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Wenders per De André
data di inserimento: martedì 23 settembre 2008 ore 09:54 | letta 3384 volte

ROMA - La notizia più sorprendente la lancia Wim Wenders alla fine di un toccante documentario, Effedia, sulla mia cattiva strada (regia e ricerca d'archivio di Teresa Marchesi, che sarà presentato nella sezione Extra del Festival internazionale del film di Roma) quando rivela non solo un amore smisurato per l'opera di De André, ma anche un progetto preciso: "Spero di partecipare al concerto di tutti i grandi musicisti del pianeta che in onore di Fabrizio suoneranno le sue canzoni.

Un giorno ho scoperto che anche Hal Willner, uno dei più grandi produttori musicali di tutti tempi, era innamorato dell'opera di Fabrizio quanto me. Hal ha in progetto di organizzare questo concerto, a New York. Io ci sarò. E per tutto quello che potrò fare per farlo realizzare, o per filmarlo, potete contare su di me. Sarà un grande giorno per tutti i "missionari " di Fabrizio De André del mondo". Dunque tra non molto potrebbe esserci un evento di portata mondiale che finalmente spingerà alla ribalta internazionale il valore dell'opera del nostro più prezioso poeta della canzone. La Fondazione conferma. Il progetto è davvero in corso d'opera.

L'atto d'amore di Wenders arriva alla fine di un approfondito documentario costruito intorno alla figura di De André come un mosaico di canzoni e interviste. Un ritratto pressoché definitivo, anche perché affidato in gran parte alle parole dello stesso De André, dopo una lunga e fruttuosa ricerca negli archivi Rai e nelle collezioni private: "Io credo che chiunque possa essere maestro di pensiero" racconta il cantautore in apertura, "anche un ciabattino, anche un venditore di polli. Ma deve esserci una continuità in questo suo, chiamiamolo, mestiere e, soprattutto, che il maître a' penser dia certezze. E queste certezze di solito le danno i filosofi, o alcuni politici. Non sicuramente gli artisti, se non in casi rarissimi". Ma De André era certamente l'eccezione, in fin dei conti più un libero pensatore, anarchico e inquieto, che non un semplice musicista, per quanto geniale.

A impreziosire il documentario ci sono soprattutto filmati di performance dal vivo, alcune delle quali mai viste prima.



Fonte: repubblica.it