Girotondo,
gioco infantile di tutti. La guerra, gioco di potenti
che fa fuori tutti, compresi i bambini.
La guerra che annebbia le menti, che trascina i soldati
lontano dalle amate, la guerra dell’urlo nero delle
madri. La guerra che anche Dio sembra temere,
nascondendosi ogni volta chissà dove.
Questo è Girotondo, un canto tragico.
Il canto della più grande tragedia che l’uomo è in
grado di metter regolarmente in scena.
Di guerra muoiono tutti, sian belli, siano brutti, sian
grandi o sian piccini li distruggerà, sian furbi o sian
cretini li fulminerà.
E alla fine al posto dei prati per i giochi rimangono
soltanto buche!
L’innocenza di quante generazioni è stata uccisa,
martoriata, violentata da una guerra, da una battaglia,
da un bombardamento? E non c’è luogo su questa terra
ancora vergine di morti per coltello, per fucile, per
napalm….non c’è posto per i nostri bambini dove il
gioco possa essere una sensazione dell’anima, un modo
di essere diversi, migliori. Il gioco è il più grande
antidoto alla guerra, il gioco di un bimbo. Soltanto il
gioco può unire i bimbi palestinesi agli israeliani,
perché dietro e dentro al gioco c’è la voglia di
riscatto di un innocenza perduta da generazioni in lotta
per un nulla, perché nulla giustifica la guerra, nessun
Arciduca Francesco Ferdinando e nessun Undici Settembre.
Lo diceva Gino Strada, vero pacifista, in collegamento
con quel gioioso e maledetto cantore di tragedie globali
e personali che risponde al nome di Bruno Vespa, nei
giorni immediatamente seguenti la tragedia di Manhattan
, lo urlava quasi che la Guerra a Kabul non avrebbe
portato nulla di buono, che i marines in Afghanistan non
avrebbero fatto altro che rendere più sporche di sangue
le macerie delle due torri. Perché l’insegnamento di
Cristo, quel vecchio insegnamento che spesso anche la
chiesa ha opportunisticamente messo da parte,quello del
porgere l’altra guancia, viene letto come sintomo di
codardia, come un farsi deliberatamente metter i piedi
in testa dal nemico. La guerra non ha ucciso Bin Laden
come non ha ucciso Giorgio Doppia W Bush, la guerra mica
ammazza i comandanti, la guerra fa fuori i soldati che a
casa hanno riccioli neri ad attenderli. I comandanti non
muoiono, questi comandanti.
Moriva Che Guevara, che era un altro tipo di guerriero,
che dietro non aveva queste spinte, questa voglia di
Petrolio e di nuovi Piani Marshall. Perché dietro alla
guerra c’è l’economia Marcondiro’ndero, nessuna
cazzo di nuova scoperta, il punto è sempre lo stesso.
Il vero business della guerra è la ricostruzione.
Perché tutti un giorno diventino alleati bisogna che
tutti prima subiscano le bombe. Noi italiani le abbiamo
subite, cadevano dal cielo per far fuggire i nazisti, e
dopo che i barbari tedeschi sono tornati in quei di
Germania ci siamo resi conto che dopo vent’anni di
dittatura eravamo pronti ad esser colonizzati! E allora
tutti allegramente, oggi, andiamo ad avvelenarci il
fegato in un fottuto Mac. C’è qualcosa che lega la
scomparsa delle osterie all’arrivo dei Fast
Food….quel qualcosa si chiama Piano Marshall.
Ma questa è una mia idea, una mia fissazione, Marcondiro’ndero.
Alla fine di tutte
queste guerre cosa ci sarà di buono, quando questi tizi
tragicomici che ci governano (prego, rivedere il mitico
Dottor Stranamore, di Kubrickiana memoria) troveranno un
accordo per spartirsi questa grande ricchezza, che sia
petrolio, che sia oro o che sia, molto più
probabilmente, acqua?
Cosa avranno i bambini, in cambio delle loro gambe
mutilate, dei loro padri morti al fronte, delle loro
madri violentate?
Forse soltanto la voglia di gioco e di filastrocche… Marcondiro’ndero
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