Fabrizio De Andre'

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RAGIONAMENTI INTORNO ALLA POESIA
Bocca di Rosa
Chi di voi non ha il “solito posto” dove incontrare i “soliti amici” per bere una birra, dopo cena?

Il mio solito posto è un piccolo pub nella zona medievale del mio paese da tremila anime.

L’altra sera c’era molta gente, gente di fuori, una festa di lavoro o qualcosa del genere, quasi tutti uomini. Ma tra questi uomini c’era una splendida quarantenne, in minigonna bianca e stivali rossi. Non aveva una birra tutta per se, poggiava le sue labbra rosso fuoco sui boccali di tutti, come poggiava anche il suo culo, sulle gambe di tutti. Camminava su e giù per il locale, rideva, ballava. Una donna stupenda, da perderci la ragione soltanto a guardarla

Ma cosa c’entra De André con un pub simil irlandese, una donna in minigonna e una cinquantina di uomini mezzi ubriachi?

Fabrizio arriva con un bicchierino di grappa, dopo che qualcuno ha cantato una canzone di Ligabue, in un attimo di quasi silenzio, mentre si cambia il floppy per la nuova base musicale. La grappa è ben stretta nella mano destra della nostra signora, con la sinistra impugna il microfono. Tutti la stiamo a guardare.

Ci aspettiamo che parta la musica, forse ha fatto una richiesta, invece no….

La chiamavano bocca di rosa
metteva l'amore, metteva l'amore,
la chiamavano bocca di rosa
metteva l'amore sopra ogni cosa.

Appena scesa alla stazione
del paesino di Sant'Ilario
tutti si accorsero con uno sguardo
che non si trattava di un missionario.


Canta Bocca di Rosa, la nostra signora, senza musica. Non parte nessuna base, gli storpiatori di canzonette devono aver pazienza. Si blocca dopo le prime due strofe, ci serve un applauso per farla ripartire, e infatti riparte.

Nessuno parla, nessuno ride, io mormoro le parole della canzone che senza musica ormai è poesia e la serata karaoke ormai un reading. Guardo le gambe, dio santo che gambe!

Recita tutta Bocca di Rosa, poi io mi alzo in piedi, perché certi spettacoli meritano la standing ovation….lo ammetto, non so perché, ma sono emozionato. Era bellissima, questa signora, ve lo assicuro, e avreste dovuto sentirla, con quale forza ha quasi urlato:

C'è chi l'amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
Bocca di Rosa né l'uno né l'altro
lei lo faceva per passione


Quasi a rivendicare un diritto, un diritto che io ho visto scritto nelle sue gambe, nella sua gioia, nel suo sorriso, nella sua bellezza, nel suo vagabondare da tavolo a tavolo, da bicchiere a bicchiere, negli occhi, concedetemelo , cattivi, delle ragazze che dentro al pub erano con mariti o fidanzati che non potevano evitare di guardarla, il diritto di essere donna, di essere bella. Forse mi sbaglio, forse era solamente ubriaca, forse nella sua vita c’è solo un letto e un mezzo ometto da amare, dopo aver cantato la Guerra di Piero e la Canzone di Marinella è andata via con tutti gli altri, con tutti i suoi colleghi che l’abbracciavano contenti, tutti gli occhi lì dentro erano per lei, gli occhi maschili, pieni di voglia, gli occhi femminili, pieni di odio. L’odio bigotto, l’odio ridicolo della gelosia.

Chissà come avranno finito la serata, forse quel tizio con gli occhiali ci è riuscito, forse alla fine lei ha scelto lui…oppure l’altro, quello più vecchio….o quello con la giacca di velluto…o un altro incontrato per strada…..forse qualcuno ha passato una bella nottata, forse no…però concedetemi l’illusione di aver incontrato Bocca di Rosa, una Splendida Signora che non dimenticherò mai.


a cura di Maurizio Perelli

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