplia la poesia di
Masters.
Un
Medico
(Dr. Siegfied Iseman)
Il sogno infantile (i
ciliegi che sanguinano di frutti come immagine poetica) che
realizza il suo essere bambino. La forma canzone è essa
stessa ingenua, infantile quasi filastrocca quando si ha la
ripetizione dei versi. È acuita la visione poetica ma anche
polemica (egli infatti divenne medico “né per un dio ma
nemmeno per gioco” ma solo per fare ritornare i ciliegi in
fiore), ma rimane sempre un sottofondo di fanciullaggine. Il
giudice che lo condanna, infatti, per contrasto viene
descritto da FDA come “con la faccia da uomo”.
Un
Chimico
(Trainor, il farmacista)
Nella visione di FDA
traspare un personaggio meno distaccato, meno algido. C’è
un maggiore senso di rimpianto, quasi che il farmacista
sentisse la malinconia per la rinuncia fatta, ponendo al di
sopra di tutto la scienza, la volontà di razionalizzare ed
imbrigliare nella logica il senso della vita.
Il
Suonatore
Jones
FDA:
“Non c’è dubbio che questa per me è stata la poesia più
difficile. Calarsi nella realtà degli altri personaggi pieni
di difetti e di complessi è stato relativamente facile, ma
calarsi in questo personaggio così sereno da suonare per puro
divertimento, senza farsi pagare, per me che sono un
professionista della musica, è stato tutt’altro che facile.
Per Jones la musica non è un mestiere, un’alternativa: è
la sua stessa vita. Ridurla ad un mestiere sarebbe come
seppellire la libertà, o rinchiuderla in un campo coltivato,
recintato, protetto, anche con filo spinato, per scacciare
ospiti indesiderati. E in questo momento non so dirti se non
finirò prima o poi per seguire il suo esempio”.
Corollario:
un sito che parla di De André e della sua rilettura di Spoon
River - http://www-utenti.dsc.unibo.it/~niccolai/ig/ |