_Band_Quartetto Khorakhané (archivio) (Italia)


Concerti
Un Quartetto “di corde” per interpretare De André cercando i suoni e le atmosfere più adatte alla natura delle sue composizioni. Una voce femminile a corredo. Il tutto con arrangiamenti nuovi e originali che portano l’ascoltatore a misurarsi sui testi, a concentrarsi sul significato, sui concetti deandreaini di libertà, sui temi del sociale.

Il Quartetto si forma nel 1999 e prende il nome da  " Khorakhanè – A forza di essere vento ", canzone tratta dall' album " Anime Salve "  e nome della popolazione Rom alla quale è dedicata.  E' formato da  Irene Mezzacapo ( voce ), da Marco Mezzacapo ( chitarra classica, acustica, mandolino e cori ), da Franco Ceccanti ( chitarra classica, acustica e cori ) e da Cinzia Orlandini ( chitarra classica e violoncello ). Nell' anno 2002 si aggiunge alla formazione il contrabbasso di Nino Pellegrini, musicista già molto conosciuto ed apprezzato nell'ambiente jazzistico e classico.

Un Quartetto. Esattamente di cosa si tratta?
Si tratta di una formazione particolare di polistrumentisti: Marco Mezzacapo alla chitarra acustica e al mandolino, Franco Ceccanti alla chitarra acustica e al bouzouki, Cinzia Orlandini alla chitarra classica e al violoncello, Irene Mezzacapo alla voce. In base agli arrangiamenti che abbiamo scritto, usiamo di canzone in canzone strumenti diversi accostati in modo libero ed originale.

"Saper leggere il libro del mondo...": come si legge il sociale oggi, di fronte a fenomeni come la globalizzazione, proprio alla luce dell'insegnamento deandreiano?
Il problema del sociale non è argomento che si possa trattare in breve ed il pensiero di De Andrè è stato sicuramente un pensiero di diversificazione e libertà di essere. Ci rifacciamo sicuramente a questo ideale anche nell'affrontare la rilettura delle canzoni del nostro concerto.

Il vostro spettacolo su De André come si sviluppa?
Il nostro concerto ha in scaletta canzoni tratte da quasi tutti gli album di De Andrè, arrangiate coniugando il jazz con la tradizione popolare ed accostando strumenti classici a quelli moderni e folk. La voce femminile si fa strumento per le parole, cercando di dare il massimo risalto al messaggio ed alle sfumature dei testi. Fra un brano e l'altro raccontiamo aneddoti sulle canzoni, parliamo della nostra esperienza di interpreti e della nostra scelta di riarrangiare completamente tutto.

Quale risposta del pubblico vi aspettavate prima di intraprendere questa vostra avventura...? ... e quale è stata effettivamente?
Ci aspettavamo senz'altro un buon riscontro ma siamo rimasti piacevolmente colpiti dal grandissimo affetto che il pubblico ci dimostra ogni volta ed in ogni luogo dove abbiamo suonato. E' bellissimo cantare e sentire le voci di moltissime persone che cantano insieme a me, partecipando attivamente proprio come fossero tutti elementi del Quartetto!

"Parole cangianti e nessuna scrittura...": la tradizione orale. Quanto secondo voi ha influito nell'opera di De André? Magari anche con esempi tratti dalla sua discografia

Crediamo fermamente che alla genesi dell'opera di De Andrè abbia contribuito la sua vita stessa, ricca, libera, sempre in contatto con le persone più diverse e con le loro storie, con i loro racconti. In questo senso ci sembra quasi di conoscerli tutti, questi personaggi...Piero, Andrea, Marinella, Bocca di Rosa, gli indiani accampati sul Sand Creek, Princesa....

Una frase del repertorio di De André che vi accomuna
...io mi dico, è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati...