_Band_Mimmo de' Tullio (Italia)


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Mimmo de' Tullio e l'antologia Deandreiana

Nel maggio del 2003 vi è stato un grande evento a Verona, al Teatro Camploy; un grande spettacolo in cui classe e bravura si sono messi al servizio della musica. La musica di Fabrizio De Andrè. Mimmo de' Tullio e Le Nuvole Ensemble hanno eseguito "La buona Novella - storia di una donna".Già il titolo dovrebbe fare chiarezza su quello che sia il reale contributo che dà questo artista nel continuare un percorso troppo bruscamente interrotto: quello della sensibilità di un poeta.

Una ricerca organica nella rappresentazione e nella interpretazione, sottile e nobile, con un'eco ben visibile delle corde del cantautore genovese. Queste parole sono il preludio all'incontro con un artista, non un semplice traspositore di un messaggio, interprete di cover, ma un artista che elabora un progetto alquanto impegnativo, quello della realizzazione di una Antologia Deandreiana, che ha ne "La buona novella" un passaggio obbligato, l'inizio di un percorso che tende ad affrontare omogeneamente la scalata verso la rilettura dell'opera di De Andrè.

Il panorama artistico e i media in genere sembrano aver riscoperto, ultimamente, la figura del Cristo: un Cristo umanizzato, anche guardando le recenti opere cinematografiche. Sembra che De André si dimostri anticipatore anche in questo senso...
Negli anni ’60 il Concilio propose a tutto il mondo una cristianità rappresentata soprattutto dalla figura di Cristo , un Cristo di cui l’aspetto “umano” era la vera novità dopo secoli di severa dottrina .Credo che furono questi stimoli a liberare le energie di preti come Don Milani o Padre Balducci oltre che la sensibilità di intellettuali laici come Pasolini. Fabrizio era troppo sensibile,curioso e colto per non cogliere l’enorme portata di quanto accadeva , solo che invece di proporlo a chi non avrebbe avuto problemi ad accettarlo si rivolse ,come gli veniva forse pù naturale ,al mondo laico che in quegli anni aveva individuato in Che Guevara il suo Gesù.Comunque dubito fortemente che le ragioni dell’attuale “riscoperta “ della figura di Cristo abbiano a che vedere con quanto mosse i giovani di allora
 
La scelta di rappresentare "La buona novella" è dovuta principalmente a...
In alcune conversazioni telefoniche avute con Fabrizio alla fine degli anni ’70 parlammo appunto della Buona Novella e lui mi disse che era un’opera a cui era molto legato e che gli sembrava ben riuscita anche se aveva già in mente di rimetterci mano. Poiché la pensavo (e penso) allo stesso modo, mi è riuscito naturale cominciare il progetto di una Antologia Deandreiana da quest’opera che, per durata, struttura e limpida poesia ben si presta ad essere rappresentata in teatri e luoghi sacri che diversamente rimarrebbero inibiti al lavoro di Fabrizio
 
Mi sembra che una delle attività delle cover band, almeno di molte band che suonano De André, sia quella, quando possono, di accostare al loro spettacolo iniziative benefiche come quella legata alla distribuzione del CD legato appunto a "La buona novella". Vuoi parlarne ai lettori?
Il progetto di Antologia Deandreiana prevedeva sin dall’inizio la produzione di uno spettacolo (fatto di dialoghi e canzoni) , la sua registrazione dal vivo e la pubblicazione di quella registrazione per il momento solo nella parte musicale. L’idea di collegare ogni attività (concerti o CD) anche ad un intento di “attenzione umana” credo che vada nella direzione indicata dalla poetica di De Andrè. L’importante è non farsi pubblicità ipocrita attraverso questo meccanismo ed è per questo che nel CD le motivazioni sono espresse all’interno della copertina. Penso inoltre che bisognerebbe uscire dalla logica degli “omaggi” o “ tributi” che dir si voglia.E’ come se ogni volta che va in scena un’opera di Eduardo De Filippo lo considerassimo un OMAGGIO. Un artista dopo la morte vive solo attraverso la sua opera.Chi sia stato in privato è consegnato alla memoria di amici, parenti e conoscenti. Pensi a De Amicis per esempio; fu un uomo di rara cattiveria e cinismo , ma ha lasciato un opera di BUONISMO cosmico, il libro CUORE.Chi ama il genere ama quel libro !!
 
Cantare De André è suscita più orgoglio o procura più "grattacapi" ?
Scrivo e canto da tanto tempo ,ma ho sempre amato interpretare gli autori che mi hanno emozionato (Brel, Brassens,Serrat,Dylan, Cohen.Trenet ecc…) Fino al 2001 non avevo mai cantato in pubblico Fabrizio per via di quella “ similitudine “ timbrica che peraltro molti problemi mi ha creato a causa del modo di vedere dei discografici italiani . Del resto Fabrizio vivente ho sempre pensato che se avesse ripreso le sue cose e le avesse rilette sarebbe stato sicuramente il migliore interprete di se stesso. Oggi purtroppo mi devo accontentare di me stesso.
 
Quale area musicale desta il tuo interesse, a parte l'opera del cantautore genovese?
Sono da sempre affascinato dalla musica popolare e da tutte le contaminazioni che ne possono derivare . Seguo poco i cantautori perché non so più chi siano .La musica medievale e barocca sono poi un piacere che mi riservo per i momenti migliori.

Ascoltando "La buona novella" in CD si denota fedeltà rispetto l'originale. Spesso si accusano le band e i cantanti che tributano omaggi di essere troppo legati al "tributato". E' veramente difficile slegarsi alla figura di cantante di De André, seppure con risultati qualitativamente rilevanti?
Personalmente trovo che la Buona Novella fatta con Le Nuvole Ensemble si distacchi abbastanza dall’originale soprattutto nella seconda parte che dal punto di vista musicale risultava la più datata.Più in generale , per quanto mi riguarda, trovo molto più difficile attenersi all’originale. Nel mio lavoro di interprete solitamente la molla che fa scattare l’interesse verso un brano dice più o meno: “ Bello, io però lo farei così”. Non è irriverenza o presunzione ma solo la dimostrazione che l’arte ha tra i suoi obiettivi anche  quello di darci delle emozioni, e ognuno ha le sue.