_Band_Trio Pinçesa (archivio) (Italia)


Concerti
Intervista con il "Trio Princesa"

Due obiettivi: forma e contenuto. Ecco quello che traspare dall'intervista fatta ad Andrea Volpini, Antonio Cavallaro e Cristiano Zanetti, in altre parole il Trio Prinçesa. Una ricerca musicale che trova in Fabrizio De André, nella musicalità delle sue parole, una forma di espressione di estrema originalità. Ed ecco che "Per i tuoi larghi occhi", forse una tra le più melodiche canzoni del Faber, diventa un brano quasi recitato, con una atmosfera del tutto nuova, facendoci scoprire un altro De André, e facendoci capire come anche attraverso ascolti diversi si riesca a cogliere le doti poetiche della sua opera. E questa 'novità musicale' la si intuisce già dal nome che si è scelto di dare al gruppo.

Trio Princesa: La scelta della canzone “Prinçesa” per dare un nome al  vostro gruppo è casuale o figlia di una precisa motivazione?

La prima  cosa che ci colpì fu innanzitutto la musicalità della parola Princesa poi il simbolo che rappresenta il personaggio  nella canzone; infine forse è solo la nostra immaginazione ma questo nome è come se  ci desse una certa fierezza una nobiltà particolare che è anche e soprattutto data dal privilegio di cantare per un  pubblico le canzoni di Fabrizio De Andrè.

Scegliere Fabrizio De André e le sue canzoni sembra essere una scelta diffusa tra le cover band e soprattutto sempre più presente. Però ritenete che questo implichi una responsabilità maggiore per quello che hanno detto le sue canzoni e per come sono state recepite dal suo pubblico?
Sappiamo che ci sono molte cover band che fanno canzoni di Fabrizio De Andrè Ma la cosa non ci ha affatto frenato, la scelta di un repertorio è sempre molto meditata e motivata ; la responsabilità è immensa data la statura artistica e di uomo dell’autore. Cerchiamo di dare la nostra idea delle sue canzoni e siamo aperti alle critiche. Non saremo degli  innovatori ma non abbiamo nessuna presunzione di esserlo. Fino ad oggi ad ogni concerto abbiamo raccolto molti stimoli; ogni volta succede qualcosa di speciale, oltre agli applausi, gli incontri .e questo grazie ad un repertorio che è già di per se una garanzia.

Temete, in questo senso, un giudizio inappellabile?
Inappellabile è una parola piuttosto forte, comunque non temiamo giudizi, siamo pronti a digerire anche  i commenti e le critiche sfavorevoli che verranno.

De André ha contribuito a dare voce ai deboli, alle minoranze, alle anime salve: quanto del suo messaggio sentite vostro e quanto questo comune sentire ha contribuito nella decisione di formare un trio?
Ciò che ci ha spinto a formare questo TRIO inizialmente è stato soprattutto la bellezza e la forza delle sue canzoni.  Ora più che mai  sentiamo l’esigenza di interiorizzare i messaggi di Fabrizio..e presto nel nostro sito troverete i frutti di questa ricerca.

L’impianto musicale scelto da Faber, specie delle ultime canzoni,  ha spesso implicato una notevole quantità di strumenti, etnici e non: come riuscite a far fronte a questo essendo solo in tre e pur mantenendo l’atmosfera cercata dall’autore genovese?

La scelta delle canzoni si è per così dire basata su diversi criteri : la forma musicale, la ricchezza armonica e melodica, il tema. Molte le canzoni scelte di Anime Salve, che riteniamo forse più complete e adatte per un trio piano-vibrafono-voce; là dove non c’è lo strumento etnico c’è però un architettura che fa si che la canzone si regga a nostro parere con pochi semplici elementi musicali. Khorakanè che nel disco ha gli archi e tanti altri strumenti si reggerebbe da sola con piano e voce, vista la sua  forza e la sua ricchezza formale-melodica e del testo. Abbiamo poi scelto anche secondo la nostra natura di musicisti: il vibrafonista e il pianista sono anche degli improvvisatori e benchè nella musica di De Andrè non è che ci sia mai stato tanto spazio per l’improvvisazione, abbiamo azzardato con alcune canzoni del passato per i tuoi larghi occhi oppure con “Amore che vieni amore che vai” delle variazioni di forma e di arrangiamento con conseguente improvvisazione. Niente di nuovo.. abbiamo solo seguito un nostro gusto personale

Quale reazione ottenete da pubblico che viene a sentirvi: lo trovate entusiasta al di là della maniera con la quale proponete le canzoni oppure vi si muove qualche critica?
E’ sicuramente dal vivo che il  TRIOPRINCESA si esprime al meglio.  I commenti a fine concerto sono sempre positivi, a volte non ci vorrebbero far smettere(3/4/5 bis) e quando si è in tre alla fine si è proprio stanchi; arriva qualche critica. Spesso incontriamo persone preparatissime e molto esigenti, ognuno  ha delle richieste particolari legate a qualche canzone di De Andrè che non abbiamo in repertorio. Questo ci spinge ad approfondire sempre più l’autore.

E con che spirito pensate venga ad assistere al vostro concerto?
Con lo spirito di chi vuol passare una bella serata perché con le canzoni di Fabrizio è quasi inevitabile..!!

Ora una domanda che ho fatto anche ad altre band: ritenete che l’eredità lasciata da Faber sia stata o possa essere raccolta da qualche nuovo autore, più che nella forma, quanto meno nel contenuto?
Nella forma forse, nel contenuto difficilissimo.

In conclusione vorrei che ognuno di voi citasse un verso di una canzone di De André:

Andrea: “..sono giorni di finestre adornate canti di stagione anime salve in terra e in mare..sono state giornate furibonde senza atti d’amore senza calma di vento solo passaggi e passaggi, passaggi di tempo..” dalla canzone “Anime Salve”.

Antonio: secondo me anche la musica di Faber da sola parla e va diritta all'anima di che ascolta per cui io sceglierei "Khorakané" come citazione del discorso universale di De Andrè.

Cristiano: “Per i tuo larghi occhi per i tuoi larghi occhi chiari. che non piangono mai che non piangono mai, e perché non mai dato che un addio tanto breve perché dietro a quei occhi batte un
cuore di neve…” dalla canzone  “Per i tuoi larghi occhi”.