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RAGIONAMENTI
INTORNO ALLA POESIA |
| Bocca di Rosa |
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Chi di voi
non ha il “solito posto” dove incontrare i “soliti
amici” per bere una birra, dopo cena?
Il mio solito posto è un piccolo pub nella zona
medievale del mio paese da tremila anime.
L’altra sera c’era molta gente, gente di fuori, una
festa di lavoro o qualcosa del genere, quasi tutti
uomini. Ma tra questi uomini c’era una splendida
quarantenne, in minigonna bianca e stivali rossi. Non
aveva una birra tutta per se, poggiava le sue labbra
rosso fuoco sui boccali di tutti, come poggiava anche il
suo culo, sulle gambe di tutti. Camminava su e giù per
il locale, rideva, ballava. Una donna stupenda, da
perderci la ragione soltanto a guardarla
Ma cosa c’entra De André con un pub simil irlandese,
una donna in minigonna e una cinquantina di uomini mezzi
ubriachi?
Fabrizio arriva con un bicchierino di grappa, dopo che
qualcuno ha cantato una canzone di Ligabue, in un attimo
di quasi silenzio, mentre si cambia il floppy per la
nuova base musicale. La grappa è ben stretta nella mano
destra della nostra signora, con la sinistra impugna il
microfono. Tutti la stiamo a guardare.
Ci aspettiamo che parta la musica, forse ha fatto una
richiesta, invece no….
La chiamavano bocca di rosa
metteva l'amore, metteva l'amore,
la chiamavano bocca di rosa
metteva l'amore sopra ogni cosa.
Appena scesa alla stazione
del paesino di Sant'Ilario
tutti si accorsero con uno sguardo
che non si trattava di un missionario.
Canta Bocca di Rosa, la nostra signora, senza musica.
Non parte nessuna base, gli storpiatori di canzonette
devono aver pazienza. Si blocca dopo le prime due
strofe, ci serve un applauso per farla ripartire, e
infatti riparte.
Nessuno parla, nessuno ride, io mormoro le parole della
canzone che senza musica ormai è poesia e la serata
karaoke ormai un reading. Guardo le gambe, dio santo che
gambe!
Recita tutta Bocca di Rosa, poi io mi alzo in piedi,
perché certi spettacoli meritano la standing ovation….lo
ammetto, non so perché, ma sono emozionato. Era
bellissima, questa signora, ve lo assicuro, e avreste
dovuto sentirla, con quale forza ha quasi urlato:
C'è chi l'amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
Bocca di Rosa né l'uno né l'altro
lei lo faceva per passione
Quasi a rivendicare un diritto, un diritto che io ho
visto scritto nelle sue gambe, nella sua gioia, nel suo
sorriso, nella sua bellezza, nel suo vagabondare da
tavolo a tavolo, da bicchiere a bicchiere, negli occhi,
concedetemelo , cattivi, delle ragazze che dentro al pub
erano con mariti o fidanzati che non potevano evitare di
guardarla, il diritto di essere donna, di essere bella.
Forse mi sbaglio, forse era solamente ubriaca, forse
nella sua vita c’è solo un letto e un mezzo ometto da
amare, dopo aver cantato la Guerra di Piero e la Canzone
di Marinella è andata via con tutti gli altri, con
tutti i suoi colleghi che l’abbracciavano contenti,
tutti gli occhi lì dentro erano per lei, gli occhi
maschili, pieni di voglia, gli occhi femminili, pieni di
odio. L’odio bigotto, l’odio ridicolo della gelosia.
Chissà come avranno finito la serata, forse quel tizio
con gli occhiali ci è riuscito, forse alla fine lei ha
scelto lui…oppure l’altro, quello più vecchio….o
quello con la giacca di velluto…o un altro incontrato
per strada…..forse qualcuno ha passato una bella
nottata, forse no…però concedetemi l’illusione di
aver incontrato Bocca di Rosa, una Splendida Signora che
non dimenticherò mai.
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a cura di Maurizio Perelli
cinqueconfini@tiscali.it
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