_Band_Volta la carta (archivio) (Italia)


Concerti
Intervista con i "Volta la carta"

L'emozione di suonare insieme e la spontanea scelta comune di cantare De Andrè: queste le motivazioni che hanno spinto alla nascita della cover band senese, già alla ribalta in molte piazze italiane. Recita il sito del gruppo: "... senza volerlo, De Andrè fa parte del nostro patrimonio genetico musicale. Per chi poi è cresciuto con la sua musica e la sua poesia, il discorso si amplifica all’inverosimile... allora ho deciso di proporre questa mia idea folle a Franco Vichi che avevo conosciuto qualche anno prima... Spero di essere riuscito solo nella mia intenzione principale, cioè di rendere un omaggio più affettuoso possibile ad un uomo che ha influenzato tanto la mia vita...Risponde alle mie domande il leader del gruppo, Raffaele Spidalieri

Iniziamo con una domanda che vi presenta: come nasce il vostro gruppo?
Nasce per gioco ad una cena. Senza volerlo facemmo le 4 di mattina a suonare la chitarra e ci trovammo a cantare tutte le canzoni del Faber. Mi venne così l'idea di mettere su un concerto tributo a Fabrizio. Nel giro di dieci giorni trovammo tutti i musicisti che volevano aderire a questa iniziativa e l'avventura partì...

"Volta la carta" è una canzone estremamente allegorica: dietro ogni figura si cela un personaggio, un tipo. Visto che la scelta per dare un "titolo" al vostro gruppo è caduta proprio su questa canzone, mi piacerebbe individuaste, tra i personaggi narrati, ognuno dei componenti della band.
Molto più semplicemente Volta la Carta è una filastrocca antica che mio padre mi cantava sempre da bambino, e suo padre faceva la stessa cosa con lui... Faber l'ha poi riadattata e ne ha fatto una splendida canzone. Non mi piace dover per forza andare a scandagliare tra le parole per trovare un'allegoria, la poesia, così come la musica deve trasmettere emozioni... diverse a seconda dell'ascoltatore e a seconda dell'interpretazione assolutamente personale che uno le da. Non c'è allegoria, c'è solo un piacevole ricordo infantile che istintivamente ci ha dato un nome.

Da quali influenze musicali viene ognuno di voi e come i diversi gruppi si sono amalgamati nel gruppo?
Mah... è un gran calderone, Andrea e Franco (pianoforte e flauti) sono dei gran musicisti classici con tanto di diplomi e curriculum internazionali nelle più grandi orchestre del mondo, Fabio Marco e l'altro Marco (Basso, chitarra e batteria) hanno una formazione jazzistica così come Stefania alle voci, io (voce e chitarra classica) ho studiato pianoforte classico e ho passato un po' di anni in giro per i locali a cercare di proporre un pianobar diverso... suonando autori tipo Jannacci o Conte... insomma roba non proprio da piano bar... Quanto all'amalgama non è difficile mettere insieme gente che sa fare musica (eccetto me) basta avere le idee chiare su quello che si vuole fare...

Da cosa è dipesa la scelta di suonare De André?
Dall'esigenza di dirgli grazie per tutto quello che ci ha regalato strada facendo e per tutto quello che ci ha lasciato quando se n'è andato.

E la scelta delle canzoni è stata casuale o sospinta da motivazioni musicali o ideali che siano?
Ho cercato di abbracciare tutta la sua produzione dalle prime opere ad Anime Salve, passando per le composizioni in dialetto... è ovvio che qualche pezzo l'ho scelto a mio gusto, ma sempre nel rispetto dall'idea di partenza.

Cantare De André vi apre un canale "preferenziale" con il pubblico? Vi permette cioè di aprirvi la strada per far ascoltare anche vostri brani o è di impedimento in questo senso?
Mai preso in considerazione quest'ipotesi, il nostro è un progetto ben preciso che non ha doppi fini nè tantomeno vuole sfruttare canali preferenziali. L'unica certezza è, invece, che sei sempre nel mirino all'inizio di ogni serata, guai se ti permetti di rovinare la poesia di un uomo immenso come Fabrizio... la gente ti potrebbe tirare addosso di tutto... ma fortunatamente non ci è mai successo, anzi direi il contrario...

Quale eredità credete che De André abbia lasciato nel generale panorama musicale italiano?
Credo che sia inestimabile... anche perchè la musica è solo il pretesto per dare una colonna sonora alle sue parole... Faber è stato uno che è andato oltre, e credo non ce ne saranno tanti altri come lui... in un certo senso ha anche rivoluzionato il modo di fare musica, ma ancor più quello di scrivere i testi...

Proliferano molte cover band in questo periodo: credete sia un fenomeno temporaneo oppure ritenete vi sia carenza di ispirazione o semplicemente poca promozione delle case discografiche. Rispondete pure liberamente
Credo che solo la materializzazione della mediocrità che c'è in giro...nella società come nell'arte. Non c'è personalità, non ci sono idee, di conseguenza è molto più semplice imitare che creare. Se poi c'è qualcuno che riesce ad emergere dalla sagra del qualunquismo, allora poi intervengono i killer superiori a frenare i tuoi ardori artistici... vedi, ad esempio, il caso Cameriere

In conclusione desidererei che ognuno di voi citasse un verso del Faber.
Credo che due versi possano bastare...pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra... ...io mi dico è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati...