Fabrizio De Andre'

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ISPIRAZIONI
Dormono sulla collina
lettura narrativa e opera musicale de "L'Antologia di Spoon River".

Un connubio di Poesia e Musica in questo particolare spettacolo tenuto il 17 maggio del 2003 a Langhirano (Parma) presso il Centro culturale polivalente, organizzato dal gruppo musicale "Anime Salve" insieme ad una Ensemble di lettura, "Lettera Viva".

La Collina
è la canzone corale, e dal punto di vista poetico, FDA opera una scelta del tutto aderente al testo di masters, avanzando, come masters stesso, la figura “sopra le righe” di Jones, che è disponibile alla vita, che si risolve da solo i propri problemi esistenziali, scegliendo il gioco, il rifiuto delle responsabilità, non seppellendo la libertà, ma facendosi da essa trasportare. Nel confronto emerge la valutazione dell’aborto per FDA, come errore, valutazione che spoglia l’aborto delle valenze prettamente negative e immorali proprie del senso comune.

Un Matto (Frank Drummer)
Emerge il contrasto del singolo non capito, che decide di porsi un obiettivo, per lui, di altissimo valore: imparare la enciclopedia a memoria, ma non per cultura propria, o per piacere personale, bensì per stupire. Obiettivo, questo che, al di là delle motivazioni che lo hanno generato, risulta talmente fuori dalla realtà da portarlo dall’accusa di pazzia, concretizzata nell’internamento (eliminazione dell’indesiderato). Una cosa importante, il gioco delle luci e delle ombre.

Un Giudice (Selah Liveley)
In questa canzone il De Andrè contestatore si scatena, disegnando un personaggio che diventa una carogna a causa della gente che è stata a sua volta carogna nei suoi confronti. La canzone è molto più irriverente, ai limiti del turpiloquio, non solo verbale. Si pensa alla ragazza, al motivo per cui si avvicina al giudice per un motivo sussurrato, pienamente comprensibile. De Andrè aggiunge la genuflessione del giudice, prima di morire, sottolineando la sua filosofia di vita: il giudice non è certo di cosa ci sia al di là della vita, ma a buoni conti una genuflessione non costa nulla. Il tema del villaggio, qui, sconfina ancora più marcatamente in quello più generale di “sistema”, come logica di interessi che coinvolgono le sfere del potere (gli affaristi, gli uomini di legge, la chiesa).

Un Blasfemo (Wendell P. Bloyd)
Viene sostituita la morte per mano dell’infermiere cattolico con la morte, sempre violenta, per mano delle guardie. L’accusa quindi si sposta verso le forze di polizia che il sistema si dota per proteggersi. È ancora una volta il Sistema, non dio, che costringe l’uomo alla libertà relativa di un giardino incantato. Tema musicale ispirato ad una ballata popolare inglese.

Un Malato di cuore (Francis Turner)
L’esclusione da parte degli altri, l’invidia che non arriva al culmine perché viene neutralizzata dall’amore, che si completa nel gesto di un bacio. Il senso poetico della canzone amplia la poesia di Masters.

Un Medico (Dr. Siegfied Iseman)
Il sogno infantile (i ciliegi che sanguinano di frutti come immagine poetica) che realizza il suo essere bambino. La forma canzone è essa stessa ingenua, infantile quasi filastrocca quando si ha la ripetizione dei versi. È acuita la visione poetica ma anche polemica (egli infatti divenne medico “né per un dio ma nemmeno per gioco” ma solo per fare ritornare i ciliegi in fiore), ma rimane sempre un sottofondo di fanciullaggine. Il giudice che lo condanna, infatti, per contrasto viene descritto da FDA come “con la faccia da uomo”.

Un Chimico (Trainor, il farmacista)
Nella visione di FDA traspare un personaggio meno distaccato, meno algido. C’è un maggiore senso di rimpianto, quasi che il farmacista sentisse la malinconia per la rinuncia fatta, ponendo al di sopra di tutto la scienza, la volontà di razionalizzare ed imbrigliare nella logica il senso della vita.

Il Suonatore Jones
FDA: “Non c’è dubbio che questa per me è stata la poesia più difficile. Calarsi nella realtà degli altri personaggi pieni di difetti e di complessi è stato relativamente facile, ma calarsi in questo personaggio così sereno da suonare per puro divertimento, senza farsi pagare, per me che sono un professionista della musica, è stato tutt’altro che facile. Per Jones la musica non è un mestiere, un’alternativa: è la sua stessa vita. Ridurla ad un mestiere sarebbe come seppellire la libertà, o rinchiuderla in un campo coltivato, recintato, protetto, anche con filo spinato, per scacciare ospiti indesiderati. E in questo momento non so dirti se non finirò prima o poi per seguire il suo esempio”.

Corollario: un sito che parla di De André e della sua rilettura di Spoon River - http://www-utenti.dsc.unibo.it/~niccolai/ig/



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