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RAGIONAMENTI
INTORNO ALLA POESIA |
| Canzone del maggio |
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E se
credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
Le rivoluzioni non ci sono più….o forse non c’è più
quel tipo di rivoluzione…il sessantotto ha perso,
forse perché i sessantottini si sono venduti; la
fantasia non è al potere.
Chissà Fabrizio cosa avrebbe detto del G8 nella sua
Genova, di tutta quella devastazione…chissà…forse
si sarebbe incazzato con i manifestanti più violenti (e
senza tanta poesia, teste di cazzo avrebbe detto) ma
avrebbe poi scritto qualcosa per i martiri della
Bolzaneto, la notte che le pantere ci mordevano il
sedere.
Ed ora Genova è di nuovo Genova…e della devastazione
non è rimasta traccia, forse perché votiamo e voteremo
sempre la sicurezza e la disciplina. E alla fine è vero
che resta solo qualche studente….quando le fabbriche
riaprono battenti….in ogni angolo del mondo non cambia
il potere, cambia soltanto chi occupa il posto di
potere.
Le barricate vengono sconfessate dalla televisione,
forse la paura è sempre la stessa…quella di
cambiare,forse temiamo la libertà!
E allora un nuovo maggio ci vorrebbe…per farci sentire
da chi non sente le ragioni del vertice di Joannesburg,
da chi ci soffoca con le emissioni di gas velenosi
nell’aria, da chi preferisce le guerre alla gioia di
vivere. E alla fin fine, se verrà di nuovo la
rivoluzione, saranno sempre troppi quelli che
preferiranno rimanere a guardare. Quelli che alla fine
saranno sempre assolti, quelli che non stanno ne da una
parte ne dall’altra, quelli che sarebbero rimasti per
sempre sotto gli austriaci e poi si sono adeguati senza
problemi allo stato italiano, quelli che fanno il gioco
del capitalismo ma potrebbero vivere tranquillamente
anche con un sistema di economia sostenibile.
Alla fin fine il nostro maggio farà comunque a meno del
loro coraggio senza troppi problemi…certa gente vive
per diventare vecchia, senza troppi sogni ne
aspirazioni, cercano una guida forte che prenda le
decisioni per loro….a noi non ci resta che urlare
davanti alle loro case, davanti alle porte che ci
sbattono in faccia, davanti alla loro faccia da culo
mentre dei ragazzi vengono massacrati sui marciapiedi,
davanti al loro disinteresse.
Non ci sono più le rivoluzioni, forse perché non ci
sono più i rivoluzionari di un certo stampo, quelli
romantici di una volta, forse perché una rivoluzione
anarchico individualista è un controsenso in termini,
perché l’anarchia è dentro di noi.
Oggi i rivoluzionari sono quelli come Gino Strada, che
vanno a Kabul e ovunque ci sia una guerra per
riattaccare braccia e gambe…gente seria, che la
rivoluzione la fa continuamente, che si batte per il
bene mentre tutti noi stronzi aspettiamo soltanto di
scendere in piazza a urlare slogan, a tirare di nuovo su
le barricate….forse non è nemmeno giusto combattere
la violenza con la violenza…ma davanti al manganello
resta sempre il sasso, l’importante è che prima
arrivi sempre la botta del manganello e poi il lancio
del sasso, secondo chi scrive.
Anche se a Genova, come ha detto Beppe Grillo, i sassi
non c’erano (le rivoluzioni le ha uccise l’asfalto)
e allora tutti tiravano quello che capitava sotto
mano…chi un cartello, chi un vigile, chi un estintore
.
E i protagonisti di quel maggio lontano, di quel
sessantotto, chissà cosa fanno oggi?
Quelli che hanno avuto successo nella vita sono quasi
tutti quelli che dovremmo andare a combattere, se ancora
ha senso, combattere.
Quelli che sono rimasti sognatori un po’ li ha fregati
il terrorismo qualche tempo dopo,altri sono morti, altri
li vediamo quasi vecchi, figure un po’ tristi che si
sono adeguate al girotondo di Moretti… alla fin fine
non hanno fatto una bella fine.
IMPORTANTE: Recentemente, in internet, ho
rintracciato una versione non ufficiale di questa
canzone. Il testo è un po’ diverso (qui sotto riporto
alcuni versi) ma non meno bello, la qualità non è
ottima.
Se la paura di guardare
Vi ha fatto guardare in terra
Se avete deciso in fretta
Che non era la vostra guerra
Voi non avete fermato il tempo
Gli avete fatto perdere tempo.
Se avete lasciato fare ai protagonisti dei manganelli
Per liberarvi di noi canaglie
Di noi teppisti, di noi ribelli
Lasciandoci in buona fede sanguinare sui marciapiede
Anche se ora…
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a cura di Maurizio Perelli
cinqueconfini@tiscali.it
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