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RAGIONAMENTI
INTORNO ALLA POESIA |
| Jamin-a |
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Fabrizio fu
processato per oscenità per quel geniale capolavoro che
è “Carlo Martello (Ritorna Dalla Battaglia Di
Poitiers)” scritto a quattro mani con quel tipaccio di
Paolo Villaggio. Leggendo la traduzione di Jamin-a mi
viene da sorridere. In Carlo Martello De Andrè cantava
versi come questi:
È mai possibile o porco di un cane
che le avventure in codesto reame
debban risolversi tutte con grandi puttane
anche sul prezzo c'è poi da ridire
ben mi ricordo che pria di partire
v'eran tariffe inferiori alle tremila lire
Mentre Jamin-a è fatta di versi come questi:
ma seu Jamin-a
ti me perdunié
se nu riûsciò a ésse porcu
cumme i teu pensë
destacchete Jamin-a
lerfe de ûga spin-a
fatt'ammiâ Jamín-a
roggiu de mussa pin-a
e u muru 'ntu sûù
sûgu de sä de cheusce
duve gh'è pei gh'è amù
sultan-a de e bagascie
Traduzione
sorella mia Jamina
mi perdonerai
se non riuscirò a essere porco
come i tuoi pensieri
staccati Jamina
labbra di uva spina
fatti guardare Jamina
getto di fica sazia
e la faccia nel sudore
sugo di sale di coscie
dove c'è pelo c'è amore
sultana delle troie
Dal processo per Carlo Martello a Jamin-a ci sono 17
anni di canzoni, c’è una rivoluzione musicale ma,
soprattutto, una rivoluzione culturale di mezzo; e poi
ad uno come lui non si poteva impedire di parlare di
certe cose. Jamin-a è forse una delle canzoni più
sensuali che siano mai state scritte, sarebbe sensuale
anche senza il testo a dire il vero, la musica di questa
canzone (ma dell’intero disco, un contributo ai suoni
del mediterraneo ma soprattutto un atto d’amore per
Genova) è un capolavoro assoluto.
In Jamin-a Faber ci conduce in un terreno che lui
conosceva bene; il terreno del piacere carnale, il
terreno di quelle donne che hanno contribuito a renderlo
un po’ dannato e maledetto, le troie. Come quelle di
Via del Campo, come Bocca di Rosa, come Biancamaria che
se ne frega della decenza, Jamin-a è una di loro, una
puttana di colore, puttana di qualche isola lontana,
puttana di marinai, di viaggiatori forse.
Sicuramente Jamin-a non fa l’amore per noia, lo fa per
passione ma non è chiaro se ci guadagni sopra qualcosa,
a noi non resta che immaginare il piacere di una donna
quasi dea .
Ma la canzone si commenta da sola, quello che invece ci
dovrebbe far ancora riflettere è lo stesso punto di
sempre; il Respiro Poetico che contraddistingue
l’opera di Fabrizio De Andrè.
Il verso getto di fica sazia non è osceno proprio perché
dovunque Faber ha poggiato la penna, qualunque storia
lui ha raccontato, vera o verosimile, qualsiasi persona
o personaggio toccato dal suo genio, dal ladrone in
croce accanto a quel gran rivoluzionario che era Cristo
(Il Testamento di Tito) a Pasquale Cafiero brigadiere
del carcere (Don Raffaé) , da lui e sua moglie Dori
prigionieri dei sequestratori ( Hotel Supramonte)
all’invocazione rivolta a Dio perché accolga
l’anima del collega e amico Luigi Tenco(Preghiera in
Gennaio), ai personaggi ripresi da Master (e
notevolmente migliorati) a Jamin-a….Lui non ha mai
smentito la sua più grande dote, quella di essere un
Poeta; destinato ad essere ricordato, studiato e
commentato ancora per molti, moltissimi anni, come si
deve agli immortali del suo genere.
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a cura di Maurizio Perelli
cinqueconfini@tiscali.it
FaberDeAndré.Com
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