Fabrizio De Andre'

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RAGIONAMENTI INTORNO ALLA POESIA
Canzone del maggio
E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.


Le rivoluzioni non ci sono più….o forse non c’è più quel tipo di rivoluzione…il sessantotto ha perso, forse perché i sessantottini si sono venduti; la fantasia non è al potere.

Chissà Fabrizio cosa avrebbe detto del G8 nella sua Genova, di tutta quella devastazione…chissà…forse si sarebbe incazzato con i manifestanti più violenti (e senza tanta poesia, teste di cazzo avrebbe detto) ma avrebbe poi scritto qualcosa per i martiri della Bolzaneto, la notte che le pantere ci mordevano il sedere.

Ed ora Genova è di nuovo Genova…e della devastazione non è rimasta traccia, forse perché votiamo e voteremo sempre la sicurezza e la disciplina. E alla fine è vero che resta solo qualche studente….quando le fabbriche riaprono battenti….in ogni angolo del mondo non cambia il potere, cambia soltanto chi occupa il posto di potere.

Le barricate vengono sconfessate dalla televisione, forse la paura è sempre la stessa…quella di cambiare,forse temiamo la libertà! 

E allora un nuovo maggio ci vorrebbe…per farci sentire da chi non sente le ragioni del vertice di Joannesburg, da chi ci soffoca con le emissioni di gas velenosi nell’aria, da chi preferisce le guerre alla gioia di vivere. E alla fin fine, se verrà di nuovo la rivoluzione, saranno sempre troppi quelli che preferiranno rimanere a guardare. Quelli che alla fine saranno sempre assolti, quelli che non stanno ne da una parte ne dall’altra, quelli che sarebbero rimasti per sempre sotto gli austriaci e poi si sono adeguati senza problemi allo stato italiano, quelli che fanno il gioco del capitalismo ma potrebbero vivere tranquillamente anche con un sistema di economia sostenibile.

Alla fin fine il nostro maggio farà comunque a meno del loro coraggio senza troppi problemi…certa gente vive per diventare vecchia, senza troppi sogni ne aspirazioni, cercano una guida forte che prenda le decisioni per loro….a noi non ci resta che urlare davanti alle loro case, davanti alle porte che ci sbattono in faccia, davanti alla loro faccia da culo mentre dei ragazzi vengono massacrati sui marciapiedi, davanti al loro disinteresse.

Non ci sono più le rivoluzioni, forse perché non ci sono più i rivoluzionari di un certo stampo, quelli romantici di una volta, forse perché una rivoluzione anarchico individualista è un controsenso in termini, perché l’anarchia è dentro di noi.

Oggi i rivoluzionari sono quelli come Gino Strada, che vanno a Kabul e ovunque ci sia una guerra per riattaccare braccia e gambe…gente seria, che la rivoluzione la fa continuamente, che si batte per il bene mentre tutti noi stronzi aspettiamo soltanto di scendere in piazza a urlare slogan, a tirare di nuovo su le barricate….forse non è nemmeno giusto combattere la violenza con la violenza…ma davanti al manganello resta sempre il sasso, l’importante è che prima arrivi sempre la botta del manganello e poi il lancio del sasso, secondo chi scrive.

Anche se a Genova, come ha detto Beppe Grillo, i sassi non c’erano (le rivoluzioni le ha uccise l’asfalto) e allora tutti tiravano quello che capitava sotto mano…chi un cartello, chi un vigile, chi un estintore .

E i protagonisti di quel maggio lontano, di quel sessantotto, chissà cosa fanno oggi?

Quelli che hanno avuto successo nella vita sono quasi tutti quelli che dovremmo andare a combattere, se ancora ha senso, combattere.

Quelli che sono rimasti sognatori un po’ li ha fregati il terrorismo qualche tempo dopo,altri sono morti, altri li vediamo quasi vecchi, figure un po’ tristi che si sono adeguate al girotondo di Moretti… alla fin fine non hanno fatto una bella fine.

IMPORTANTE: Recentemente, in internet, ho rintracciato una versione non ufficiale di questa canzone. Il testo è un po’ diverso (qui sotto riporto alcuni versi) ma non meno bello, la qualità non è ottima.

Se la paura di guardare
Vi ha fatto guardare in terra
Se avete deciso in fretta
Che non era la vostra guerra
Voi non avete fermato il tempo
Gli avete fatto perdere tempo.

Se avete lasciato fare ai protagonisti dei manganelli
Per liberarvi di noi canaglie
Di noi teppisti, di noi ribelli
Lasciandoci in buona fede sanguinare sui marciapiede
Anche se ora…


a cura di Maurizio Perelli

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