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Libro Tourbook 75-98
data di inserimento: mercoledì 2 dicembre 2009 ore 07:58 | letta 2091 volte

La bella grafia di mamma Luisa, un corsivo rosso e blu che corre lungo i ritagli dei giornali aiuta ad aprire il baule dei ricordi, inesplorato per anni, della storia di Fabrizio De Andre'. Invecchiati, rosicchiati dal tempo arrivano ricevute, appunti, biglietti Siae dei concerti, foglietti di ogni tipo e poi ancora copertine di dischi, manifesti, avvisi, schizzi originali per l'allestimento dei palchi: il mondo delle tournee' del poeta genovese, quello che per anni non seppe cantare in pubblico, e' tutto in questo monumentale libro, in uscita venerdi' 4 dicembre da Chiarelettere, fortemente voluto dalla Fondazione De Andre', presieduta dalla moglie Dori Ghezzi.

Un museo da sfogliare e risfogliare, ritrovando nelle interviste della curatrice Elena Valdini, mille curiosita', personaggi al debutto saliti per caso sul palco (Franco Battiato), concerti 'politici' e pure feroci contestazioni (rimproveravano a De Andre' di suonare nei locali 'per ricchi' in tempi in cui la musica era libera), sfilate antimilitariste con Luigi Calabresi e Pino Pinelli, amici radicali come Enzo Tortora, Marco Pannella. Curiosita' come una Marinella porno di cui si erano perse le tracce (ma non le cronache ''di un'interpretazione sconcertante'' nei ritagli di mamma Luisa) cantata da De Andre' alla Bussola, forse per stupire il pubblico dei milanesi figli di o come una Via della poverta' diventata un continuo rimando ai politici di allora, Almirante, Andreotti, La Malfa. L'inedita versione de La canzone di Marinella, eseguita la sera del debutto alla Bussola il 15 marzo 1975 e' scaricabile gratuitamente on line grazie al codice contenuto all'interno del volume. ''Da sei anni svuoto scatole, sacchetti e sacchettini e mentre svuoto leggo fogli e foglietti con appunti di canzoni, pensieri sparsi, numeri di telefono, libri da comprare, menu da sperimentare, bestiame (all'Agnata) da allevare, oracoli da interpellare. E' Dori - racconta Elena Aldini - a portarli direttamente qui in Fondazione da quando la famiglia ha accettato di creare all' Universita' di Siena il fondo De Andre'. In quelle scatole in cui i ricordi hanno un nome ritrovo i sentimenti di Dori, del suo custodire, del suo condividere e di mamma Luisa...la immagino nel salotto di Villa Paradiso mentre segna con l'inchiostro blu le frasi scelte dal cronista per recensire suo figlio, dalle quali affiora un Fabrizio ancora figlio di, del professor Giuseppe De Andre''', racconta la Valdini.




Fonte: ansa